Isis, nuove minacce all'Italia: "Il mare si colorerà del vostro sangue"

Isis, nuove minacce all'Italia: 'Il mare si colorerà del vostro sangue'
TiscaliNews

L’Isis continua a diffondere i suoi messaggi terroristici e a colorare di sangue le proprie azioni. E torna a minacciare il nostro Paese sul Web. Secondo quanto riporta Site, un jiahdista mette in guardia l'Italia dall'entrare in guerra contro l'Isis per evitare che il Mediterraneo sia "colorato dal sangue dei suoi cittadini". Si fa quindi riferimento - sempre secondo Site - all'azione di potenziali lupi solitari italiani. Nel frattempo alcuni Paesi europei si mobilitano.

La strategia si inensifica - Il Site, rilevano le stesse fonti, pesca in un mare magnum di blog e siti jihadisti dove non è sempre facile separare le notizie fondate dalle sparate propagandistiche. Quello che è certo è che si è intensificata la campagna mediatica contro l'Italia da parte dell'Islamic State e ciò può essere letto come un tentativo di entrare a piedi uniti nel dibattito politico in un momento in cui Roma si propone di assumere un ruolo di primo piano in Libia. Qualche giorno fa nel mirino è entrato il ministro degli Esteri, il "crociato" Paolo Gentiloni. Il sottosegretario con delega ai servizi, Marco Minniti, nei giorni scorsi ha messo in guardia dalla strategia di comunicazione dell'Islamic state che punta "all'espansione della paura". Bastano poche parole via web per ottenere un grande ritorno mediatico. Il massimo risultato con il minimo sforzo. E quella veicolata dal Site, è la previsione, non sarà certo l'ultima minaccia contro l'Italia. Intelligence e antiterrorismo, tuttavia, non sottovalutano nulla, tenendo ben presente che il pericolo più temuto è anche il più imprevedibile: l'attivazione del 'lupo solitario', il jihadista 'fai-da-te' che si muove da solo o in un piccolissimo gruppo, come è avvenuto a Parigi e a Copenaghen.

Pronta la De Gaulle - La Francia mette in campo la più prestigiosa delle sue portaerei, la Charles De Gaulle, nella coalizione in lotta contro lo stato islamico. Ad annunciarlo fonti del Ministero della Difesa. Il ministro Jean-Yves Le Drian inoltre si recherà di persona sulla nave da guerra per sancire l’avvio delle operazioni. I primi veicoli decolleranno dalla nave già stamattina, per operazioni di ricognizione e raccolta di dati sulla situazione sul terreno, ma anche per alcuni bombardamenti a supporto dell’esercito iracheno.

La De Gaulle nell'area per otto settimane - La De Gaulle, che si trova nel Golfo Persico settentrionale da qualche giorno, dovrebbe restare nell'area tra quattro e otto settimane, con a bordo 12 cacciabombardieri Rafale, nove Super Etendard e quattro elicotteri. E' accompagnata da un 'gruppo aeronavale' che comprende una fregata di difesa antiaerea, la Chevalier Paul, una petroliera di rifornimento e una fregata britannica per la lotta anti-sottomarina e un sottomarino nucleare d'attacco.

Ucciso da un altro esponente Isis - Intanto continuano gli scontri. Ma ci sarebbero divergenze violente anche all’interno dello schieramento terroristico. Il comandante di una brigata dello Stato Islamico che combatte nella regione siriana del Qalamun, al confine con il Libano, sarebbe stato ucciso da un altro esponente dell’Isis nei dintorni della città libanese di Arsal, dopo che i due avevano avuto una lite a proposito dei rapporti da tenere con il fronte al Nusra, la branca di Al Qaida in Siria.

Aveva intrattenuto rapporti con al Nusra - Lo scrive il quotidiano libanese Daily Star citando fonti della sicurezza di Beirut. La vittima, Abu Osama al Banyasi, sarebbe stato ucciso da Abu al Walid al Maqdisi, un giurista autorizzato dall'Isis ad emettere sentenze religiose a nome dell'organizzazione. Al Maqdisi accusava Al Banyasi di avere intrattenuto rapporti di collaborazione con il Fronte al Nusra, rivale del Califfato guidato da Abu Bakr al Baghdadi. Combattimenti tra le due organizzazioni jihadiste sono avvenuti lo scorso dicembre in Siria vicino al confine con il Libano.