Palazzina crollata a Marsiglia: è stato trovato il corpo senza vita di Simona

La 30enne di Taranto è tra le vittime del crollo dei due palazzi avvenuto nel centro storico della città francese. Un testimone: “Non smetteva di dire che avrebbe finito col crollare”

Palazzina crollata a Marsiglia: è stato trovato il corpo senza vita di Simona
TiscaliNews

Simona aveva il sorriso che le illuminava il viso. C'è anche lei tra le vittime del crollo di due palazzi avvenuto lunedì in rue d'Aubagne, nel quartiere di Noailles, nel centro storico di Marsiglia. Simona Carpignano aveva 30 anni ed era di Taranto. Da sei mesi, dopo essere stata a Parigi, si era trasferita nella città francese per studiare e trovare un lavoro. Viveva da sola in uno degli appartamenti al terzo piano di uno dei due edifici crollati. 

"E' stato trovato il corpo di Simona"

"E' stato trovato il corpo di Simona. L'hanno vista purtroppo. L'attesa dei genitori, della famiglia, degli amici è finita: Simona Carpignano è stata ritrovata senza vita sotto le macerie" dei crolli di Marsiglia. Lo riportano alcuni post del gruppo 'Italiani a Marsiglia' su Facebook. "Svanita la speranza che la 30enne pugliese si trovasse in quel momento da un'altra parte. Sul luogo, per il riconoscimento, è giunto anche il padre della vittima", scrive il Corriere della Sera. Ma il procuratore, Xavier Tarabeux, non ha voluto rendere pubblico il nome delle tre vittime identificate finora per rispetto alle famiglie. Il magistrato ha riferito che si tratta di due donne e un uomo, tutti residenti nel palazzo.

L’ultimo sopralluogo

Gli edifici collassati si trovavano in rue d'Aubagne, nel primo arrondissement della città francese che è uno dei quartieri più vecchi e popolari di Marsiglia. Due dei tre edifici erano stati dichiarati inagibili per pericolo crolli una decina di giorni fa, come confermato dal vicesindaco di Marsiglia, Julien Ruas. L'altro, invece, era abitato da una decina di famiglie. Testimoni parlano di un boato, seguito da un'immensa nuvola di fumo. Quei palazzi che tutti dicevano «prima o poi crolleranno» sono davvero sbriciolati, lunedì mattina. Christophe Ignacio, uno dei due muratori intervenuti nell’ultimo sopralluogo che risale a metà ottobre ha dichiarato che «un muro portante era già mezzo crollato, in pratica il palazzo si reggeva su tre zampe». “I muri si spostavano, entrava l’acqua, tutti pensavamo che sarebbe venuto giù tutto”.

Simona voleva lasciare quella palazzina

“Anche Simona voleva imperativamente lasciare" quella palazzina: è quanto scrive il sito internet del quotidiano locale La Provence, che cita un testimone che dice di aver passato una serata con la ragazza tarantina appena tre giorni fa. "Non smetteva di dire che avrebbe finito col crollare, noi cercavamo di rassicurarla, perché non ci credevamo", aggiunge. Di nome Sylvain, l'uomo è il compagno di Fabien, un cinquantenne disperso che viveva nello stesso palazzo di Simona. La famiglia di quest'ultimo, dice di non nutrire alcuna speranza, perché in questi ultimi tempi era gravemente malato e indebolito. Tre giorni prima del dramma, Fabien, che viveva in quell'edificio da circa un anno, aveva invitato Simona ed un amico per una serata a casa. La Provence pubblica sul suo sito internet una foto dei due, sorridenti, scattata in quell'occasione.

Il selfie di Simona

Da diverse settimane le mura si muovevano

Intervistata dai grandi media francesi, Sophie Dorbeaux, una delle residenti della palazzina, racconta di un edificio pieno di acciacchi, tanto da aver convinto la ragazza ad andare a dormire dai genitori: "Da diverse settimane - racconta la 25enne, iscritta ad un master in filosofia - le mura si muovevano, erano apparse delle crepe. Non riuscivo quasi più ad aprire la porta, ho avuto paura di ritrovarmi prigioniera". Sophie non ha notizie di Simona e neanche di altri vicini: Cissè, Fabien che abitava al terzo piano, Julien che viveva al secondo o di Marie, la vicina del quinto.

Sei i corpi estratti

Intanto sono sei fino ad ora i corpi di persone estratte dalle macerie: due donne, gli altri sono uomini. Nessun corpo è stato al momento identificato, tra di essi potrebbe esserci anche la ragazza italiana che viveva in uno degli stabili. Risultano disperse altre tre persone alle quali se ne potrebbero aggiungere altre tre che non abitavano nell'edificio che si è sbriciolato, ma che forse erano presenti al momento del crollo perché invitate a casa di amici. Sarebbero invece riuscite a salvarsi le due passanti viste nelle immagini della videosorveglianza subito dopo prima della catastrofe.

Si temono altri crolli in Rue d'Aubagne 

Timore a Marsiglia per la tenuta strutturale degli edifici 61 e 69 della Rue d'Aubagne, che affiancavano le palazzine crollate nei giorni scorsi. Sui due edifici a rischio crollo i soccorritori hanno apposto dei sensori per analizzare i movimenti e l'evoluzione delle strutture. Secondo La Provence, se i due edifici dovessero crollare, non causerebbero vittime civili, in quanto la zona è stata completamente evacuata. Nel 2015, l'Ispettore generale, Christian Nicol, pubblicava in rapporto al vetriolo sullo stato del patrimonio immobiliare di Marsiglia. Un'expertise che puntava il dito sulla situazione di 40.000 alloggi, con 100.000 abitanti esposti a rischi per la salute o la sicurezza.

Simona era sempre sorridente

Simona a Marsiglia ha frequentato il master in Economie sociale et solidaire: organisations et projets, en cours. E' una interprete freelance, come è scritto nel suo profilo linkedin. Aveva deciso di raggiungere a Marsiglia un suo amico che nella città francese aveva trovato lavoro. Il cameriere di un bar vicino alle case crollate parla, in lacrime, di Simona: era sempre sorridente, a volte andava a studiare nel suo locale ed era felice quando superava un esame.

L’ansia dei genitori

Il padre, la madre e il fratello di Simona hanno raggiunto Marsiglia dove sono supportati da personale del Consolato e da psicologi. I genitori di Simona vogliono notizie della loro ragazza, di quella figlia così brava, che, dopo essersi laureata in lingue all'università del Salento, ha deciso di partire per la Francia e inseguire i suoi sogni, con una seconda laurea presa a Parigi ed un master seguito con successo. Simona parla molto bene oltre al francese anche il cinese e l'arabo. Ha lavorato come guida nella città vecchia del capoluogo ionico: lei ama la sua terra e una volta raggiunti i suoi obiettivi - raccontano gli amici - sicuramente farà ritorno a Taranto. Su Facebook, tra parentesi, sotto il suo nome e cognome ha voluto dire al mondo come in realtà si chiama: sì perché il nome di Simona, per tutti quella che la conoscono, è "Sorriso". Quello stesso sorriso che regala nelle immagini che la ritraggono: mentre esce da una stanza dell'Università di Marsiglia, mentre punta il dito verso il cielo, mentre abbraccia un'amica.