Il caso Bossetti non finisce qui. Finirá come per Amanda e Sollecito. E vi spiego perché

Massimo Bossetti condannato: ergastolo. La sentenza è stata appena letta in aula, sono da poco passate le otto di sera. È come una bomba atomica.

Il caso Bossetti non finisce qui. Finirá come per Amanda e Sollecito. E vi spiego perché
di Luca Telese

Nell'aula di Bergamo i giornalisti sono corsi fuori a dare la notizia. Marita, la moglie del muratore di Mapello scoppia in lacrime. Sua figlia pure. Bossetti abbassa il capo quando sente che gli sarà tolta la patria potestas sui suoi tre bambini. Hanno capito tutti, anche se non sono sicuri dei dettagli, soprattutto di questo risarcimento, 400 mila euro. A Marita lo spiega, quasi intimidito, l'inviato di Quarto Grado, Giorgio Sturlese Tosi. L'avvocato, Claudio Salvagni, gira vicino ai banchi della difesa guardandosi i piedi, attonito. L'accusa, la Pm Letizia Ruggeri - con maglia delcolté pitonata - sprizza gioia da tutti i pori. Un campo di battaglia di vincitori e vinti.

Ergastolo, primo grado chiuso. Ma - come per il delitto di Perugia - è solo il primo tempo di una partita che finirà in Cassazione e che può essere ribaltata: proviamo a capire perché.

Oggi voglio fare un esercizio di stile, alla Queneau, raccontando le due verità, inconciliabili e in conflitto che hanno ballato in quell'aula di tribunale. La prima verità, quella dell'accusa, dice: 1) c'era il Dna di Bossetti sulle mutandine della ragazza. 2) Lui ha spento il suo telefonino per non farsi tracciare. 3) Si appostava in quel paese per sorvegliarla con la scusa delle lampade abbronzanti per essere vicino a lei. 3) La conosceva, anche se non c'è una prova certa di questo. 4) Lei è salita insieme a lui sul furgone consenziente. 5) il corpo di Yara aveva calce nei polmoni, quindi era stata nel furgone di un muratore 6) Lui l'ha portata nel campo di Chignolo e l'ha uccisa, 7) il cellulare di Bossetti agganciava nella stessa cella di quello di Yara. 8) Lui faceva ricerche pedo-pornografiche, 9) era sessualmente frustato, 10) subordinato alla moglie e indispettito perché Marita lo tradiva. 11) lui e lei dopo il delitto non si sono più parlati al telefono per giorni interi. 12) lui quella sera è tornato a Brembate e poi 13) dopo il ritrovamento del corpo, ha portato sua moglie e i suoi figli sul campo di Chignolo, a vedere la scena del delitto per controllare. Sempre dopo il delitto 14) Bossetti ha comprato un metro cubo di sabbia: forse per seppellire il corpo? 15) dal carcere l'operaio - che è evidentemete un maniaco sessuale - ha scritto lettere oscene persino ad una prigioniera. Sentendo questi elementi, chiunque direbbe: "È stato lui, buttate la chiave". Questo - infatti - è quello che l'accusa ha sostenuto, che buona parte dei media hanno veicolato sulle indagini.

Però il processo ci ha detto altro. E lo ha detto non tanto perché lo sostengono le perizie della difesa (che su molti punti è stata efficacissima) ma, come vedremo, perché questo risulta dalle stesse perizie dell'accusa. Possibile? Giudicate voi stessi. 1) sul corpo di Yara non c'è solo il Dna di Bossetti, ce ne sono almeno altri dieci (più altri non completamente tracciabili). Da dove ricavo questa notizia? Dalle perizie dei carabinieri e della polizia. 2) il Dna è composto dal mitocondriale. E dal nucleare. Quello nucleare trovato sulle mutandine di Yara (reperto g20) coincide con quello di Bossetti. 3) quello nucleare - invece - incredibilmente - appartiene ad un altro individuo. Chi lo dice? La perizia del professor Previderé genetista dell'accusa. 4) i test sulle mutandine sono stati fatti (anche) con dei kit scaduti. Chi lo dice, la difesa? No, i capitani dei aria che hanno fatto l'esame (sostengono: anche se scaduti, come per i farmaci, funzionavano ancora).  5) nello stesso giorno e nello stesso esame che ha identificato "Ignoto uno" un test che doveva provare la non contaminazione del campione è risultato positivo (cioè contaminato). Da dove arriva questa informazione? Dai "Raw data", ovvero i brogliacci degli esami forniti dall'accusa. Possibile? Ebbene sì. 6) Bossetti non ha spento il suo telefonino.

Trattandosi di un modello poco evoluto basterebbe che non lo avesse chiamato nessuno a quell'ora perché sembrasse spento. C'è una bella differenza. Chi lo ha detto? La difesa? No, il carabiniere che ha studiato il telefonino, le celle e i tabulati. 7) Bossetti e Marita hanno visto molti film porno (come milioni di italiani) ma non hanno fatto nessuna ricerca pedo-pornografica (che invece è un reato gravissimo). Chi lo dice? L'avvocato Salvagni? No, i periti dell'accusa che hanno studiato i computer. 8) il cellulare di Bossetti, nel suo ultimo contatto, agganciava ad una cella che poteva irradiare il suo segnale verso la palestra di Brembate, 'a anche - incredibile ma vero! - nel giardino di casa Bossetti. Chi lo ha detto al processo? Un perito dell'accusa? No, il carabiniere che ha fatto le indagini sulle celle. 9) Bossetti era orgoglioso di sua moglie Marita, anzi se ne vantava. Altro che frustrato. 10) Bossetti non sapeva - all'epoca - che Marita avesse degli amanti.

Chi lo dice? Le ricevute con cui si sostiene che Marita fosse andata in motel con un altro uomo le ha prodotte in aula la pm Ruggeri. È questo dettaglio - ha detto la presidente della Corte - non aveva nessuna attinenza con il processo. 11) Marita e Massimo non si sono parlati per diversi periodi, non solo dopo il delitto. Lui ha spiegato che Marita no lo ha chiamato, e lui altrettanto, perché la madre stava male. 12) Bossetti e la famiglia raccontano di essere passati in macchina vicino al campo di Chignolo per curiosità. Non hanno visto nulla, peró. Se lui fosse stato colpevole, perché tornare 13) il famoso metro cubo di sabbia, si è scoperto leggendo l'agenda del suo capo cantiere dell'epoca, serviva per la gettata di un villino che Bossetti stava costruendo (lo ha detto l'interessato durante il dibattimento). Ma che senso avrebbe avito rischiare di essere visto per coprire il corpo? Mistero. 14) le lettere di Bossetti alla detenuta Gina dovrebbero provare, semmai, la sua innocenza. Se ti interessa un donnone di 90 chili, come puoi essere attratto da una ragazzina?

Ma le incongruenze dell'accusa sono ancora più grandi: la Pm ha sostenuto che le anomalie del Dna ci sono, ma che non potranno essere spiegate mai. Non è stato indicato un movente, non è stato chiarito se Bossetti è un pedofilo, non è stato fissato in maniera univoca se il luogo del delitto sia davvero il campo di Chignolo o se - come sostiene la difesa - Yara sia stata uccisa altrove. Ma gli stessi tempi ipotizzati dall'accusa rendono quasi impossibile questa possibilità, visto che Bossetti non avrebbe avuto in dieci minuti la possibilità di traversare un campo fitto di erba alta, uccidere, tornare indietro. Gli stessi investigatori hanno testimoniato che la vegetazione di Chignolo era così alta e fitta da rompere le tute sterili da lavoro. Come avrebbe potuto Yara correre da sola in quel campo?

Come si vede gli elementi che non tornano sono tanti, e lo scenario cambia totalmente se li si consideri meno. I soli dubbi sul Dna potrebbero ribaltare il verdetto, soprattutto se si considera che l'esame - a detta degli inquirenti - non è più ripetibile, e non è avvenuto in condizioni di garanzia per l'imputato. Si può dare l'ergastolo per una prova che nessuno può verificare il Dede processuale?

Giudicate voi cosa vi pare più convincete. Ma è evidente fin d'ora che un appello in in tribunale diverso da quello che ha indagato potrebbe indurre ribaltamenti sorprendenti. Il motivo di interesse di questo caso, secondo me, è che non riguarda solo il muratore di Mapello, ma tutti noi, visto che ciò che verrà deciso farà sicuramente giurisprudenza.