[L’intervista] “L’arsenale chimico russo dietro l’avvelenamento dell’ex spia. Putin sapeva”

Intervista a Scaramella, esperto di servizi segreti: “Una legge dell’autunno 2006 ha autorizzato in Russia l’omicidio di Stato contro i nemici (terroristi o dissidenti, traditori). E la decisione e autorizzazione in questo caso deve coinvolgere il livello presidenziale. Ecco perché il governo britannico ha potuto puntare il dito, appena individuata l’arma certamente fabbricata in Russia, il potente gas nervino “Novichok”

Putin
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Oltre cento diplomatici russi espulsi. Dagli Stati Uniti e da 14 paesi europei. Anche la Farnesina ha annunciato che l’Italia, «in segno di solidarietà con il Regno Unito» procederà nei prossimi giorni espellerà due diplomatici della Federazione Russa.
Mario Scaramella, ex consulente della commissione Mitrokhin e suo malgrado protagonista della vicenda Litvinenko (l’ex spia russa avvelenata con il Polonio, sostanza radioattiva, a Londra) siamo di fronte a una drammatica crisi tra Russia ed Europa. Cosa può succedere ancora?
«Era il 25 settembre 1971 ed il Regno Unito arrivò al più deciso atto di guerra diplomatica di tutta l’era sovietica e di confronto fra blocchi contrapposti. Londra espulse 105 diplomatici come schiaffo alle ostilità del Cremlino. Dopo quasi cinquant’anni il nuovo braccio di ferro diplomatico fra Sua Maestà e Mosca arriva a battere questo record di tensione: se contiamo i 60 diplomatici espulsi dagli USA e gli oltre 40 sanzionati da altri 16 paesi “atlantici” per solidarietà al Regno Unito, che già ne ha cacciati ben 23 all’indomani dell’avvelenamento del Colonnello Skirpal e di sua figlia a Salisbury con un raro gas nervino, siamo certamente di fronte al più grave confronto diplomatico di sempre».
La Russia come risponderà a queste espulsioni di “massa”?
«Mosca probabilmente espellerà a sua volta lo stesso numero di diplomatici occidentali. Potrebbero anche annunciare esercitazioni della marina militare e l’aviazione russa potrebbe fare avvicinare qualche velivolo ai confini dello spazio aereo dell’Inghilterra o di qualche altro Paese».
Ma Londra sin dal primo momento ha accusato Putin di essere il regista di questa nuova spy-story. almeno nella vicenda Litvinienko ci arrivò con il processo.
«Effettivamente non sono ancora emerse ancora pistole fumanti che inchiodano Putin alle sue responsabilità ma quasi tutti i paesi occidentali dal moderato Canada fino alla nostra quasi-neutrale Italia, sono unanimi nel censurare la responsabilità politica del Cremlino, pure in attesa delle prove che Theresa May annuncia di avere. È vero che il caso Litvinienko è stato affrontato dalla giustizia inglese che, alla fine del processo, con molti elementi di certezza, ha dichiarato Putin probabilmente responsabile di un omicidio di Stato».
E con il caso Skirpal, invece, Londra ha subito indicato il Cremlino. One colpevole di aver avvelenato con del gas nervino l’ex spia russa e sua figlia, Sergej e Julia Skripal.
Il caso Skirpal è stato più velocemente attribuito alla Russia ed al suo Capo di Stato perché molti elementi ricostruiti per Litvinienko ben si adattano a spiegare questo nuovo attentato. Se l’attentato è da attribuire ai russi, Putin non poteva non sapere o autorizzare».
Spieghi meglio questo passaggio.
«Una legge dell’autunno 2006 ha autorizzato in Russia l’omicidio di Stato contro i nemici (terroristi o dissidenti, traditori). E la decisione e autorizzazione in questo caso deve coinvolgere il livello presidenziale. Ecco perché il governo britannico ha potuto puntare il dito, appena individuata l’arma certamente fabbricata in Russia, il potente gas nervino “Novichok”. Che poi il presidente Putin sia il vero mandante di questo avvelenamento, come accertato (seppur con alcune cautele diplomatiche in quel caso) oppure sia a sua volta vittima di giochi interni di potere, non è dato conoscere».
Dunque Londra potrebbe avere ragione?
«Il ragionamento della Premier May non fa una piega: Putin potrebbe essere il responsabile perché ha ordinato l’operazione. O comunque è responsabile per omesso controllo del proprio arsenale segreto ed illegale».
Certo se fosse un complotto ordito contro Putin sarebbe paradossalmente più grave ancora?
«Non c’è  alcun dubbio. Chi conosce infatti la Russia e si intende di guerra fra spie, sa che in realtà una diretta responsabilità del Cremlino sarebbe finanche meno grave di una Russia fuori controllo, dove i servizi segreti militari possono spadroneggiare ed utilizzare impunemente armi di distruzione di massa».
Lei crede che l’arsenale chimico della Russia sia stato trasferito nella Siria di Assad?
«Se fosse vero, spiegheremmo così perché la Russia ha una posizione irriducibile a sostegno del regime di Assad. Ma anche troveremmo una risposta all’avvelenamento della ex spia Skirpal a Londra».