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Strage dell' Air India, il pilota ha fatto schiantare l'aereo perché era depresso: soffriva per un lutto in famiglia

Nell’incidente sono morte di 241 delle 242 persone a bordo e 19 persone che si trovavano vicino l'ostello vicino al BJ Medical College, di Ahmedabad in India. Un solo passeggero è sopravvissuto

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Le indagini sulle cause dello schianto sono ancora in corso, gli inquirenti che indagano sull’incidente aereo dell’Air India, che è costato la vita 241 persone a bordo – l'intero equipaggio e i passeggeri, fatta eccezione per un sopravvissuto – e altre 19 a terra, non escludono nessuna pista. Tuttavia l’ipotesi che si sta facendo largo tra le altre è quella che si sia trattato di un gesto volontario. Come infatti riporta il Daily Mail, il capitano Mohan Ranganathan, un esperto di aviazione indiano, ha rivelato che diversi piloti della compagnia indiana avrebbe confermato che uno dei piloti Sumeet Sabharwal, un professionista con oltre 8mila ore di volo alle spalle, soffriva psicologicamente, forse a causa di un recente lutto. Il capitano al momento dell’incidente aveva 56 anni ed era a pochi mesi dalla pensione.

Il lutto e la pensione anticipata

Ranganathan, intervistato dal Daily Telegraph, ha spiegato: “Sabharwal si era allontanato dal volo negli ultimi tre o quattro anni, motivandolo come ferie per malattia”. Secondo l'esperto il capitano del Dreamliner avrebbe preso i giorni di riposo dopo la morte della madre, anche se prima del volo fatale lo stesso Sabharwal sarebbe stato considerato a tutti gli effetti idoneo a pilotare. Non solo, secondo alcuni colleghi Sabharwal stava considerando un pensionamento anticipato per poter rimanere vicino al padre 90enne. La compagnia di volo, intanto, ha risposto alle considerazioni, affermando che sia il pilota che il co-pilota dell'area avevano passato gli esami medici necessari per poter risultare idonei alla professione. Le indagini intanto proseguono.

Le scatole nere

L'incidente del volo Air India AI171, precipitato ad Ahmedabad subito dopo il decollo, è stato caratterizzato dallo spegnimento simultaneo dei due motori del Boeing 787-8 Dreamliner. Dall'analisi sulle scatole nere è emerso che non si è trattato di un guasto meccanico, ma l’interruzione è stata causata da qualcuno all'interno della cabina di pilotaggio non appena il velivolo è decollato. Le indagini preliminari non hanno rilevato difetti meccanici o di progettazione nel Boeing 787-8 o nei motori GE Aerospace GEnx-1B. 

L’indagine sull’incidente

Chi indaga sull'incidente del volo Air India 171, avvenuto il 12 giugno 2025, ha concentrato l'attenzione sul movimento degli interruttori di controllo del carburante dei motori, dopo l'analisi dei registratori di volo e delle registrazioni vocali della cabina. Secondo quanto scrivono il Air Current e il Wall Street Journal, i dati raccolti suggeriscono che l'azione dei piloti potrebbe aver influito sull'interruzione dell'alimentazione ai motori, portando alla perdita di potenza e al successivo disastro.

Escluso guasto

Dalle indagini è emerso inoltre che non sono evidenti segni di contaminazione del carburante o di ritrattamento improprio degli alettoni, due fattori spesso ipotizzati come possibili cause dell'incidente. Gli interruttori di controllo del carburante dei motori hanno due posizioni: "Run" e "Cutoff". Spostare un interruttore in posizione "Cutoff" durante il volo interromperebbe immediatamente l'alimentazione al motore, causando lo spegnimento e la perdita di potenza. Questo fermerebbe anche i generatori elettrici dei motori, disabilitando molti dei sistemi dell'aereo e alcuni strumenti della cabina di pilotaggio.

 

 

 

 

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