[Il caso] Kim Jong avrebbe fatto giustiziare i negoziatori del fallito summit con gli Usa

La fonte della notizia (La Corea del Sud) spinge però alla cautela. Potrebbe trattarsi di una fake news dato che il fatto è difficilmente verificabile

Kim Jong avrebbe fatto giustiziare i negoziatori del fallito summit con gli Usa
Kim Jong

Un ciclo d'epurazioni avrebbe colpito in Corea del Nord i funzionari “responsabili” del fallimento del secondo summit con gli Usa di fine febbraio: il capo negoziatore Kim Hyok-chol sarebbe stato giustiziato a marzo, mentre Kim Yong-chol, ex braccio braccio del leader Kim Jong-un, sparito da settimane dagli eventi pubblici, sarebbe finito in un campo di rieducazione. La notizia è stata diffusa dal Chosun Ilbo, uno dei maggiori quotidiani della Corea del Sud. Secondo il giornale l’operazione sarebbe stata voluta dal supremo leader che non avrebbe risparmiato neanche l'onnipresente sorella minore Kim Yo-jong, alla quale "è stato consigliato di tenere un basso profilo".

Trump assieme a Kim Jong

Plotone di esecuzione e lavori forzati

Kim Hyok-chol, controparte dello speciale rappresentante americano per il Nord Stephen Biegun, sarebbe finito a marzo davanti al plotone d'esecuzione con altri quattro funzionari senior per l'accusa di aver spiato per conto degli Usa. Il quotidiano di Seul ha riferito poi che Kim Yong-chol, interlocutore del segretario di Stato Mike Pompeo che ha incontrato anche a Washington (dove è stato ricevuto alla Casa Bianca da Donald Trump), sarebbe stato sanzionato coi lavori forzati nella provincia di Jagang, mentre Kim Song-hye del Dipartimento del Fronte Unito sarebbe finita in un campo per prigionieri politici. Punizione, verosimilmente in un campo di prigionia, anche per l'interprete del leader, Shin Hye-yong: sarebbe stata accusata di aver "macchiato l'autorità" di Kim per un errore ad Hanoi durante il suo lavoro di traduzione.

Le accuse e le smentite 

La fonte della notizia (La Corea del Sud) spinge però alla cautela. Potrebbe trattarsi di una fake news dato che il fatto è difficilmente verificabile e che, come noto, i rapporti tra le due Coree sono tesi da lungo tempo. Sul conto di Kim Jong da tempo girano storie incredibili come, per esempio, quella che userebbe cani affamati per sbranare i suoi parenti e pretendenti al ruolo di dittatore. Contro Pyongyang ha puntato il dito anche l’Onu ma Kim Jong ha sempre smentito tutte le accuse affermando che si tratta di “manovre degli americani per gettare discredito contro di loro”.

Il ruolo della propaganda 

Dove sta la verità? Difficile da dire soprattutto se l’oggetto è un paese chiuso al mondo esterno come la Corea del Nord. Solo due cose si possono dire con certezza. Primo: Kim Jong è un dittatore. Secondo: la disinformazione da sempre è una delle armi più efficaci da usare nei conflitti tra Stati. Come dimenticare, per esempio, la scoperta da parte degli americani e dei britannici dell'esistenza di armi chimiche di distruzione di massa in Iraq? La notizia (poi rivelatasi falsa) servì per giustificare la guerra contro Saddam Hussein. Spetta al lettore prendere tutte le notizie (qualsiasi sia la fonte) con cautela, spirito critico e consapevolezza del ruolo della propaganda. 

L'esercito americano rovescia statua di Saddam a Bagdad, è l'immagine simbolo della seconda guerra del Golfo condotta da George Bush e Tony Blair contro il dittatore iracheno