##Coronavirus, ecco cosa ha funzionato della strategia Nuova Zelanda

##Coronavirus, ecco cosa ha funzionato della strategia Nuova Zelanda
di Askanews

Roma, 20 apr. (askanews) - "Muoversi in maniera ferma e rapida per sradicare il virus, appoggiati dallo sforzo di cinque milioni di neozelandesi per rompere la catena della trasmissione, significa che tutti insieme abbiamo dato una mano a fermare l'esplosione incontrollata del Covid-19 in Nuova Zelanda". Sono questi gli elementi centrali che, secondo la premier neozelandese Jacinda Arden hanno fatto della strategia anti-coronavirus adottata dal suo governo, quella vincente. Una strategia definita di "eliminazione" del virus, che è stata ampiamente criticata perché troppo dura ma che ha dato i suoi frutti.Il Paese ha prorogato di cinque giorni il lockdown, quindi fino al 27 aprile, nonostante i contagi siano in calo deciso e l'emergenza sia sotto controllo. Le misure intraprese dal governo neozelandese il 26 marzo, all'inizio della pandemia nel Paese, sono state tra le più rigide al mondo, con divieto di assembramenti, chiusura di quasi tutte le attività, frontiere sigillate e tracciamento dei contagi ossessivo.La Nuova Zelanda sarebbe dovuta uscire dal blocco di "livello 4" - il più alto nel suo sistema di allerta - mercoledì prossimo, ma tutte le aziende non essenziali continueranno a rimanere chiuse per un'altra settimana, fino alla mezzanotte del 27 aprile. Lunedì prossimo è un giorno festivo in Nuova Zelanda: si celebra l'Anzac Day, giorno di memoria dei soldati caduti in guerra e le autorità temevano che ridurre i divieti di distanziamento avrebbe causato una nuova ondata di contagi. Da martedì 28 all'11 maggio ci sarà poi l'implementazione del livello 3 o nuove decisioni in merito."Su raccomandazione del direttore generale della Sanità, che è fiducioso che non ci siano contagi non registrati in Nuova Zelanda, oggi possiamo avere un approccio bilanciato nella transizione tra i livelli di allerta e nella ripresa dell'economia", ha aggiunto Ardern.Con l'alleggerimento del lockdown la forza lavoro autorizzata passerà da 500mila a un milione di lavoratori dei settori essenziali. Settori come l'edilizia e il manifatturiero potranno riprendere garantendo la sicurezza dei propri dipendenti e il governo ha rinnovato l'invito al lavoro da casa per i settori in cui è possibile.Ardern aveva difeso a spada tratta la strategia del suo esecutivo per fermare il Covid-19, sostenendo che senza un approccio aggressivo migliaia di persone sarebbero morte. Attendere fino alla prossima settimana "ci costa altri due giorni lavorativi, ma ci dà più tempo per far tornare salute ed economia sui binari - ha spiegato la premier - Significa che è meno probabile che facciamo passi indietro".In Nuova Zelanda si contano 1.440 casi di contagio e le nuove infezioni si attestano da giorni su numeri a una sola cifra. I morti sono 12, uno dei livelli più bassi in Paesi industrializzati. Ogni giorno vengono effettuati oltre 3.300 tamponi tra cui esami random per individuare nuovi cluster.Tra le armi vincenti della Nuova Zelanda la capacità di test e l'abilità di individuare velocemente tutti i contatti dei casi di contagio per isolare i pazienti e fermare il contagio, sono stati gli anelli forti della catena di tracciamento."Eliminazione non signifida casi zero, significa tolleranza zero per i contagi. Significa che quando un caso viene individuato, e verrà individuato, noi lo testiamo, tracciamo i contatti, li isoliamo e lo facciamo tutte le volte che accade, con l'ambizione che quando troviamo il Covid-19 lo eliminiamo. Abbiamo fatto quello che pochi Paesi sono stati capaci di fare. Abbiamo fermato l'ondata di devastazione", ha detto convinta e orgogliosa Ardern nonostante molti critici hanno affermato che la sua ambizione è irrealistica e potrebbe peggiorare la situazione dell'economia.In base all'allerta 3 sarà sempre preferito il lavoro da remoto, ove possibile, i ristoranti potranno fare servizio a domicilio, le scuole dai 14 anni in giù potranno riaprire garantendo il distanziamento, le attività a basso rischio come la pesca potranno riprendere e saranno consentite le riunioni fino a 10 persone per matrimoni e funerali. I viaggi interni resteranno fortemente scondigliati e le frontiere non saranno riaperte per i non residenti. Chi rientra dovrà restare in quarantena per 14 giorni.