L'Iran conferma l'arresto di Cecilia Sala. "Ha violato le leggi della Repubblica islamica"
Incognita sui tempi del rilascio. L'ipotesi 'triangolazione'. Ma gli Usa avvertono: "Non sia una leva politica"
L'Iran ha confermato l'arresto della giornalista italiana, Cecilia Sala. Il dipartimento generale dei Media Esteri del ministero della Cultura e dell'orientamento islamico dell'Iran ha confermato in una nota l'arresto di Cecilia Sala "per aver violato le leggi della Repubblica islamica dell'Iran". Lo scrive l'agenzia Irna. "La cittadina italiana è arrivata in Iran il 13 dicembre con un visto giornalistico ed è stata arrestata il 19 per aver violato la legge della Repubblica islamica dell'Iran. Il suo caso è sotto inchiesta. L'arresto è stato eseguito secondo la normativa vigente e l'ambasciata italiana è stata informata. Le è stato garantito l'accesso consolare ed il contatto telefonico con la famiglia".
"La politica del ministero è sempre stata quella di accogliere le visite e le attività legali dei giornalisti stranieri, aumentare il numero di media stranieri nel Paese e preservare i loro diritti legali", prosegue il comunicato, citato da Irna. "È stato aperto un fascicolo sulla cittadina italiana Cecilia Sala, e sono attualmente in corso le indagini. Il suo arresto è avvenuto in base alla normativa vigente. Saranno forniti ulteriori dettagli se la magistratura lo riterrà necessario", ha aggiunto.
L'incognita sui tempi del rilascio
Per Cecilia Sala è incognita sui tempi di rilascio mentre ancora sono sconosciute le accuse per le quali la cronista si trova in isolamento nel carcere di Evin da oltre 10 giorni. A dirlo è stato ieri sera il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ospite a Zona Bianca. Sul caso intanto intervengono anche gli Stati Uniti, con il dipartimento di Stato Usa che ha paralato di "arresto ingiustificato", chiedendo che Sala "venga subito liberata".
"Tempi rilascio non ipotizzabili, trattativa delicata"
I tempi per il rilascio di Sala "non sono ipotizzabili, perché la trattativa è molto delicata e non è facile. Noi facciamo tutto il possibile perché i tempi siano brevi ma non dipende dall'autorità italiana, la situazione è abbastanza complicata per questo abbiamo chiesto il massimo riserbo", ha spiegato Tajani. "Ancora non è stato formulato il capo d'imputazione" per Cecilia Sala. "I tempi sono quelli che sono però abbiamo notato una certa disponibilità soprattutto per quanto riguarda il trattamento" come detenuta, le parole del ministro.
"Dialogo aperto, governo cerca in tutti i modi di riportarla a casa"
"Il dialogo è aperto e noi stiamo cercando in tutti i modi per cercare di riportarla a casa il prima possibile. Il governo sta facendo il massimo", ha detto ancora Tajani assicurando di essere "in stretto contatto con la famiglia costantemente informata da me sull'evoluzione della situazione".
L'intervento Usa: "Arresto ingiustificato"
Sull'arresto di Cecilia Sala intanto intervengono anche gli Usa. "Siamo a conoscenza della denuncia di arresto in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala. Questo arresto arriva dopo che un cittadino iraniano è stato arrestato in Italia il 16 dicembre per contrabbando di componenti di droni. Chiediamo ancora una volta il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri arbitrariamente detenuti in Iran senza giusta causa", ha dichiarato a 'Repubblica' un portavoce del Dipartimento di Stato americano, denunciando che "il regime iraniano continua a detenere ingiustamente i cittadini di molti altri Paesi, spesso per utilizzarli come leva politica".