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Hamas apre: "Non ci sono problemi importanti sulla proposta di accordo"

Un alto funzionario all'aFP: "Latmosfera è positiva, salvo nuovi ostacoli da parte di Israele"

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Edifici rasi al suolo a Rafah (Foto Ansa)

Un alto funzionario di Hamas ha detto all'Afp che il gruppo palestinese "non ha grossi problemi" con l'ultima proposta di Israele ed Egitto per un cessate il fuoco a Gaza. "L'atmosfera è positiva, a meno che non vi siano nuovi ostacoli da parte di Israele. Non ci sono grossi problemi nelle osservazioni e nelle richieste che Hamas presenterà riguardo ai contenuti" della proposta, ha detto il funzionario, che ha parlato a condizione di anonimato, alla vigilia dell'incontro al Cairo con Egitto e Qatar in cui è attesa una risposta di Hamas.

L'Idf si avvicina sempre più all'operazione a Rafah

L'esercito israeliano ha approvato i nuovi piani militari per la continuazione della guerra nel sud di Gaza, che attendono ora solo il via libera definitivo da parte del Gabinetto di sicurezza presieduto da Benyamin Netanyahu. "E' questione di giorni", ha messo in guardia il presidente dell'Anp, Abu Mazen, rilanciando l'appello agli Usa - "l'unico Paese in grado di farlo" - a fermare l'operazione. E la questione è stata al centro di una nuova telefonata domenica sera tra Joe Biden e Netanyahu: il presidente americano ha "ribadito la sua chiara posizione" su Rafah pur confermando "l'incrollabile sostegno alla sicurezza" dello Stato ebraico, ha fatto sapere la Casa Bianca.

Biden e Netanyahu hanno parlato di ostaggi e cessate fuoco

Nel colloquio Biden e Netanyahu hanno affrontato anche il nodo delle trattative in corso per il rilascio degli ostaggi e un immediato cessate il fuoco, mentre al Cairo è arrivata la delegazione di Hamas che lunedì, ha annunciato un suo alto funzionario, dovrebbe dare la risposta alla controproposta israeliana. Un accordo, che potrebbe fermare l'imminente azione nella città palestinese a ridosso dell'Egitto, su cui sta lavorando di sponda con gli attori regionali anche il segretario di Stato Antony Blinken, arrivato a Riad in un nuovo tour che martedì lo riporterà anche in Israele. La posizione americana su Rafah è nota: prima bisogna pensare alla popolazione civile della città. Ma che la carta dell'accordo sia quella vincente per evitare l'operazione militare sembra opinione prevalente anche in Israele. Lo stesso ministro del Gabinetto di guerra Benny Gantz ha sostenuto che "entrare a Rafah è importante nella nostra lunga campagna contro Hamas, ma il ritorno degli ostaggi catturati il 7 ottobre è di importanza molto più grande". Una posizione più sfumata rispetto a quella sostenuta fino ad ora da Gantz..

Abbas: "Solo gli Usa possono fermare l’attacco di Israele a Rafah"

"Nei prossimi giorni Israele darà il via all’operazione militare di terra a Rafah”. Lo ha rivelato Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas nel corso di una conferenza stampa a Riad, Abbas ha sottolineato che ''solo gli Stati Uniti possono impedire a Israele di attaccare Rafah''.

Unrwa: "Israele prepara operazione su larga scala a Rafah"

"Israele sta preparando un'operazione militare su larga scala a Rafah", ha dichiarato dal canto suo alla Tass Philippe Lazzarini, commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa). “Il mio timore, in questo momento, è quello che l'esercito israeliano stia pianificando di fare, sia che ci sia assistenza militare (a Israele da parte degli Stati Uniti) o meno. Sembra che ci si stia preparando a un possibile intervento militare su larga scala a Rafah", ha dichiarato.

“A Gaza non esiste un posto sicuro dove andare”

“Siamo tutti estremamente preoccupati per la probabilità di un'offensiva a Rafah. Ci sono più di 1,45 milioni di sfollati già concentrati nel sud", ha sottolineato Lazzarini. “Un'operazione del genere avverrebbe in mezzo al mare umano. Noi crediamo, ma non solo noi, che la comunità internazionale e tutti gli Stati membri abbiano indicato che questa offensiva non dovrebbe avere luogo, che si dovrebbero esplorare strade diverse", ha detto il capo dell'Unrwa. L'idea che un’operazione di terra possa iniziare a Rafah è “molto preoccupante” ha detto. “La gente è molto ansiosa perché non sa dove andare”, ha aggiunto, notando che a Gaza non c'è un posto sicuro dove evacuare. “

“Un cessate il fuoco salverebbe molte vite”

Non c'è dubbio che se un'offensiva di questo tipo andrà in porto, avremo altre migliaia di persone uccise”, ha affermato ancora il capo dell'UNRWA. “E non capisco come, dopo un numero così elevato, l'indignazione della comunità internazionale non sia ancora riuscita a porre fine a questa uccisione, a questo massacro. E non capisco perché questo non abbia ancora portato a un cessate il fuoco", ha detto. “Credo che il cessate il fuoco potrebbe salvare migliaia di vite. E l'assenza di un cessate il fuoco significherà più persone uccise", ha concluso.

Wsj: "Da Egitto nuova bozza accordo"

Intanto, secondo il Wall Street Journal, l'Egitto ha elaborato una nuova proposta di accordo tra Israele e Hamas che prevede il rilascio di venti ostaggi dalla Striscia di Gaza in cambio di un cessate il fuoco di tre settimane. Il giornale sottolineando che l'obiettivo della proposta è anche quello di rinviare l'eventuale offensiva militare israeliana a Rafah. La proposta è stata concordata con Israele, scrive i Wsj, e prevede un'iniziale pausa dei combattimenti che sarebbe poi estesa dai mediatori. Non è chiaro, affermano i funzionari egiziani, se questa pausa porterà alla fine della guerra.

 

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