Coronavirus, Fauci: niente illusioni, sicuri solo a fine 2021

Coronavirus, Fauci: niente illusioni, sicuri solo a fine 2021
di Askanews

Roma, 22 ott. (askanews) - "Non siamo lontani: un vaccino efficace potrebbe esserci già tra fine novembre e dicembre. Ma non sarà distribuito prima del 2021. Potremo dirci al sicuro, spero, prima del prossimo Natale: quello del 2021, intendo". Così in un'intervista a Repubblica il virologo Anthony Fauci, capo dell'Istituto nazionale per la prevenzione delle malattie infettive."Gli scienziati stanno facendo un lavoro straordinario. I loro studi sul Covid ci hanno già sorpreso e ci sorprendano ancora. Ma per tornare alla normalità serve tempo. È vero, gli studi sono a ottimo punto. Cinque vaccini supportati dagli Stati Uniti sono nella fase finale della sperimentazione e già due stanno dando ottimi risultati. Entro la fine del 2020 avremo risposte precise e in previsione di quei risultati positivi si stanno già producendo dosi. Sì, forse sarà possibile vaccinare qualcuno prima di fine anno. Ma per i grandi numeri c'è da aspettare", aggiunge."Se avremo un vaccino efficace entro dicembre, saremo in grado di distribuire le prime dosi a inizio 2021, ma non basterà per tutti prima di marzo-aprile. Quasi certamente servirà poi un richiamo il mese dopo. E comunque i primi a riceverle saranno le categorie più a rischio, operatori sanitari e anziani. E soprattutto: è sbagliato creare troppe aspettative. A furia di annunciare vaccini dietro l'angolo rischiamo di deludere la gente. Se creiamo diffidenza meno persone saranno disposte a prenderlo. Dobbiamo fare le cose coi tempi giusti, perseverando con mascherine e distanziamento sociale almeno fin dopo la prossima estate. Sono cautamente ottimista sull'autunno: potremo finalmente viaggiare. Ne approfitterò per tornare a visitare l'Italia".Per Fauci è importante che il vaccino, quando ci sarà, sia per tutti: "Non potremo dirci immuni se resteranno focolai nel mondo. Ci sono piani per produrre milioni di dosi, affinché a giovarne non siano solo i paesi ricchi. Organismi come Gavi Alliance, Bill e Melinda Gates Foundation e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità stanno lavorando in tal senso".