La Giornata mondiale dei poveri, ecco i banchieri di Dio secondo Francesco

  In un mondo dove cresce la povertà, il papa ricorda il dovere della Chiesa di parlare dei poveri e di servirli poiché lo stesso Cristo si identifica con loro.

La Giornata mondiale dei poveri, ecco i banchieri di Dio secondo Francesco

Una giornata particolare per Francesco la domenica riservata a ricordare in tutto il mondo la condizione dei poveri per i quali siamo chiamati a “tendere la mano” per includerli nella nostra vita, amandoli e operando giustizia. A un certo punto dell’Angelus, il papa Francesco ha fatto uno scatto con il braccio improvvisando una difesa accalorata dell’operato suo e dei vescovi in favore dei poveri. Alcuni – ha rilevato il papa - dicono: “Ma questi preti, questi vescovi che parlano dei poveri, dei poveri… Noi vogliamo che ci parlino della vita eterna!”. Guarda, fratello e sorella, i poveri sono al centro del Vangelo; è Gesù che ci ha insegnato a parlare ai poveri, è Gesù che è venuto per i poveri. Tendi la tua mano al povero. Hai ricevuto tante cose, e tu lasci che tuo fratello, tua sorella muoia di fame?”. Lo spunto per rispondere ai critici lo ha preso proprio dal commento alla celebre parabola dei talenti cui Francesco ha riservato l’intera omelia della messa nella Basilica Vaticana. In ottemperanza alle disposizioni anti Covid, vi ha preso parte una delegazione di 100 persone tra poveri e rappresentanti di organismi che si dedicano concretamente alla causa dei poveri.

Questa parabola vale per tutti – ha precisato il papa - ma, come sempre, in particolare per i cristiani. “Anche oggi ha tanta attualità: oggi la Chiesa ti dice, ci dice: “Utilizza quello che ti ha dato Dio e guarda i poveri. Noi, a volte, pensiamo che essere cristiani sia non fare del male. E non fare del male è buono. Ma non fare del bene, non è buono. Noi dobbiamo fare del bene, uscire da noi stessi e guardare, guardare coloro che hanno più bisogno. C’è tanta fame, anche nel cuore delle nostre città, e tante volte noi entriamo in quella logica dell’indifferenza: il povero è lì, e guardiamo da un’altra parte. Tendi la tua mano al povero: è Cristo”. Anzi Gesù dice un’altra cosa: “Sai, il povero sono io”.

La parabola dei talenti, secondo il papa, ha un inizio un centro e una fine  che illuminano l’inizio, il centro e la fine della nostra vita. Ciascuno riceve in dono da Dio dei talenti in misura delle capacità. Talenti che non vanno sprecati ma fatti fruttare per il bene degli altri. Il Signore spiega Francesco ci invita “a metterci in gioco generosamente, a vincere il timore con il coraggio dell’amore, a superare la passività che diventa complicità. Oggi, in questi tempi di incertezza, in questi tempi di fragilità, non sprechiamo la vita pensando solo a noi stessi, con quell’atteggiamento dell’indifferenza. Non illudiamoci dicendo: «C’è pace e sicurezza!» . San Paolo ci invita a guardare in faccia la realtà, a non lasciarci contagiare dall’indifferenza”. Anche per il servo infedele con un solo talento vale il principio di affidare il denaro ricevuto ai banchieri così da  permettere al padrone dei talenti di ritirare l’interesse.

Chi sono per noi questi “banchieri”, - si chiede il papa - in grado di procurare un interesse duraturo? Sono i poveri. “Non dimenticate: i poveri sono al centro del Vangelo; il Vangelo non si capisce senza i poveri. I poveri sono nella stessa personalità di Gesù, che essendo ricco annientò sé stesso, si è fatto povero, si è fatto peccato, la povertà più brutta. I poveri ci garantiscono una rendita eterna e già ora ci permettono di arricchirci nell’amore. Perché la più grande povertà da combattere è la nostra povertà d’amore”.

Il papa annette grande importanza alla Giornata Mondiale dei Poveri da lui indetta nel 2016 a conclusione del Giubileo straordinario della Misericordia.

Sarà una Giornata che aiuterà le comunità e ciascun battezzato a riflettere su come la povertà stia al cuore del Vangelo – spiegava allora il papa - e sul fatto che, fino a quando Lazzaro giace alla porta della nostra casa, non potrà esserci giustizia né pace sociale

In tutto il mondo, riferisce la Banca Mondiale, più di 730 milioni di persone vivono oggi con meno di 1,90 dollari al giorno. E sono oltre 100 milioni i nuovi poveri a causa della pandemia. Grave la ricaduta sui minori: il numero di bambini che vivono in condizioni di povertà è salito a circa 1,2 miliardi, registrando la cifra di 150 milioni di bambini in più in condizioni di privazione dall'inizio di quest'anno. Il Covid-19 pesa economicamente anche sui Paesi europei dove un bambino su quattro è minacciato dalla povertà. In Italia, secondo la Banca d’Italia, nei mesi di aprile e maggio, c’è stata una riduzione di reddito per la metà delle famiglie. Inoltre, un recente rapporto di Caritas Italiana, evidenzia che, fra marzo e maggio del 2020, si è registrato un forte incremento del numero di persone sostenute a livello diocesano e parrocchiale: complessivamente circa 450 mila persone. In vista della Giornata odierna, in tempo di pandemia,  a Roma si è attivata  una rete solidale per portare cibo, mascherine e aiuti a migliaia di famiglie in circa 60 parrocchie, a Case famiglia e associazioni caritative. Inoltre nell’ambulatorio sotto il colonnato di San Pietro, ad opera dell’Elemosineria Apostolica, per i poveri che devono avere accesso ai dormitori o per coloro che vogliono ritornare nella loro patria, è stato possibile  effettuare il tampone. In due settimane, ne sono stati effettuati 50 al giorno.