Australia in ansia: come Maddie, bimba scompare da un campeggio: un milione di euro per chi la ritrova

"Qualcuno nella nostra comunità sa cosa è successo a Cleo", ha detto il capo della polizia dell'Australia occidentale in una conferenza stampa. Il timore della polizia è che la piccola sia stata rapita

Australia in ansia: come Maddie, bimba scompare da un campeggio: un milione di euro per chi la ritrova
di Ansa

A quasi una settimana dalla scomparsa di Cleo Smith, la bambina di quattro anni sparita dal campeggio nel quale si trovava con la famiglia, la polizia australiana ha offerto 750 mila dollari (cireca un milione di euro) per qualsiasi informazione utile. Lo riporta la Bbc. "Qualcuno nella nostra comunità sa cosa è successo a Cleo", ha detto il capo della polizia dell'Australia occidentale in una conferenza stampa. Il timore della polizia è che la piccola sia stata rapita dal momento che la tenda nella quale dormiva con i genitori e la sorellina è stata trovata aperta e il suo sacco a pelo sparito.

La vicenda di Cleo, la mamma e il compagno tra le lacrime in conferenza stampa, la bimba scomparsa durante la notte, hanno immediatamente portato alla memoria, almeno in Europa, la storia della piccola Maddie McCann, la bambina inglese sparita mentre era in vacanza in famiglia in Portogallo nel 2007.

Ma per l'Australia c'è un precedente da rintracciare assai più indietro nel tempo, che ha lasciato un segno indelebile nel paese. E' la storia di Azaria, la bimba di appena due mesi scomparsa durante una vacanza in campeggio nell'agosto del 1980. I genitori dissero di aver visto un dingo intrufolarsi nella tenda, ma le indagini si conclusero nel 1982 con la condanna della madre per l'uccisione della figlia e del padre per favoreggiamento.

L'intera Australia seguì il processo che ebbe un'eco mediatica notevole con la stampa che si schierò in maggioranza contro i genitori. Ma nel 1986 la polizia, seguendo un altro caso, trovò nel campeggio una prova che dava ragione al padre e alla madre della piccola, dimostrando che la storia del dingo era vera. Il processo fu riaperto, loro vennero entrambi assolti e risarciti. E dalla vicenda venne tratto un film con Maryl Streep, 'A Cry in the Dark'.