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Biden: "La Nato sostiene l'Ucraina, gli alleati sono concordi"

Il presidente Usa ha avuto una lunga conversazione con Scholz, Macron, Sunak e Meloni

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Biden: 'La Nato sostiene l'Ucraina, gli alleati sono concordi'

Nel giorno dei suoi 45 anni, il presidente Zelensky riceve il regalo più gradito: decine di tank occidentali per rinforzare la posizione di Kiev sul terreno, alle porte del secondo anno di guerra e tra i timori di un'offensiva russa di primavera. Anche se per averli a disposizione delle forze armate ucraine ci vorranno mesi. All'indomani delle indiscrezioni dei media, è arrivato l'ok ufficiale del cancelliere tedesco Olaf Scholz all'invio di 14 Leopard 2 all'Ucraina, il via libera per gli altri Paesi alla fornitura dei carri armati di fabbricazione tedesca - in primis la Polonia - e la promessa di addestrare gli ucraini al loro uso in Germania. Poche ore dopo, Washington ha annunciato la fornitura di 31 carri armati Abrams, completando il tandem euro-americano delle armi pesanti in favore dell'Ucraina. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky chiede agli alleati occidentali missili a lungo raggio e aerei da combattimento per la guerra in Ucraina, dopo l'ok di Washington e Berlino all'invio di carri armati a Kiev. "Ho parlato oggi con il Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg. Dobbiamo aprire la fornitura di missili a lungo raggio all'Ucraina, è importante: dobbiamo anche espandere la nostra cooperazione nell'artiglieria" e rendere possibile "la fornitura di aerei per l'Ucraina", ha affermato Zelensky nel suo discorso quotidiano riportato da Ukrinform. 

"Sono i tank più potenti al mondo", ha sottolineato Biden dopo aver avuto "una lunga conversazione" con Scholz, il presidente francese Macron, il premier britannico Sunak e la premier Giorgia Meloni a rappresentare l'Italia, che il leader americano ha ringraziato per l'invio dell'artiglieria a Kiev. "Siamo uniti nel sostegno all'Ucraina", ha spiegato il capo della Casa Bianca, assicurando che non è stata la Germania a "costringerlo a cambiare idea" sull'invio degli Abrams, che non rappresentano "un'offensiva contro la Russia", ha poi tenuto a precisare.

Di tutt'altra idea è Mosca, che ha condannato la mossa occidentale: gli Abrams in Ucraina "bruceranno allo stesso modo degli altri" carri armati, sono state le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, mentre l'ambasciatore russo in Germania ha definito "altamente pericolosa" la decisione di Scholz. L'ok ai Leopard è invece "una decisione storica", secondo il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. Il cancelliere ha evidenziato come la scelta di Berlino sia arrivata con "un'azione coordinata e concordata a livello internazionale" e ha ribadito il sostegno a Kiev, ma pure la necessità di evitare "un'escalation che porti ad uno scontro fra Nato e Russia". Secondo Spiegel, gli alleati europei sono pronti a dare 80 Leopard 2 all'Ucraina, per formare due battaglioni di 40 veicoli. Dodici i Paesi che avrebbero accettato di fornire carri armati tedeschi, tra questi sicuramente la Polonia e la Norvegia. Ai Leopard si aggiungono poi i 14 Challenger promessi da Londra e ora gli Abrams americani, che sono "un passo importante verso la vittoria" di Kiev, secondo Zelensky, che ha ringraziato Scholz e Biden, sollecitandoli però a fare presto. Se da una parte l'Ucraina esulta infatti, dall'altra preoccupano i numeri e i tempi di consegna, dettagli "cruciali" per il presidente ucraino..

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