Commissione Ue, colloqui serrati: Conte guida il fronte contro l'asse Parigi-Berlino. E spunta il nome di una donna

Si fa spazio l'ipotesi della tedesca Van der Leyen alla guida della Commissione, si affievolisce l'ipotesi Timmermans. Lagarde andrebbe invece alla Bce al posto di Draghi. Tutte le ipotesi al vaglio

Von der Leyen
di An. Loi

Un'altra giornata campale a Bruxelles, dove all'ordine del giorno ci sono le nomine per le poltrone di peso dell'Unione europea, i cosiddetti top jobs. La fumata nera di ieri ancora aleggia mentre il nome di Frans Timmermans sembra sfumare dopo che l'Italia, che si è aggregata ai Paesi di Visegrad e agli altri dell'Est Europa (in totale 11), si è messa di traverso.

Si fa spazio il nome della tedesca Van der Leyen

Nelle ultime ore si sono profilati due pacchetti di nomine. Il più avanzato in questo momento sembra essere quello che vede la candidatura della ministra della Difesa tedesca Ursula Von der Leyen (della Cdu, il partito di Angela Merkel) alla presidenza della Commissione, mentre il premier belga uscente Charles Michel andrebbe al Consiglio europeo. Il Parlamento europeo vede in pole Manfred Weber mentre Christine Lagarde andrebbe alla Bce. E il nome della ex presidente del Fondo monetario internazionale è l'unico che torna anche nell'altro ipotetico pacchetto di nomine, proprosto da Donald Tusk e sostenuto dall'asse franco-tendesco insieme a Spagna e Olanda. In questo caso alla Commissione andrebbe il socialista Frans Timmermans (che per avvalorare la candidatura ha rinunciato al seggio nell'Europarlamento), il premier croato Andrej Plenkovic al Consiglio e il capolista popolare tedesco Manfred Weber alla presidenza del Parlamento. Chiude il cerchio Lagarde che prenderebbe quindi il posto di Mario Draghi. 

Ursula Von der Leyen è l'attuale ministra della Difesa del governo guidato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Già ministra del Lavoro e della Famiglia, Van der Leyen ha dichiarato di essere disposta ad accettare l'incarico di presidente della Commissione Ue qualora le venisse offerto. Ha 61 anni, è una medica con 7 figli e vanta una lunga carriera politica locale e nazionale. Nel 2013 diventa ministra della Difesa e attua una vera e propria rivoluzione nelle forze armate tedesche, facendo assunzioni e rafforzando la presenza tedesca ai confini dell'Est Europa. Crede nell'asse rafforzato franco-tedesco e nella creazione di un esercito di difesa europeo. 

Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, intanto sta giocando la sua partita su due fronti: quello delle nomine dell'esecutivo e degli altri organismi Ue e quello della procedura d'infrazione contro l'Italia per debito eccessivo, contro cui si è mosso ieri anche il presidente della Repubblica. "Non c'è nessuno motivo per cui verso l'Italia debba essere avviata una proceduta di infrazione", ha detto Mattarella. E' chiaro che sul tavolo odierno ci sarà un tema dichiarato e un tema ombra che aleggerà sulla trattattiva per i top jobs: vedremo chi la spunterà. 

Le richieste dell'Italia

"L'Italia rivendica un portfolio economico di peso ma soprattutto di partecipare alla decisione finale" sulle nomine di vertice, ha detto il presidente del Consiglio al suo arrivo a Bruxelles. "A me piacerebbe un presidente della Commissione donna", ha spiegato facendo capire che il nome di Timmermans si allontana sempre più. E dice: "Abbiamo ottenuto il risultato" di bloccare ieri la nomina di Frans Timmermans alla Commissione "sulla base di un'intensa attività diplomatica: occorrevano almeno otto Paesi per creare un blocco, ma è scorretto dire che abbiamo fatto strategia o asse con i Paesi di Visegrad - precisa Conte -. L'Italia ha fatto asse con altri dieci Paesi con cui abbiamo sensibilità diverse: tra di loro c'è Visegrad ma non c'è un'alleanza precostituita", ha detto chiarendo il quadro.

Una donna alla guida della Commissione?

E allora vediamo chi sono le altre donne, oltre alla Van der Leyen, che potrebbero ricoprire la carica che fu di Jean-Claude Juncker. Il primo nome che vien da citare è la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. La liberale danese però non è particolarmente grata all'Italia, viste le contrapposizioni sulle questioni bancarie. Nome insistente è anche quello della bulgara Kristalina Georgieva, ceo della Banca Mondiale, a cui si aggiunge la ex presidente lituana Dalia Grybauskaite

Un'altra donna potente rischia invece di uscirne screditata. Angela Merkel ha prestato il fianco alle critiche di chi, insistentemente, si schiera contro l'asse franco-tedesco (in questo caso insieme a Olanda e Spagna) che appare spesso fastidioso perché capace di rompere gli equilibri interni all'Ue. La colpa di Merkel in questo caso è di non aver preparato il terreno nel Ppe per sostenere la candidatura del socialista Timmermans. Nelle prossime ore si saprà di più, tenedo conto del fatto che dovesse arrivare un'altra fumata nera, mercoledì si terrà l'assemblea dell'Europarlamento che dovrà scegliere lo speaker. E questa scelta diventerà determinante per le altre nomine, compresa quella alla presidenza della Commissione.