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[L’analisi] La Merkel sotto assedio, messa all’angolo dalla ondata populista e dalla scalata di Macron

Giunta al quarto mandato col suo stile moderato e pragmatico, Merkel sta soffrendo infatti l'assedio delle destre populiste all'interno e l'attivismo francese all'esterno, col presidente Macron sempre piu' proteso alla guida del processo di riforme europeo, laddove si scontrano due visioni molto concrete ed opposte in tema di bilancio e finanza comune. A questo si aggiunge il rapporto sempre più complicato con gli Stati Uniti di Trump

Paola Pintusdi Paola Pintus, esperta di esteri   
La cancelliera Angela Merkel
La cancelliera Angela Merkel

La locomotiva tedesca non si ferma e va avanti spedita in economia macinando risultati da record che dimostrano come la Germania sia riuscita a non risentire del lungo travaglio che ha portato alla formazione della Grosse Koalition, varata nel settembre scorso dopo quattro mesi di estenuanti trattative e l'ingresso dei "responsabili" dell'Spd nel patto di governo. I numeri della produzione vanno bene, il tasso di occupazione è il più alto dalla riunificazione e il rapporto  debito/Pil è in discesa costante con una previsione del 60% nel 2018 rispetto al picco dell'80% sfiorato nel 2012. "Un successo in chiave generazionale" , ha rivendicato orgogliosa la cancelliera Angela Merkel in Parlamento durante l'ultima discussione sul bilancio. Eppure, 15 trimestri consecutivi al rialzo e il miglior ciclo economico dal 1991 sembrano non bastare più per l'inossidabile guida tedesca, alle prese con problemi finora inediti.

Giunta al quarto mandato col suo stile moderato e pragmatico, Merkel sta soffrendo infatti  l'assedio delle destre populiste all'interno e l'attivismo francese all'esterno, col presidente Macron sempre piu' proteso alla guida del processo di riforme europeo, laddove si scontrano due visioni molto concrete ed opposte in tema di bilancio e finanza comune.  A questo si aggiunge il rapporto sempre più complicato con gli Stati Uniti di Trump, che non vedono con favore la realizzazione del gasdotto North Stream 2 dalla Russia alla Germania: il progetto prevede la realizzazione di due linee di pipeline con una capacità totale di 55 miliardi di metri cubi di gas all'anno che arriverebbero nel cuore dell'Europa Occidentale rafforzandone la dipendenza rispetto alle fonti energetiche di Mosca.

Anche sul fronte interno l'immagine forte e rassicurante di Angela Merkel appare ora sbiadita,  con l'ascesa del populismo, della disuguaglianza e delle tensioni sociali in seguito alle politiche di accoglienza del 2015 che hanno aperto le porte della Germania a milioni di immigrati. E' questo il punto di forza  di Alternative für Deutschland, forza di estrema destra giunta al 13% alle scorse elezioni tedesche e molto attiva in Parlamento. Cresce coi populisti anche la diffidenza verso l'Europa e la politica comune: non piace alle nuove forze in ascesa l'idea della condivisione dei rischi e questa è un'ulteriore difficoltà per la Merkel che non meno di Macron resta in fondo un' europeista, profondamente convinta della collocazione strategica del suo paese all'interno dell'Ue e dell'eurozona. Merkel sa, anche davanti alle crescenti sfide geopolitiche,  che solo insieme ai partners europei la Germania può avere una voce nel mondo.

Per questo dopo Mosca la cancelliera sta programmando il suo prossimo viaggio in Cina, mercoledì per parlare di commercio. E questi ultimi appuntamenti internazionali della Merkel sono stati programmati dopo la missione recente negli Usa, dove la cancelliera ha intavolato un difficile dialogo con l'amministrazione Trump sul tema dei dazi, sulle spese delka Nato e sul Medio Oriente. Senza contare la partita difficilissima del già citato North Stream. 

Proprio in questi ultimi giorni l'alleato americano ha mostrato nuovi segni di insofferenza registrati dall'agenzia Bloomberg che ha riportato le dichiarazioni del vice aiutante del Segretario di Stato USA Sandra Oudkirk secondo cui in caso di  un utleriore sviluppo del Nord Stream 2 Washington potrebbe considerare l'imposizione di sanzioni contro il progetto nell'ambito del CAATSA (Countering America's Adversaries Through Sanctions Act).

 

Paola Pintusdi Paola Pintus, esperta di esteri   
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