[Approfondimento] Guasti tecnici e piloti 'in lotta' col computer: le indagini sugli incidenti dei Boeing 737 Max

La tragedia del jet africano che ha fatto 157 morti (8 italiani) ha due precedenti. Il disastro dell'aereo indonesiano e il guasto di un volo precedente che riuscì a rientrare in aeroporto. Cina ed Etiopia bloccano tutti i velivoli

Le ispezioni fra i rottami sul luogo dello schianto (Ansa)
Le ispezioni fra i rottami sul luogo dello schianto (Ansa)
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Da cinquant'anni nei cieli e da oltre due su moltissime rotte dopo essere stato riprogettato. Il Boeing 737 Max, l'aereo precipitato mentre era diretto a Nairobi, con a bordo 157 persone di cui 8 italiani, tutti morti, è un pezzo di storia dell'aviazione civile. Ha debuttato nel 1967 ed è stato aggiornato e leggermente modificato l'ultima volta nel 2016. Ed è sull'aeromobile che negli ultimi mesi si addensano sospetti di malfunzionamento letale. Perché l'incidente del jet dell'Ethiopian Airlines, compagnia di alto livello, segue quello del 29 ottobre 2018, quando un aereo identico precipitò in mare dopo 13 minuti dal decollo, facendo 189 morti (tra cui il ciclista italiano Andrea Manfredi). Quello è stato il primo ed è tuttora il più grave incidente occorso al Boeing 737 Max, ma quanto accaduto all'aereo diretto a Nairobi crea un'attenzione particolare sul comportamento in volo e i guasti dell'aeromobile. A Wall Street il titolo della Boeing sta facendo registrare la peggiore performance dall’11 settembre 2001.

"Pilota in difficoltà con il computer di bordo"

Ogni incidente aereo prevede l'apertura di un'inchiesta che investighi su cause e dinamiche dell'accaduto, così accade per il 737 Max della compagnia africana, e così è stato per quella indonesiana. Dell'incidente più recente si sa che l'aereo dell'Ethiopian Airlines era decollato alle 8,38 e sei minuti dopo perdeva i contatti con i controlli a terra. Secondo il sito specializzato Flightradar 24, l'aeromobile aveva una velocità verticale instabile, cioè difficoltà a guadagnare quota dopo il decollo. Stando a quanto detto da Tewolde Gebremariam, amministratore delegato della Ethiopian Airlinesis, il comandante aveva chiesto e ottenuto di tornare verso l'aeroporto di Addis Abeba per un atterraggio d'emergenza, perché l'aereo aveva problemi. Dinamiche simili, ma tutte da approfondire, a quelle dell'incidente di tre mesi fa che coinvolse il 737 Max dell'indonesiana Lion Air. Quella volta il pilota chiese di atterrare all'aeroporto di partenza a causa di un guasto tecnico non precisato. Quell'aereo era decollato alle 6:20 ora locale, alle 7:30 un primo rapporto segnalava rottami e chiazze di carburante a 34 chilometri dalle coste di Giava, in un mare con fondali a 35 metri di profondità.

I dati incrociati

L'inchiesta su questo incidente è ancora in corso, ma le analisi compiute sui dati di bordo finora hanno evidenziato come il computer avesse corretto verso il basso la quota a cui volava l'aeromobile 26 volte in dieci minuti, e di come il comandante tentasse di riportarlo più in alto. Quindi l'impatto con il mare. Un volo precedente aveva avuto problemi di velocità altalenante ed era riuscito a rientrare all'aeroporto Ngurah Rai di Bali. Le indagini evidenziarono malfunzionamenti dei sensori di velocità e altitudine, che influenzarono la correzione automatica dell'assetto dell'aereo da parte del computer, il quale leggeva un'anomalia in realtà inesistente. E rispetto alla quale la correzione umana si rivelò inefficace.  

Formazione veloce direttamente su tablet

Durante le indagini sull'incidente, la Boeing, difese gli standard di sicurezza del 737 Max. Gli approfondimenti sulla dotazione tecnologica di questo modello d'aereo (adottato da 40 compagnie di tutto il mondo) dopo l'incidente che ha segnato la Lion Air rivelarono che il Boeing ha un software che leggendo i dati provenienti da una serie di sensori corregge la quota del velivolo per aiutare i piloti a gestirlo. Molti di essi rimasero sorpresi da questa informazione, protestando di non aver ricevuto sufficiente formazione per interagire con il computer e gestire questo tipo di anomalie. In altri casi questa formazione era stata limitata ad un aggiornamento disponibile sui tablet dei piloti, ma ritenuta in seguito non sufficiente. Un'indagine della Federal Aviation è stata aperta in seguito all'incidente indonesiano, e la domanda principale è: davvero in condizioni di stallo o perdita di quota chi pilota l'aereo è in condizioni di prevalere sulle valutazioni del computer di bordo? Non è certo l'unica, c'è da investigare sulle particolarità di ogni singolo caso, da verificare gli standard di sicurezza e manutenzione degli aeromobili della Lion (che presentò criticità) e dell'Ethiopian (che è ritenuta fra le compagnie africane di più alto profilo da tutti i punti di vista. Nel mentre, la Cina ha dato ordine di sospendere immediatamente l'uso di tutti i Boeing 737 Max e così ha fatto il governo Etiope. 

Trovate le scatole nere

Trovate entrambe sul luogo dello schianto del Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines precipitato ieri, dopo il decollo da Addis Abeba. Serviranno dunque a capire cosa è successo nel disastro che è costato la vita a 157 persone, 8 delle quali di nazionalità italiana, e su cui la procura di Roma ha già aperto un fascicolo contro ignoti. Intanto le ipotesi. Ci sono esperti che parlano di “catena” di cose che non sono andate, in base al principio secondo cui se un aereo cade non è mai soltanto per un motivo ma per un gioco di concause. Quello che sembra certo, perché registrato dai radar, è che l’aereo avesse una velocità ascensionale irregolare subito dopo il decollo (il pilota aveva subito chiesto di tornare indietro): potrebbe essere un malfunzionamento dei motori. L’altra ipotesi è che a un guasto ai propulsori si sia aggiunta l’azione automatica di un dispositivo digitale anti-stallo, un computer che manda giù il muso dell’aeromobile per superare lo stallo recuperando velocità. C’è chi avanza l’ipotesi che gli stessi piloti non siano stati ben skillati nell’uso (es. nella disattivazione) di una tale automatismo. Come detto la verità sarà nelle scatole nere, che sono state recuperate.

 

Boeing 737 Max dell'Ethiopian Airlines