Addio a Shimon Peres, il leader della pace possibile

Addio a Shimon Peres, il leader della pace possibile
di Askanews

Roma, 28 set. (askanews) - Shimon Peres è stato "un genio dal cuore grande" ha detto l'ex presidente Usa Bill Clinton, "un visionario" ma anche un "campione della causa della difesa dello Stato ebraico", ha puntualizzato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Ma soprattutto un uomo che non ha mai smesso di credere nella pace possibile, come ha voluto sottolineare Barack Obama, ricordando l'ex presidente e Nobel per la pace morto stanotte all'età di 93 anni. A poche ore dalla sua scomparsa, dai quattro angoli del pianeta arrivano riconoscimenti e commossi ricordi su uno dei padri fondatori di Israele, che ha servito il suo Paese in tanti diversi ruoli e che da 'falco' promotore del programma nucleare (lo ha ricordato, con una chiara allusione oggi Netanyahu) si convertì al dialogo, ai negoziati, al duro lavoro per trovare punti di convergenza con il mondo arabo e i palestinesi in primis."Non dimenticherò mai quanto fosse felice 23 anni fa, quando firmò gli Accordi di Oslo sul prato della Casa Bianca, annunciando un'era di maggiore speranza nelle relazioni israelo-palestinesi", ha affermato Bill Clinton, che nel 1993 era presidente degli Stati Uniti e patrocinò la firma degli Accordi che prevedevano la creazione di uno Stato palestinese indipendente. Un progetto poi confermatosi sogno di difficile concretizzazione.Colpito da un ictus il 13 settembre, Peres si è spento "nel sonno" attorno alle 2 di questa mattina, ha reso noto il suo medico personale, Rafi Walden, rinviando a una conferenza stampa in giornata per ulteriori dettagli.Ai suoi funerali Israele attende il capo dello Stato americano Barack Obama, i suoi omologhi francese e tedesco, il principe Carlo e molti altri dirigenti stranieri, ha riferito il ministero degli Esteri israeliano. Nella lista non compare Papa Francesco, che i media locali danno come possibile partecipante alle esequie e d'altronde appare improbabile che il Pontefice possa recarsi a Gerusalemme venerdì, dato che quel giorno sarà in viaggio per la Georgia, nel quadro di un visita di tre giorni nel Caucaso (Georgia e Azerbaigian).Peres sarà inumato alle ore 11 locali di venerdì (le 10 in Italia) nel cimitero del Monte Herzl, dove riposano molti leader che hanno fatto la storia di Israele.L'ex presidente israeliano era nato il 2 agosto 1923 in Polonia ed era emigrato in Palestina, al seguito della famiglia, nel 1934. Si era sposato con Sonia Gelman - morta nel 2011 a 86 anni - e aveva avuto due figli.La sua militanza per la causa sionista inizia negli anni Quaranta: conobbe Ben Gurion facendo l'autostop e il fondatore dello Stato israeliano divenne presto suo mentore. Peres fu membro dell'Haganah, predecessore dell'esercito israeliano e a soli 29 anni diventò il direttore generale dell'allora neonato ministero della Difesa. In quella posizione, fu nella cabina di regia della guerra di Suez del 1956 contro l'Egitto. Contrario a qualsiasi compromesso con gli Stati arabi, si convertì alla via negoziale dopo il 1977, ovvero dopo la storica visita del presidente egiziano Anwar Sadat a Gerusalemmme, che aprì la porta al primo trattato di pace arabo-israeliano.Nella sua lunga carriera, Peres ha occupato una miriade di ruoli, spesso strategici. Il suo arrivo alla Knesset, il parlamento israeliano, data 1959. E' stato ministro in 12 governi, è stato primo ministro per due volte (1984-1986 e 1995-1996). Il suo cursus honorum è culminato nell'elezione nel 2007 a nono presidente dello Stato d'Israele.La sua vicenda politica ha intersecato alcuni dei momenti cruciali della storia d'Israele. Nel 1956 fu inviato in Francia dal primo ministro David Ben Gurion per negoziati segreti per preparare la Guerra di Suez. In quel periodo fu anche coinvolto negli sforzi israeliani per dotarsi dell'arma atomica.Il momento che lo vide più protagonista è probabilmente quello in cui fu uno dei motori delle fasi negoziati che portarono agli accordi con l'Egitto e all'accordo - durato poco - per la cooperazione israelo-giordana nell'amministrazione della Cisgiordania.Fu durante la seconda amministrazione di Yitzhak Rabin, che assieme al primo ministro fu protagonista del processo di pace che portò agli accordi di Oslo. Questo ruolo gli fruttò il premio Nobel per la pace del 1994, assieme al leader palestinese Yasser Arafat e a Rabin. A quest'ultimo, sempre il processo di pace, costò la vita: il 4 novembre 1995 Yitzhak Rabin fu assassinato a Tel Aviv da un estremista ebreo.Nel 2007 Peres divenne presidente, succedendo a Moshe Katsav, caduto in disgrazia per uno scandalo sessuale. Si trattava di un ruolo ampiamente cerimoniale, dal quale comunque seppe comunque far sentire la sua voce.Rispettato e molto amato all'estero, ha confidato che il segreto della sua longevità era molto semplice: esercizi quotidiani, moderazione nel cibo e un paio di bicchieri di buon vino ogni giorno.