"Bombardare basi siriane": il consiglio di Hillary Clinton a Trump poche ore prima del raid

'Bombardare basi siriane': il consiglio di Hillary Clinton a Trump poche ore prima del raid
di Askanews

New York, 7 apr. (askanews) - "Assad ha un'aviazione e questa aviazione è la causa della maggior parte delle morti di civili, come abbiamo visto nel corso degli anni e in questi ultimi giorni. E credo veramente che avremmo dovuto e dovremmo ancora far fuori le sue basi aeree e impedirgli di usarle per bombardare persone innocenti e per lanciare contro di loro il gas sarin". Parole non del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha lanciato un'azione militare unilaterale in Siria, ma della sua rivale alle presidenziali, Hillary Clinton, pronunciate ieri a margine della conferenza sulle "Donne nel mondo" a New York.Clinton aveva quindi 'invitato' Trump ad agire, facendo quello che Barack Obama aveva solo minacciato di fare. Il presidente, solo poche ore dopo, ha messo in pratica il consiglio dell'ex segretario di Stato, un alleato inatteso del miliardario, anche se la posizione di Clinton non stupisce affatto, visto che la sua linea politica sulla Siria l'aveva messa in contrasto con il presidente Barack Obama. Parlando con Nicolas Kristof, giornalista del New York Times, Clinton ha dichiarato di credere che gli Stati Uniti abbiano sbagliato a non lanciare un'offensiva simile in precedenza.Clinton ha ribadito che gli Stati Uniti avrebbero dovuto sposare un approccio più "aggressivo" a sostegno dell'opposizione al presidente Bashar al-Assad, "prima che l'Isis emergesse con il suo piano per un califfato e la sua conquista di Raqqa. Credo, e l'ho detto ripetutamente, che avremmo dovuto fare di più in quel momento".In un'intervista a The Atlantic, nel 2014, Clinton usò parole molto dure contro Obama sulla Siria, parlando di "fallimento" della politica statunitense, perché la decisione di restare ai margini durante la prima fase della sollevazione contro Assad portò all'ascesa dell'Isis. Giudicò poi troppo cauto l'approccio del presidente, affermando che "le grandi nazioni hanno bisogno di principi organizzativi, e 'non fare cose stupide' non è un principio organizzativo", riferendosi allo slogan di Obama "Don't do stupid stuff".Nel 2012, Obama disse che l'uso di armi chimiche sarebbe stato inaccettabile e avrebbe avuto delle conseguenze; tracciò una "linea rossa", ma la sua amministrazione non lanciò un'offensiva, dopo la notizia di attacchi chimici compiuti da Assad nell'agosto 2013, vista l'opposizione del Congresso e l'accordo raggiunto con la Russia, che prevedeva la distruzione dell'arsenale chimico di Assad sotto il controllo internazionale.Lo stesso Trump, allora, si dichiarò contrario a un attacco in Siria, attaccando Obama su Twitter: "L'unica ragione per cui il presidente Obama vuole attaccare la Siria è per salvare la faccia dopo la sua stupida affermazione sulla LINEA ROSSA [...] NON bisogna attaccare la Siria, ma mettere a posto gli Stati Uniti [...] Cosa otterremo bombardando la Siria, oltre a un debito maggiore e a un possibile conflitto di lungo termine? Obama ha bisogno dell'approvazione del Congresso". Ora che è lui il presidente, Trump ha invece agito senza interpellare i parlamentari.Una posizione mantenuta anche in campagna elettorale, quando disse più volte che non avrebbe tracciato una 'linea rossa' e avvertì che la posizione di Clinton sulla Siria avrebbe condotto gli Stati Uniti nella Terza guerra mondiale, portando il Paese a un confronto militare anche con Russia e Iran. "Quello che dobbiamo fare è concentrarci sull'Isis - disse a ottobre - e non sulla Siria. Finiremmo per combattere la Terza guerra mondiale ascoltando Hillary Clinton sulla Siria".L'attacco di martedì ha però cambiato l'approccio di Trump verso il conflitto siriano e il presidente Assad: alla domanda se l'azione contro i civili avesse oltrepassato una 'linea rossa', il presidente ha risposto che aveva oltrepassato "molte, molte linee". Un'azione che, alla fine, ha messo d'accordo, per la prima volta, Trump e Clinton.