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Il bilaterale Usa. Draghi nello Studio Ovale: "Caro Joe, dobbiamo trovare una via per la pace"

Un’ora e mezzo di colloquio tra il premier italiano e il presidente Usa. "Basta con questa macelleria. Dobbiamo lavorare per il cessate il fuoco e la pace". Ma pace non vuol dire resa. E poi energia, emergenza alimentare, Libia

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   

Caro Joe, siamo d’accordo su tutto e la nostra cooperazione è fondamentale. Però l’Europa chiede anche, soprattutto, pace. Se fossimo costretti a fare un solo tweet riassuntivo del bilaterale Draghi-Biden, sarebbe questo il più efficace.  E se il cinguettio deve essere accompagnato da una foto, questa è quella in cui si vede il presidente del Consiglio che parla accompagnandosi con le mani e il Presidente Usa seduto sulla sinistra che ascolta con il capo riflesso e una mano a sostenere il mento. Un leader che ascolta, pensieroso.  Anche perchè il tweet ufficiale di Potus, l’account del Presidente degli Stati Uniti d’America, sceglie invece di dire cose un po’ diverse. “Questo pomeriggio ho incontrato alla Casa Bianca il primo ministro italiano Mario Draghi. Abbiamo riaffermato la forte e ampia collaborazione tra Stati Uniti e Italia e sottolineato il nostro continuo impegno a supportare l’Ucraina e imporre sanzioni alla Russia”. Della parola “pacc” non si fa menzione nella dichiarazione ufficiale Usa. Diventata invece chiede e centrale in quella italiana. E qui sta la novità e la differenza. 

Un’ora e mezzo di colloquio

Draghi è entrato alla Casa Bianca alle 14 (ora locale), le 20 in Italia, in pratica appena sceso dall’aereo. Il colloquio è durato più di un’ora e mezza, nel salotto dello Studio Ovale, nel linguaggio del cerimoniale un tempo congruo ed idoneo per un bilaterale di peso. Non c’è stato un vero punto stampa finale con domande e risposte. La formula utilizzata è quella delle “joint read out”, cioè i microfoni dei media sono stati ammessi nella sala del bilaterale e hanno potuto registrare le parole di entrambi. I due, poi, si rivedranno tra poco più di un mese in occasione del G7. Di certo sono stati più di un’ora e mezzo a colloquio. Un tempo lungo che va bene al di là di ogni regola del cerimoniale. Costringe però ad affidarsi alle dichiarazioni ufficiali congiunte e alle indiscrezioni che gli staff di una parte e dell’altra hanno lasciato filtrare. E a qualche foto ufficiale. Accanto a quella con Biden in ascolto pensieroso, c’è sicuramente quella in cui i due - che si conoscono bene dai tempi in cui Biden, braccio destro di Obama, chiedeva a “Mario” lumi sulle politiche monetarie ed economiche - si salutano sorridenti tra le tappezzerie, gli specchi e gli immancabili caminetti della Casa Bianca.  

“Cosa possiamo fare per la pace?”

Draghi, dopo aver ringraziato per l’invito e la magnifica ospitalità, ha ribadito  che “i legami tra i nostri due Paesi sono sempre stati molto forti e questa guerra in Ucraina li ha resi ancora più forti. Se Putin ha mai pensato di poterci dividere, ha fallito”. Confermata anche la condanna dell’invasione dell'Ucraina, la sensazioni alla Russia e gli aiuti all'Ucraina “così come ci chiede il Presidente Zelensky”. Concetti e posizioni che i due ribadiscono e confermano ad ogni telefonata e colloquio e summit da remoto che in questo due mesi sono avvenuti con una frequenza alta. Draghi è arrivato però subito al punto. Alla novità. “Devo dirvi che in Italia e in Europa ora la gente vuole mettere fine a questi massacri, a questa violenza, a questa macelleria che sta accadendo. La gente pensa a cosa possiamo fare per portare la pace. Dobbiamo certamente usare qualsiasi canale diretto/indiretto, la comunicazione - ma è sufficiente? Cosa possiamo fare? La gente pensa, o almeno vuole pensare, alla possibilità di portare un cessate il fuoco e di ricominciare con dei negoziati credibili. Questa è la situazione in questo momento. Dobbiamo riflettere profondamente su come affrontare questo” .

Draghi e Biden nello studio ovale della Casa Bianca (Ansa)

“Grazie Joe, vero amico dell’Europa”

Sempre nella fase del colloquio a voce alta, una sorte di introduzione per punti a quelli che sarebbero stati i punti chiave del colloquio, Draghi ha detto che “continueremo, io e te, a lavorare sulla sicurezza energetica, sulla sicurezza alimentare in particolare.  Quello che è successo in Ucraina porterà un drastico cambiamento nell'Unione Europea. Siamo sempre stati vicini; ora lo saremo molto di più vicini. So di poter contare sul tuo sostegno come un vero amico dell'Europa, e dell'Italia naturalmente”.

Poi è iniziato il colloquio vero e proprio. Per cui ci dobbiamo affidare agli stralci e alle dichiarazioni fatte filtrare dagli staff. 

Come era stato anticipato Mario Draghi ha voluto mettere la pace al centro del bilaterale.  Dando in qualche modo all’Italia il ruolo di rappresentare in questa richiesta tutta l’Europa. Cioè, europeismo e atlantismo non si toccano, anzi. Però l’Europa, dopo 76 giorni di guerra e nonostante tutti gli sforzi diplomatici, adesso ha bisogno di trovare una via per il cessate il fuoco e trattative serie che portino alla pace.

Una strada per la pace

Questo vuol dire andare avanti con il sostegno all’Ucraina “nelle modalità che ci chiede il presidente Zelensky” ma anche lavorare con uguale intensità per la fine dei combattimenti. “Di questa macelleria” è la parola usata da Draghi. “Molti in Europa condividono la nostra posizione unita nell’aiutare l’Ucraina, e nel sanzionare la Russia - ha sottolineato il premier - ma si chiedono anche: come possiamo mettere fine a queste atrocità? Come possiamo arrivare a un cessate il fuoco? Come possiamo promuovere dei negoziati credibili per costruire una pace duratura? Al momento è difficile avere risposte, ma dobbiamo interrogarci seriamente su queste domande”. Il premier ha precisato che “la pace sarà quello che vorranno gli ucraini, non quello che vorranno altri”. Biden ha puntualizzato con un perentorio “sono d’accordo”.

Sono Parole preziose che fanno chiarezza di molti malintesi alimentati dai cosiddetti pacifisti che invocano la pace e in realtà mettono in conto una vera e propria resa degli ucraini. He tanto sarebbero ugualmente destinati alla sconfitta per manifesta superiorità militare russa. Non può certamente essere questo il presupposto del cessate il fuoco. I missili che ancora ieri sono piovuti nel sud dell’Ucraina non sono un bel segnale. L’atteso 9 maggio, da molti spacciato come data di svolta nel conflitto, è passato ma nulla cambia sul campo.

“Serve un tetto al prezzo del gas”

Il tema dell’energia, dell’aumento dei costi e quindi dell’inflazione è stato, come previsto, uno dei dossier del bilaterale. Il presidente Usa si è congratulato con Draghi “per quello che hai fatto sul fronte della diversificazione energetica. È più di quello che sarei riuscito a fare io!”. Il governo Usa è disposto “ad aumentare” la produzione di petrolio  “ma vogliamo anche mantenere i nostri obiettivi di transizione energetica”. Che diversificazione energetica e transizione ambientale vadano di pari passo è sempre stato un punto fermo dell’agenda Draghi.

L’impazzimento del prezzo del gas, “salito - ha detto Draghi - a livelli molto alti dopo l’invasione della Russia”, impone la ricerca di altre soluzioni. Non solo sull’approvvigionamento. Ma anche nella politiche sui prezzi.  Così Draghi ha messo sul tavolo del bilaterale alla Casa Bianca il suo cavallo di battaglia: il tetto al prezzo del gas. Una misura che in Italia risolverebbe molti problemi di famiglie ed aziende. E’ stato stimato che bloccare il prezzo a 80 euro (ora oscilla sopra i cento), implicherebbe la riduzione di un quarto della attuale bolletta del gas.  

“C’è bisogno di un tetto al prezzo del gas a livello europeo. E c’è bisogno che l’Europa sia unita nel gestire anche finanziariamente le sfide che abbiamo davanti: la difesa, la ricostruzione dell’Ucraina, i costi della crisi”.  Janet Yellen, segretaria al Tesoro, annuiva. Parlando di energia è stato inevitabile, per Draghi, parlare di Libia che “può essere un enorme fornitore di gas e petrolio, non solo per l’Italia ma per tutta Europa”. Draghi e Biden hanno deciso di “lavorare insieme per stabilizzare il Paese”. Prima che, anche qui, lo faccia la Russia che ha già allungato la sua presenza in molti paesi africani. Con il lasciapassare della Cina.

Draghi ha anche chiesto di sbloccare il grano bloccato nei porti ucraini. Sono tonnellate e tonnellate di materia prima. “Rischiamo una crisi alimentare in Africa senza precedenti, la Russia deve sbloccare quelle navi e farle arrivare nei porti africani”. 

Due approcci diversi

Dal colloquio sembrano emergere due approcci diversi. Se infatti Draghi ha sottolineato nelle sue comunicazioni ufficiali, il tema della pace, del cessate il fuoco e del mettere fine “a questa macelleria”, non altrettanto ha fatto Biden. La sua amministrazione sembra restare scettica sulla possibilità di riavviare colloqui seri, come hanno ribadito la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki e la direttrice della National Intelligence Avril Haines.

Non c’è dubbio che più gli effetti collaterali della guerra diventano pronunciati, comprese le interruzioni energetiche, l’inflazione, la perdita di potere d’acquisto delle classi medie e l'insicurezza alimentare, più è probabile che l'opinione pubblica americana ed europea mettano pressione sui loro leader per una soluzione negoziata. L’Europa resta atlantica ma chiede di imporre anche la sua linea. E tutto sommato anche Biden deve fare i conti con le elezioni autunnali di mid-term.  

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
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