Abusi della Chiesa canadese, il Papa visiterà il paese

Abusi della Chiesa canadese, il Papa visiterà il paese
di Askanews

Città del Vaticano, 27 ott. (askanews) - Dopo le recenti scoperte degli abusi subiti dai bambini indigeni ospiti nei decenni passati delle scuole residenziali cattoliche, papa Francesco si recherà in visita nel paese."La Conferenza Episcopale del Canada ha invitato il Santo Padre Francesco a compiere una visita apostolica in Canada, anche nel contesto del processo pastorale, in atto da tempo, di riconciliazione con i popoli indigeni", ha comunicato oggi la sala stampa vaticana. "Sua Santità ha manifestato la sua disponibilità a recarsi nel Paese in una data che sarà fissata più avanti".Prima di allora, Francesco riceverà in Vaticano, dal 17 al 20 dicembre prossimi, tre delegazioni di popoli indigeni canadesi per ascoltare la loro testimonianza sull'"impatto della colonizzazione", "il ruolo che la Chiesa ha svolto nel sistema scolastico residenziale" e "rispondere alle sofferenze delle popolazioni indigene e al trauma intergenerazionale in corso".Dal 1863 al 1998, oltre 150mila bambini indigeni vennero separati dalle famiglie e trasferiti in queste scuole gestite dalla Chiesa cattolica e nate per assimilare i nativi. Ai bambini veniva spesso vietato di parlare la loro lingua e vennero non di rado maltrattati e abusati. Una commissione nata nel 2008 ha accertato che molti non tornarono mai a casa, lo stesso anno il governo canadese ha chiesto scusa per il passato, il rapporto Truth e Reconciliation (verità e riconciliazione) nel 2015 ha parlato di "genocidio culturale". Il progetto Missing Children, bambini spariti, ha documentato la morte di oltre 4100 bambini.La scorsa primavera è stata scoperta una nuova fossa comune, presso la Kamloops Indian Residential School, aperta dal 1890, dal 1892 gestita dalle suore Oblate di Maria Immacolata, chiusa nel 1978. Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha detto che è un "doloroso pro memoria" di "un capitolo vergognoso della storia del nostro paese". Trudeau ha anche rinnovato l'invito al papa perché si rechi in Canada per affrontare la questione.All'Angelus del sei giugno, Francesco è intervenuto con queste parole: "Seguo con dolore le notizie che giungono dal Canada circa la sconvolgente scoperta dei resti di duecentoquindici bambini, alunni della Kamloops Indian Residential School, nella Provincia della Columbia Britannica. Mi unisco ai Vescovi canadesi e a tutta la Chiesa Cattolica in Canada nell'esprimere la mia vicinanza al popolo canadese, traumatizzato dalla scioccante notizia. La triste scoperta accresce ulteriormente la consapevolezza dei dolori e delle sofferenze del passato. Le Autorità politiche e religiose del Canada continuino a collaborare con determinazione per fare luce sulla triste vicenda e impegnarsi umilmente in un cammino di riconciliazione e di guarigione. Questi momenti difficili rappresentano un forte richiamo per tutti per allontanarci dal modello colonizzatore e camminare fianco a fianco, nel dialogo, nel rispetto reciproco e nel riconoscimento dei diritti e dei valori culturali di tutte le figlie e i figli del Canada. Affidiamo al Signore le anime di tutti i bambini deceduti nelle scuole residenziali del Canada e preghiamo per le famiglie e comunità autoctone canadesi, affrante dal dolore. Preghiamo in silenzio".Una presa di posizione che ha suscitato reazioni disparate: soddisfazione per la presa di posizione ai massimi livelli della Chiesa cattolica, ma anche insoddisfazione da parte di diverse associaizoni di indiegni perché è mancata, nelle parole di Bergoglio, una vera e propria richiesta di perdono. Una scelta dettata, in realtà, dal desiderio di Francesco che la conferenza episcopale canadese, piuttosto silente su questo tema a differenza delle altre chiese cristiane, si facessero carico del problema e assumessero le proprie responsabilità.Tanto che lo scorso 10 giugno la conferenza episcolale canadese rese noto che "con il fermo incoraggiamento di Papa Francesco, i vescovi del Canada si sono impegnati a ribadire e rafforzare le relazioni coni popoli autoctoni di tutti i paesi" e, altresì, che da due anni l'episcopato stava preparando "una delegazione di autoctoni per incontrare il Santo Padre e vivere momenti significativi di dialogo e guarigione".Poco dopo, una seconda nota: "Dopo l'annuncio del 10 giugno 2021 della delegazione dei popoli indigeni per incontrare il Santo Padre e vivere momenti significativi di dialogo e guarigione, i Vescovi cattolici del Canada sono lieti di annunciare che la visita della delegazione avrà luogo dal 17 al 20 dicembre, 2021 in conformità con le linee guida di viaggio internazionali"."Papa Francesco è pienamente impegnato ad ascoltare direttamente i popoli indigeni, per esprimere la sua sincera vicinanza, per affrontare l'impatto della colonizzazione e il ruolo che la Chiesa ha svolto nel sistema scolastico residenziale, per rispondere alle sofferenze delle popolazioni indigene e al trauma intergenerazionale in corso. I Vescovi del Canada sono profondamente grati al Santo Padre per il suo spirito di apertura, rivolgendo con generosità un invito a incontri personali con ciascuno dei tre distinti gruppi di delegati, Prime Nazioni, Métis e Inuit, nonché un'udienza finale con tutti loro riuniti il 20 dicembre 2021"."Questa visita pastorale includerà la partecipazione di un gruppo eterogeneo di anziani/'custodi della conoscenza', sopravvissuti alle scuole residenziali e giovani provenienti da tutto il paese, accompagnati da un piccolo gruppo di vescovi e leader indigeni. La pianificazione della delegazione è in corso e ulteriori dettagli saranno annunciati non appena disponibili. I Vescovi del Canada riaffermano la loro sincera speranza che questi prossimi incontri portino a un futuro condiviso di pace e armonia tra i popoli indigeni e la Chiesa cattolica in Canada".Ora, dopo le elezioni, l'annuncio vaticano di un prossimo viaggio del papa.