Cardinale Koch: nel dialogo con il Patriarcatodi Mosca "passi avanti"

Cardinale Koch: nel dialogo con il Patriarcatodi  Mosca 'passi avanti'
di Askanews

Mosca, 14 feb. (askanews) - Nel dialogo tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa "ci sono passi avanti. Passo dopo passo". Così il cardinale Kurt Koch, presidente del pontificio consiglio per la Promozione dell'unità dei cristiani, in un'intervista ad Askanews rilasciata a Mosca. Un dialogo complesso che tre anni orsono ha avuto un fortissimo rilancio grazie all'incontro storico all'Avana tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill, sostanziato nella dichiarazione congiunta firmata proprio a Cuba. Koch non solo non nega i progressi compiuti tra le due Chiese, ma riconosce anche quelli tra il Vaticano e Mosca.Cuba fu un momento importante. Un momento storico. Per l'ecumenismo e per il mondo. In quei minuti si ruppe l'isolamento internazionale in cui si era ritrovata la Russia, dopo la crisi ucraina. Spalancò l'attenzione del mondo sulla situazione dei cristiani in Medio Oriente, sulle persecuzioni in Siria, dando un nuovo senso alla lotta contro i terrorismo.Ogni anno, cattolici e russo-ortodossi si riuniscono per ricordare quei momenti. "Abbiamo deciso di continuare a celebrare il 12 febbraio. La prima volta è stato a Friburgo, in Svizzera nel 2017, poi a Vienna nel 2018, e la terza è stata qui a Mosca quest'anno", afferma il porporato. "La dichiarazione comune di Papa Francesco e del Patriarca Kirill aveva molti temi. Ogni anno, per l'anniversario, ne abbiamo scelto uno. Ad esempio per il secondo anniversario a Vienna, si optò per la situazione dei cristiani in Medio Oriente. Quest'anno invece abbiamo preso il paragrafo 21: le sfide che pone la morte nella società di oggi".Le posizioni sul "fine vita" delle due chiese sono molto vicine. Anzi coincidenti. Sia per quanto riguarda l'eutanasia che per il suicidio assistito. Come lo stesso Osservatore Romano non ha mancato di sottolineare, in questi giorni, citando i pronunciamenti della Chiesa ortodossa russa, in particolare nelle Basis of the Social Doctrine of the Russian Orthodox Church adottate dal consiglio di Mosca del 2000. Ai lavori - tenutisi presso la Scuola universitaria postlaurea e universitaria intitolata ai santi Cirillo e Metodio - ha partecipato anche l'arcivescovo Vincenzo Paglia e altri esperti della Pontificia accademia per la vita.A prendere la parola è stato anche il presidente del Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, definendo Francesco e Kirill "i due difensori delle radici cristiane dell'Europa". Oltre a sottolineare che "la dichiarazione congiunta richiama l'attenzione, tra le altre cose, sul problema della famiglia in una società secolarizzata: proteggere una famiglia significa proteggere la vita come un dono di Dio"."E' una grande sfida il fatto che la morte per alcune persone oggi non appartenga più alla vita", dice Koch. "E' un problema. Per noi cristiani la vita è un dono di Dio, dal suo inizio fino alla fine. Proteggere la dignità della vita per tutta la durata della vita, fino alla morte, è una grande sfida e dobbiamo testimoniare la fede cristiana insieme. Tra ortodossi e cattolici, perché le fedi sono le stesse".Lo stesso Koch di recente ha posto l'accento proprio sull'unità dei cristiani nel martirio e sul fatto che i cristiani sono perseguitati perché sono cristiani, e non perché sono luterani, anglicani, metodisti, cattolici, ortodossi. E in quest'ottica porta avanti la sua missione di dialogo con il Patriarcato di Mosca. "Il Comitato misto serve per coordinare le iniziative congiunte in campo culturale e sociale, come previsto dalla Dichiarazione dell'Avana. Non posso parlare di progetti concreti, ma per noi è molto importante l'aspetto culturale. Perché nella storia della divisione della Chiesa tra Ovest ed Est, non sono nati soltanto problemi teologici, problemi della fede. C'è un problema della cultura. Ci sono sviluppi diversi a Est e a Ovest, e dopo un tempo così lungo, uno non capisce più l'altro. Perché è un'altra cultura. E quindi ritrovare e riscoprire la cultura dell'altro aiuta a ritrovare l'unità tra ortodossi e cattolici". Tra gli esempi, Koch cita "il concerto, tenuto a Roma tra il coro della Sistina e quello Sinodale di Mosca. Hanno cantato insieme. E questo è bellissimo". Quindi ci sono dei passi avanti? "Sì, passo dopo passo".