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La morsa di Israele che distrugge gli ulivi per annettere la Cisgiordania. Cosa accade nella parte di Palestina assediata dai coloni

Non solo Gaza. Nel West Bank dal 7 ottobre di due anni fa sono state uccise oltre mille persone che difendevano le loro proprietà, case e campi coltivati. Le testimonianze riportate dai media

Antonella A. G. Loidi Antonella Loi   
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Sono gli ulivi il principale obiettivo dei coloni israeliani. E' da lì che parte la repressione verso i palestinesi che permette ai coloni armati di avanzare e occupare sempre più territori della Cisgiordania. Ettari ed ettari di terreno coltivato a olive che viene strappato con metodo organizzato a famiglie di agricoltori che da quelle terre traggono il sostentamento che gli serve per vivere. Terre e produzioni che hanno alimentato generazioni di palestinesi. E a partire dal 7 ottobre del 2023, da quando gli occhi del mondo si concentrano sul genocidio di Gaza, nel West Bank (così è chiamata la Cisgiordania nei consessi internazionali ndr) i coloni estremisti messianici e armati fino ai denti hanno agito impuniti. Un'accelerata incredibile che ha sottratto terreni e le stesse case di abitazione al controllo palestinese. Un processo violento in corso che non viene nemmeno più negato dal premier Benjamin Netanyahu che, anzi, promuove e fa approvare una legge di annessione dei territori occupati in Cisgiordania. La colonie, alcune particolarmente estese, sono almeno 150. Un paradosso, se si pensa che moltissimi Paesi in Europa e nel mondo (non l'Italia ndr) stanno riconoscendo lo Stato di Palestina, proprio con l'intento di dare dignità internazionale e sovranità a un popolo, di fatto negati da Israele.

La distruzione degli ulivi e l'avanzare delle colonie

Il manifesto racconta quanto accade a Jamil, giovane agricoltore palestinese, a cui viene impedito di raccogliere le sue olive nell'uliveto che i coloni hanno deciso essere una zona cuscinetto per la sicurezza di un isediamento creato illegalmente a Neve Daniel, a sud di Betlemme. Un gruppo di palestinesi, ebrei israeliani e stranieri, attivisti di Combatants for Peace (Cfp), prova a difendere, facendo da scudo, il suo diritto alla raccolta. Inutilmente: i coloni arrivano armati di M16 di ultima generazione e non lesinano lacrimogeni per allontanare i palestinesi dai loro ulivi. "Quanto accade è la regola", dice un attivista, "stiamo assistendo a una delle tante difficoltà che devono affrontare i nostri contadini. I coloni li aggrediscono, gli impediscono di raccogliere le olive. E se vogliono, chiamano i soldati a cacciarli via". I militari infatti arrivano, sono tanti: la raccolta finisce con solo qualche secchio da portare via.

(Fonte Oxfam)

La violenza e gli abusi dei coloni

Il Post fa un resoconto dettagliato di come i coloni violino e abusino ogni giorno delle proprietà dei palestinesi attraverso la testimonianza di cinque palestinesi che vivono nella valle del Giordano. Comprese le case di abitazione, dove di giorno i coloni arrivano, armati di tutto punto, spesso guardati a vista dai militari, e passeggiano dentro le case, avanti e indietro, in attesa di una reazione. Tutti riprendono con i telefonini, perché in caso di contenzioso le prove stanno nei video. A volte i militari intervengono e i tribunali, militari anche quelli, decidono sulla base di queste immagini. Gli sfavoriti sono sempre i palestinesi. Un'inchiesta del New York Times del 2024 dimostra come questi estremismi oggi governino Israele, cosa che rende tutti gli abusi perpetrati sui palestinesi sistematici. L'articolo si intitola "Gli impuniti". Cosa fanno i coloni per infastidire e indurre all'abbandono delle terre i palestinesi? Entrano nelle case, tirano sassi, insultano, deridono, rompono i vetri delle finestre, bruciano le auto, rubano pecore, mettono grossi massi o cancelli sulle strade di accesso per far allungare i tragitti, fanno pascolare le pecore nei terreni dei palestinesi, rubano le loro bestie. Distruggono gli ulivi o li recintano perché le olive non possano essere raccolte.

"La raccolta delle olive più pericolosa di sempre"

Secondo quanto ha documentato la Commissione palestinese per il monitoraggio e la resistenza alla colonizzaizone, nel 2025 ci sarà la raccolta delle olive "più pericolosa deglii ultimi decenni, con danni economici gravi". Secondo l'organismo sono 48.728 gli alberi danneggiati o abbattuti a partire dal 7 ottobre di due anni fa. Tra questi 37.237 sono ulivi. Le zone di Nablus, Salfit, Hebron e Masafer Yatta sono interessate da interi uliveti recintati e inibiti ai proprietari palestinesi, con decine di zone chiuse. Le organizzazioni umanitarie israeliane segnalano che l'unico scopo delle colonie e delle recinzioni "è quello di ridisegnare la mappa della Cisgiordania". Ancora dati significativi: l’Ocha (Onu) sostiene che dall'inizio del 2025 sono state documentate più di mille aggressioni in circa 230 comunità della Cisgiordania. Non mancano le vittime che dall'inizio dell'anno sono almeno 11 per mano dei coloni o dei militari intervenuti nelle campagne palestinesi. Dal 7 ottobre in poi le persone uccise nelle campagne in Cisgiordania sono 1.001 e migliaia i palestinesi in detenzione amministrativa. Esistono le prove che molti palestinesi sono stati "uccisi dai cecchini" che si annidano tra i coloni.

Cisgiordania e Gaza: perché sono due territori separati

Ma perché Gaza e Cisgiordania sono due territori separati? A partire da 1967, a seguito della guerra dei Sei giorni, Israele occupa e controlla militarmente la Cisgiordania. Gli Accordi di Oslo suddividono questo territorio in tre parti amministrative, una sotto il controllo palestinese, una a controllo misto e un'altra sotto quello militare israeliano (il 60% circa dell'intera area). L'avanzare delle colonie rende impossibile un'amministrazione coerente della Cisgiordania e l'esercito di Tel Aviv è presente in tutte le aree. A "governare" con sempre meno influenza è l'Autorità nazionale palestinese, di cui fa parte Fatah, il movimento fondato da Yasser Arafat negli anni '50. La Striscia di Gaza invece, a seguito delle elezioni del 2007, è governata dal gruppo fondamentalista islamico Hamas, contro il quale Israele ha ingaggiato una guerra distruttiva seguita ai fatti del 7 ottobre. Le due regioni palestinesi sono separate da un blocco imposto da Israele e avvallato dall'Egitto, che rende impossibili i collegamenti tra i due territori con conseguenze sociali e politiche gravissime

 

Antonella A. G. Loidi Antonella Loi   
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