Presidenziali Usa in bilico, Biden in netto vantaggio ma Trump cala i ricorsi: "Rubano il voto"

Inizia la battaglia delle carte bollate del presidente uscente contro il voto postale. Il democratico è in vantaggio: 264 grandi elettori contro 214 del presidente uscente. E si dota di un fondo per la battaglia legale

Testa a testa tra Donald Trump o Joe Biden
Testa a testa tra Donald Trump o Joe Biden
TiscaliNews

Il risultato che si sta profilando di un vantaggio sostanziale di Joe Biden non piace a Donald Trump che, dando seguito alle minacce della vigilia, allarga a tutto campo la guerriglia legale contro il voto postale. Dopo il ricorso presentato in Michigan, i suoi legali - capeggiati dall'ex sindaco di New York Rudy Giuliani - stanno cercando di fermare il conteggio delle schede anche in Pennsylvania, denunciando irregolarità. "Non lasceremo che gli impostori democratici di Philadelphia rubino i voti", ha detto Giuliani. Allo stato attuale il democratico è davanti in molti Stati chiave a due passi dai 270 grandi elettori che servono per vincere la presidenza in Usa. Dopo la vittoria di Michigan e Wisconsin al candidato democratico basta vincere uno tra il Nevada, dove è in vantaggio, o degli stati chiave della Georgia, North Carolina o della Pennsylvania dove è invece in vantaggio Donald Trump. Attualmente il candidato democratico è a quota 264 grandi elettori contro i 214 di Trump

Biden parla già da presidente

“Più di 150 milioni di persone hanno votato, perché la democrazia è l’essenza della nostra nazione - ha detto Joe Biden parlando alla nazione da Wilmington, in Delaware -. E’ chiaro che stiamo vincendo in un numero sufficiente di Stati per raggiungere quota 270 (di grandi elettori, ndr). Non sono qui per annunciare la mia vittoria, ma per dire che tutti i voti devono essere contati. Per me è particolarmente importante il fatto che io e Kamala Harris abbiamo vinto il voto popolare, e abbiamo ottenuto più voti di qualsiasi coppia di candidati nella storia americana. Per andare avanti dobbiamo smettere di trattare i nostri avversari come nemici. Non siamo nemici. Io ho fatto la campagna da Democratico, ma governerò da presidente americano”. A fianco a quello che potrebbe essere il prossimo presidente Usa c'è Kamala Harris. Se non è il discorso della vittoria, poco ci manca.

Appena ha finito di parlare, alcuni networks hanno annunciato la sua vittoria in Michigan: lo Stato chiave assegna 16 grandi elettori, cruciali per la vittoria finale. Ma Biden - ora è ufficiale anche per la Associated Press - ha vinto in Wisconsin (dove nel 2016 aveva vinto Trump) e incamera altri 10 grandi elettorali. Biden ha invece sicuramente vinto in Arizona, secondo le proiezioni dei media Usa, ottenendo 11 voti elettorali. Lo Stato era stato vinto dal presidente uscente alle presidenziali del 2016. 

Anche il democratico però si prepara alla battaglia legale che partirà terminato il conteggio. Lo sfidante ne prende atto e twitta: “Per garantire che ogni voto sia contato siamo mettendo in piedi la più grande impresa di protezione elettorale mai vista. Perché non spetta a Donald Trump decidere chi ha vinto l’elezione, ma al popolo”. E lancia un fondo di combattimento che si chiama "Biden Fight Fund".

Trump la prende male

E' in corso un tentativo di "frode che ci sta imbarazzando, ora il nostro obiettivo è assicurare l'integrità per il bene di questa nazione. È una frode, una truffa, andremo davanti alla Corte Suprema", ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca, alludendo a presunti tentativi di modificare l'esito del voto da parte dei democratici. "Non vogliamo che trovino una scusa per votare anche alle 4 del mattino", ha chiosato. Insomma, la battaglia per diventare o per restare inquilino della Casa Bianca è ancora tutta da scrivere. E' certo che qualunque risultato che non lo tenga ben ancorato a quella poltrona non verrà preso di buon grado. Alla Corte Suprema peraltro, il tycoon ha appena nominato l'ultracattolica Amy Coney Barrett che ha sostituito l'icona liberal Ruth Bader Ginsburg, portando il massimo organo giudiziario Usa ad avere una maggioranza qualificata di componenti repubblicani. 

L'attesa

L'attesa per conoscere il prossimo presidente degli Stati Uniti è destinata ad allungarsi, forse anche per giorni, come temuto da molti a causa del voto postale che si può protrarre al massimo fino a venerdì. Chi sperava in un risultato chiaro, o almeno indirizzato, già per la mattina italiana resterà inevitabilmente deluso: alle ore 6 italiane, nessuno Stato 'in bilico', ovvero nessuno degli Stati fondamentali per la vittoria finale, è stato assegnato. Finora, il presidente Trump e il rivale democratico hanno conquistato tutti gli Stati 'sicuri', ma sugli altri resta un'incertezza quasi totale. Il fatto che i funzionari di Michigan, Wisconsin e Pennsylvania abbiano comunicato che non potranno annunciare un vincitore questa notte (statunitense), costringerà tutto il Paese ad aspettare.

Midwest

Al momento, Trump è nettamente in vantaggio in Florida e Georgia, Ohio e North Carolina, tutti Stati vinti dal presidente nel 2016 e in cui ha bisogno di confermarsi, per restare alla Casa Bianca. Biden invece è in vantaggio in Arizona, che sarebbe il primo Stato a passare da un partito all'altro rispetto a quattro anni fa, ma non basterebbe da solo a dargli la vittoria. Per questo, se i risultati dovessero confermare questo andamento, tutto si deciderebbe, come quattro anni fa, nel Midwest.

Donald Trump

Il presidente Donald Trump, candidato del partito repubblicano, è dato vittorioso in 17 Stati: Kansas (6) Indiana (11), South Carolina (9), Alabama (9), Arkansas (6), Kentucky (8), Louisiana (8), Mississippi (6), Missouri (10), Nebraska (2), North Dakota (3), Oklahoma (7), South Dakota (3), Tennessee (11), West Virginia (5), Idaho (4) e Wyoming (3), per un totale di 111 voti elettorali (grandi elettori).

Joe Biden

All'ex vicepresidente Joe Biden, candidato del partito democratico, sono stati assegnati il District of Columbia (3) e 16 Stati: Connecticut (7), Delaware (3), Illinois (20), Maryland (10), Massachusetts (11), New Jersey (14), New Mexico (5), New York (29), Rhode Island (4), New Hampshire (4), Colorado (9), Vermont (3), Virginia (13), California (55), Oregon (7) e Washington (12), per un totale di 209 voti elettorali (grandi elettori).

Analisi dei dati

In nessuno Stato è stato completato lo scrutinio, ma la vittoria di un candidato è assegnata dall'Ap (e dagli altri media) in base a un metodo di analisi dei dati, nel momento in cui non vi è più la possibilità di un risultato diverso. Al momento, resta da assegnare la vittoria in 16 Stati. Quanto ai temuti disordini, per ora gli unici momenti di tensione si sono verificati nei pressi della Casa Bianca, dove un gruppo di manifestanti riuniti su Black Lives Matter Plaza è stato circondato da una decina di poliziotti, mentre altri agenti sono arrivati e hanno creato una sorta di barricata con le loro motociclette. Secondo i media Usa, due persone sono state portate via dalla polizia.