Siria: migliaia in fuga dopo gli attacchi. Ma Trump minaccia la Turchia: "Rispetti le regole o sarà colpita"

L'aviazione turca ha ripreso a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Il presidente turco: potremmo mandare 3,6 milioni di migranti in Europa

dida:
TiscaliNews

Poco importa se il resto del mondo non è d’accordo, la Turchia di Erdogan ha attaccato i curdi nel nord-est della Siria e per ora il risultato è di 15 vittime. Nelle prime ore del pomeriggio di mercoledì, i jet F-16 di Ankara hanno dato ufficialmente il via all'operazione ribattezzata “Fonte di pace” bombardando obiettivi delle milizie Ypg a Ras al-Ayn, seguiti poco dopo dai colpi d'artiglieria su Tal Abyad, per "eliminare i rischi" prima di avviare l'offensiva di terra. E in serata l'annuncio del ministero della Difesa: l'esercito turco ha attraversato il confine ed è entrato nel nord della Siria.

La fuga dei civili e l'intervento di Trump

Con l'escalation del conflitto migliaia di civili sono in fuga dalle zone di combattimento. Si legge in una nota dell'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che chiede alle parti di rispettare il diritto internazionale umanitario. "I civili e le infrastrutture civili non devono essere un obiettivo" raccomanda l'Alto Commissario dell'Onu per i rifugiati Filippo Grandi.  "Seguo la situazione da vicino. E se non agirà secondo le regole la Turchia sarà colpita molto duramente finanziariamente e con delle sanzioni": così Donald Trump su Twitter torna a lanciare un avvertimento ad Ankara impegnata nell'offensiva contro i curdi nel nord della Siria.

Turchia all'Onu: "Operazione proporzionata"

"L'operazione prenderà di mira solo terroristi e i loro nascondigli, rifugi, armi ed equipaggiamenti", si legge ancora nel documento inviato al Consiglio di Sicurezza, precisando che vengono "adottate tutte le precauzioni per evitare danni collaterali alla popolazione civile". Nella lettera inviata da Ankara al Consiglio di Sicurezza Onu, si afferma che "i negoziati con gli Usa su una zona di sicurezza rimangono inconcludenti". Il Consiglio si riunirà oggi a porte chiuse per discutere della situazione in Siria su richiesta dei cinque membri europei (Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio e Polonia).

Raid aerei

L'aviazione turca ha ripreso a bombardare aree nel nord-est della Siria a ridosso della frontiera. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya citando i propri corrispondenti nella zona tra Qamishli e Tall Abyad. E' stata colpita l'area di Tall Abyad e di Ras al Ayn, epicentro dell'offensiva turca. Il governo di Erdogan non ha indicato, al momento, il numero dei combattenti mandati oltre frontiera. Ma al confine le forze di terra erano già ammassate con decine di blindati, almeno 5 mila soldati delle forze speciali d'assalto, che possono contare su 18 mila combattenti arabi e turcomanni dell'Esercito siriano libero cooptati da Ankara. Secondo i curdi, i raid aerei hanno già provocato la morte di diversi "civili" nei villaggi frontalieri, dove si è scatenato "il panico". Almeno 15 i morti, di cui 8 civili, hanno riferito fonti locali. La risposta curda, per ora, si è limitata ad alcuni colpi di mortaio sparati verso la frontiera turca.

Erdogan minaccia l'Europa

Erdogan lancia un pesante avvertimento all'Ue: se l'Europa bolla l'operazione militare lanciata dalla Turchia nel Nord siriano come un'occupazione, ha detto il presidente turco, "apriremo i cancelli e vi manderemo 3,6 milioni di rifugiati". Lo riporta l'agenzia Anadolu. Erdogan ha parlato oggi dell'intervento militare in Siria ai deputati del suo partito Akp."Ehi, svegliatevi, ve lo dico di nuovo, se volete inquadrare la nostra operazione là come un'invasione, il nostro compito allora è semplice: apriremo i cancelli e vi manderemo 3,6 milioni di rifugiati".