Fin dove può colpire davvero la Corea del Nord guidata da Kim? La potenza economica e militare del regime

Del provocatorio leader di Pyongyang si dice di tutto, spesso in modo molto approssimativo. Ecco i dati sulla sua pericolosità mentre sale la tensione con gli Usa

Kim Jong-un durante una parata militare
Kim Jong-un durante una parata militare
di Cr.S.   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Fare la parte dell'indomabile leader, intrattabile dai signori della grande comunità internazionale. Capace di tenere il mondo col fiato sospeso e di imporre alle potenze occidentali di dargli quegli aiuti economici che permettano alla Corea del Nord di sopravvivere. Kim Jong-un persegue la stessa politica del defunto padre Kim Jong-il, giocando la carta dell'imprevedibilità e della poca trasparenza dei dati provenienti dal Paese che governa. Mentre Trump spiazza tutti dicendosi pronto a incontrarlo "se ci fossero le giuste condizioni, cosa che non tutti farebbero" e in queste ore si prepara a parlare telefonicamente con Vladimir Putin, sono molte le leggende che circolano sulla Corea di Kim. Quanto è davvero pericoloso per l'Occidente e i vicini il Paese asiatico? Diamo uno sguardo ai dati disponibili.

Arsenale

Quanto può "far male" al resto del mondo un attacco militare di Pyongyang? Fino al 2013 i dati certi dicevano che la Corea del Nord dispone di missili che sono una evoluzione degli Scud sovietici. A metà anni '80 il regime di Kim ha approntato i missili Hwasong-5, Hwasong-6 e Nodong, tutti a medio raggio (raggiungono obiettivi fino a 3500 chilometri) e perciò minacciosi per la Corea del Sud e parte del Giappone. Sono missili imprecisi, con un raggio di caduta che ha una tolleranza di circa 1000 metri. I Nodong volano per 1300 chilometri ma "sbagliano" il bersaglio anche di quattromila metri. Per questo, secondo l'esperto di tecnologia missilistica David Wright, codirettore del programma Global Security, quelle armi sono più adatte a colpire le città che obiettivi militari in cui la precisione massima è tutto. Più recentemente, la Corea del Nord ha sviluppato i missili  a più lungo raggio Taepodong-1 e Taepodong-2 ma tuttora poco affidabili. Dopo tre lanci fallimentari (1998, 2009 e 2012) Pyongyang è riuscita a lanciare nello spazio il satellite Kwangmyongsong-3 (Stella splendente 3) spinto da Unha-3, missile che ha una propulsione molto simile all’iraniano Safir-2. E' in fase di verifica che Kim Jong-un disponga di nuovi vettori capaci di trasportare testate nucleari fino a 12 mila chilometri di distanza. Gli Usa distano dalla Corea del Nord oltre diecimila chilometri (ma alcuni loro territori sono più vicini, Guam sta a oltre tremila chilometri, le Hawaii a più di sette). L'Italia è distante 8700 chilometri.

La parata del 17 aprile

Le imponenti celebrazioni per il 105mo anno della nascita di Kim-Il-sung, leader della Corea del Nord dal 1948 al 1994, hanno però visto sfilare nuove armi subito notate dagli esperti. Come il Pukkuksong-1, missile che può essere lanciato da un sottomarino e ha un raggio d'azione di oltre 1.000 chilometri, quindi può essere usato per colpire il Giappone (che dista dalla Corea del Nord poco più di 1000 km, appunto) alleato storico degli Usa nell'area, insieme alla Corea del Sud. Il missile è stato sperimentato lo scorso agosto, ed ha volato per 480 chilometri. Nella parata ne sono stati visti sfilare sei. A questi si unisce il Pukkuksong-2, che può essere lanciato da terra. 

Da dove prende i soldi Pyongyang

La Corea del Nord resta un Paese povero con un Pil di 12,38 miliardi di dollari. Per intenderci, il Pil italiano ammonta a 1.815 migliaia di miliardi. I dati a disposizione dicono che ha un tasso di disoccupazione del 25% (tradotto vuol dire che non lavora un cittadino su quattro) e un debito internazionale di 5 miliardi di dollari. Il salvagente di Pyongyang sono i suoi rapporti con Pechino, la Cina muove circa l'80% delle importazioni e delle esportazioni. Ai cinesi, i nordcoreani forniscono carbone, prodotti tessili, agricoli e da allevamento. Pyongyang spende 4,8 miliardi per comprare petrolio e ricava dai commerci con Pechino circa 4,1 miliardi di dollari. Compra anche beni di consumo, grano e materie prime (fornite per il 5% dal Congo). Ma il carbone fornisce ancora al pianeta il 40% dell'energia che serve, ha un mercato enorme. Per questo, North Korea News lancia previsioni di un aumento del Pil del Paese fino al 4%, ben oltre l'1,5% pronosticato da Bank Of Corea, istituzione finanziaria del Sud. E non bisogna dimenticare che è proprio la parte settentrionale della penisola coreana quella più ricca di risorse, specie in termini di fonti energetiche, motivo per cui il Giappone allargò dopo la Seconda guerra mondiale la sua influenza politica sulla Corea del Nord, costruendo lì fabbriche e centri di ricerca, e considerando il Sud come territorio da destinare alla produzione alimentare. ll resto lo fecero i capitali sovietici e, una volta di più, cinesi.

La risposta di Trump: Vinson e Thaad

Molti hanno equivocato sul termine "fine della politica della pazienza" speso da Trump dopo la sua elezione, scambiandolo per l'intenzione del presidente Usa di attaccare Pyongyang, mettendo da parte la prudenza di Obama. In realtà, la "pazienza" americana era una politica cominciata ai tempi di Clinton e perseguita fino al mandato di Barack, volta a denuclearizzare l'area coreana puntando su sanzioni sempre più aggressive e stringenti, ma mettendo da parte le minacce militari. Con Trump questo approccio cambia, ma per ora nessuno è davvero convinto che ci possano essere bombardamenti o attacchi preventivi americani sul suolo nordcoreano. Per ora ha spostato lo scudo antimissile Thaad (Terminal High Altitude Area Defense) nel distretto di Seongju in Corea del Sud, a cui ha chiesto di pagare i costi di allestimento. Una delle ossessioni di Trump è fare cassa, spingere gli alleati (compresi quelli dell'Ue) a partecipare alle spese per la sicurezza internazionale in misura maggiore. Il Thaad può intercettare e distruggere missili a corto e medio raggio nella fase finale del loro volo, impedendo che colpiscano gli obiettivi. In risposta alle provocazoni di Kim, gli Usa hanno fatto avvicinare alle acque coreane sia il sottomarino Uss Michigan che la portaerei nucleare Carl Vinson armata con sette batterie di missili e cannoni e capace di trasportare a bordo fino a 85 aerei da guerra.