Usa, campagna presidenziale al curaro: ogni mezzo buono per demolire avversario

Questa è oggi la politica, non solo in America. I veleni mortali sono usati anche contro i compagni dello stesso partito.

Usa, campagna presidenziale al curaro: ogni mezzo buono per demolire avversario
di Giulio Borrelli

E' una campagna presidenziale al curaro. I veleni mortali sono usati anche contro compagni dello stesso partito. Un big repubblicano, Mitt Romney, in passato sfidante di Obama, si scaglia, così, contro Donald Trump: " E' un falso, una impostura, un truffatore... Le sue bancarotte hanno rovinato dipendenti e piccole imprese... E' un disonesto... Il patrimonio lo ha ereditato, non creato... E' un bullo, esibizionista, un teatrante da spettacolo di scuola media". Con lui l'America andrebbe in rovina.  Il Donald nazionale, alfiere di una parte del Paese impoverita e spaventata, replica secco: "Romney è un cadavere politico".

 Lo scambio di insulti e veleni è tra leader che dovrebbero stare dalla stessa parte. E, invece, il timore che un outsider anti-establishment possa vincere le primarie, ma perdere la sfida finale con Hillary Clinton, scatena l'offensiva del "fuoco amico". Se questo è il clima tra gli uomini del vertice repubblicano, si può immaginare che cosa succederà quando si affronteranno direttamente gli avversari delle due parti nel duello per la Casa Bianca. Rischia di apparire come un film per educande la trama di "Primary Colors", I colori della vittoria, interpretato da John Travolta e Emma Thompson, che racconta le miserie e le nefandezze della prima campagna presidenziale Bill e Hillary Clinton, nel 1992.

E' probabile che a Hollywood qualche cineasta stia già pensando a un film, che sveli i retroscena più inquietanti della vita e delle azioni dei protagonisti di questa campagna 2016. Le macchine del fango, le campagne per screditare supposti amici e sicuri avversari, sono in piena attività e cancellano il ricordo delle dure sfide del passato.

L'esibizionista palazzinaro miliardario ha parecchi scheletri nell'armadio, ma anche Hillary non è immacolata.  Donald ha fatto quattro volte bancarotta, mettendo sul lastrico un sacco di gente. Sarà processato, la prossima estate, per una presunta  frode compiuta con una falsa Trump University. Non ha ancora pubblicato le sue dichiarazioni di redditi: l'amico-nemico, Romney, dice che in quelle carte fiscali si nasconde una bomba. Gli rinfacciano la sua ambiguità verso i nazisti del Ku Klux Klan e di aver sfruttato gli immigrati clandestini. Insomma sarebbe "unfit",  non adatto, incapace nel ruolo di comandante supremo della superpotenza planetaria.

Non lasceranno in pace neppure le mogli e le figlie. Saranno trascinate nel fango, probabilmente,  le donne del clan Trump. Gli attacchi familiari sono il cavallo di battaglia dei nemici di Hillary Clinton. Oltre la storia di aver usato il suo indirizzo mail personale, per trattare affari di Stato, quando era alla guida della diplomazia americana, torneranno a galla le vicende sessual-scandalistiche di Bill. Rivedremo le immagini della stagista Monica Lewinsky, e di altre amanti, accompagnate dalle accuse di libertinaggio. E lei, Hillary, sarà dipinta come la moglie cornuta e arrivista, che ha coperto il marito solo per fare carriera. Sarà spulciato l'elenco dei ricchi finanzieri e finanziatori, che sostengono la sua campagna elettorale.

Ogni mezzo, ogni accusa sono buoni per demolire l'avversario. Questa è oggi la politica, non solo in America. La crisi economica, le minacce del terrorismo, hanno portato  strati crescenti di quella parte della popolazione, che se la passa male, a mettersi dalla parte di chi dice di voler distruggere il sistema e le spara più grosse. L'uso di bombe di fango e gli attacchi mediatici a alzo zero potrebbero danneggiare lo stesso edificio democratico, anche perché nessuno dei contendenti è senza macchia e senza peccato. A pochi importa. E' l'epoca della degenerazione della lotta politica che, nel momento in cui è diventata sempre più leaderistica, personalizzata, mediatica, punta non solo a sconfiggere, ma a distruggere, a annientare l'avversario, o il compagno di partito, che non la pensa allo stesso modo o non fa parte della stessa cordata. Qualcosa di questo clima e di questo metodo ha contaminato anche la vita politica italiana.