Blitz a Bruxelles e Parigi: 3 arresti. Morta dispersa italiana. Salah non parla più

Hollande ha affermato che la cellula terroristica che ha colpito negli attentati di Parigi e Bruxelles sta per essere annientata

di Redazione Tiscali

Sono tre gli arresti nei raid antiterrorismo condotti a Bruxelles nei tre quartieri di Bruxelles, Schaerbeek, Forest e Saint-Gilles. L'uomo preso a Schaerbeek, contrariamente a quanto trapelato in un primo momento attraverso i media locali, non è il super ricercato Mohamed Abrini, complice di Salah Abdeslam. Il sospetto, fermato e ferito alle gambe, sarebbe un "pesce grosso", una figura rilevante, rende noto Rtl. L'operazione a Schaerbeek sarebbe legata a quella che condotta giovedì a Parigi che ha consentito di prevenire un nuovo attentato. Intanto si è diffusa la notizia che l'italiana finora data per dispersa dopo gli attacchi di Bruxelles, Patricia Rizzo, è morta. Lo rende noto il cugino, Massimo Leonora, su Facebook. "Purtroppo Patricia non è più con noi", ha scritto il familiare. La Farnesina ha confermato il decesso.

Salah non vuole più parlare 

 "Dopo gli attentati di Bruxelles Salah Abdeslam non vuole più parlare", ha detto il ministro della giustizia belga Koen Geens intervenendo alla Camera mentre il presidente francese, Francois Hollande, ha affermato che la cellula terroristica che ha colpito negli attentati di Parigi e Bruxelles sta per essere "annientata" ma "ci sono altre cellule".

Il covo di Salah noto da tre mesi

Intanto emergono nuovi particolari sulla latitanza di Salah Abdeslam e sugli errori e sviste che l'avrebbero favorita. Un poliziotto di Malines, città non lontana da Bruxelles, in un rapporto confidenziale del 7 dicembre scorso destinato alla cellula antiterrorismo della polizia giudiziaria federale della capitale, aveva indicato l'indirizzo di rue de Quatre Vents, 79, dove venerdì scorso è stato trovato il terrorista. Secondo quanto rivela il sito della "Derniere Heure", quel rapporto, però, non è mai stato trasmesso ed è rimasto per tre mesi alla polizia di Malines. Appreso che l'arresto di Abdeslam è avvenuto proprio all'indirizzo da lui indicato, il poliziotto ha segnalato il caso, sul quale adesso è stata avviata un'inchiesta.

Ha deciso all'ultimo di non farsi saltare in aria

Pur riconoscendo il suo ruolo a livello logistico nella preparazione degli attentati di Parigi, lo scorso 13 novembre, Salah Abdeslam, il terrorista arrestato a Bruxelles la scorsa settimana, ha identificato in Abdelhamid Abaaoud - ucciso il 18 novembre in una sparatoria con la polizia a Saint-Denis - il principale responsabile della strage e ha rivelato di avere deciso all'ultimo di non farsi saltare in aria. Abdeslam, secondo le informazioni dell'emittente belga 'Bfmtv', ha iniziato a parlare con gli inquirenti e, il 19 marzo, ha rivelato alcuni dettagli sull'organizzazione degli attacchi nella capitale francese.

Non conosceva i tre kamikaze del Bataclan

Oltre ad affermare di non conoscere i tre kamikaze del Bataclan, Abdeslam avrebbe anche confermato che "nove persone oltre a lui" hanno partecipato agli attentati a Parigi e allo Stade de France. Il terrorista ha quindi spiegato che suo fratello maggiore sarebbe l'elemento centrale del suo coinvolgimento. Salah avrebbe infatti "affittato macchine e alberghi" proprio "su richiesta" di Brahim, che quella drammatica notte si è fatto saltare in aria al caffè Comptoir Voltaire. E lo stesso Brahim aveva anche nascosto a Bobigny la "sua cintura esplosiva" in vista dell'operazione. Abdeslam ha inoltre raccontato che "ogni volta che ha dovuto pagare qualcosa per preparare questi attentati i soldi provenivano" da suo fratello.

Ho visto Abaaoud la notte tra l'11 ed il 12 novembre del 2015

Il terrorista ha comunque sostenuto che il responsabile degli attacchi "è Abdelhamid Abaaoud, lo so tramite mio fratello Brahim. E' lui che mi ha spiegato che Abaaoud era il responsabile. Ho visto Abaaoud a Charleroi la notte tra l'11 ed il 12 novembre del 2015. E' l'unica volta che l'ho visto in vita mia". In realtà, si legge ancora sul sito di Bfmtv, i due uomini erano stati condannati insieme per rapina nel 2010. Si tratta solo di una delle distorsioni o omissioni dei fatti nel racconto di Abdeslam.

Conosceva "Bilal Hadfi" ma non "gli altri due, due iracheni"

Ricordando la sera del 13 novembre, dove anche lui si sarebbe dovuto fare saltare in aria allo Stade de France insieme ad altri tre kamikaze, Abdeslam sostiene che conosceva "Bilal Hadfi", ma non "gli altri due, due iracheni". "Dovevo entrare nello stadio come spettatore - ha aggiunto durante l'interrogatorio - ma non avevo il biglietto. Tuttavia, ho rinunciato quando ho parcheggiato. Ho lasciato i passeggeri e sono ripartito. Mi sono affidato al caso". Successivamente, dopo essere stato in metropolitana, "ho contattato una sola persona, Mohammed Abrini". Tuttavia, dalle indagini è emerso che Abdeslam aveva contattato diverse persone prima che due suoi amici - Mohammed Amri e Hamza Attou - lo raggiungessero a Parigi per portarlo in Belgio. Alla fine è quindi iniziata la lunga fuga, durante la quale "si è nascosto da Mohamed Belkaid a Schaerbeek, poi a Forest".

Nel gruppo di Adbeslam anche Belkaid e Choukri

Questa l'ultima ipotesi filtrata dalle indagini in corso sulle stragi di Bruxelles e ritenuta - secondo i media - assai plausibile, anche se non certa, dagli inquirenti. Del gruppo di fuoco di Adbeslam, secondo la ricostruzione, facevano parte anche Mohamed Belkaid e Amine Choukri. Ma prima la sparatoria avvenuta nel covo di Forest - e nel corso della quale la polizia ha ucciso Belkaid - e poi l'arresto di Salah hanno impedito che il piano venisse attuato nella sua interezza. Lasciando al gruppo dei kamikaze partito dal covo di Schaerbeek il compito di portare a termine la loro missione di morte.

di Redazione Tiscali