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[La storia] Il vero motivo che ha spinto gli americani ad arrestare la figlia del fondatore di Huawei

Ufficialmente l’accusa del dipartimento di Giustizia statunitense è di violazione delle sanzioni contro l’Iran. Ma ciò che l’America non può confessare apertamente è che si tratta di un tentativo di fermare l’avanza cinese nelle nuove tecnologie

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
[La storia] Il vero motivo che ha spinto gli americani ad arrestare la figlia del fondatore di Huawei
Meng Wanzhou, direttore finanziario di Huawei

Il fermo da parte degli Stati Uniti di Meng Wanzhou, direttore finanziario del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei nonché figlia del fondatore dell’azienda, Reng Zhengfei, ha spaventato i mercati finanziari di tutto il mondo: si tratta di una vera e propria dichiarazione di “guerra” commerciale. Un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a Reuters che il presidente Donald Trump non sapeva della richiesta del suo Paese al Canada di bloccare la manager cinese mentre saliva a bordo di un aereo. L’iniziativa sarebbe dipesa solo dai procuratori dell’Eastern District di New York. Credere ad un simile ricostruzione della realtà è però molto difficile. E sicuramente non lo farà nessuno. Ormai è evidente che la tregua commerciale siglata da Trump e dal leader cinese Xi Jinping al recente vertice G20 di Buenos Aires è già saltata e questo ovviamente non è una buona notizia per l’economia mondiale.

Trump e Xi Jinping

L'appello di Trump contro Huawei 

La crociata americana contro Huawei non è stata in realtà improvvisa. A fine novembre Trump aveva invitato gli alleati occidentali a boicottare l’azienda perché “con i suoi telefoni la Cina spia il mondo”. La tesi dell’intelligence a stelle e strisce è infatti che l’azienda sia al servizio dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese. E il fatto che il fondatore del colosso Reng Zhengfei, sia un ex ufficiale dell’esercito cinese, contribuisce ad alimentare i sospetti.

Le accuse contro Meng Wanzhou

Le motivazioni che hanno portato all’arresto di Meng Wanzhou sono sorprendenti. L’accusa del Dipartimento di Giustizia americano è che Huawei abbia violato le sanzioni all’Iran. Il sospetto è che abbia acquistato prodotti americani per poi girarli a Theran. La conferma che gli Stati Uniti non hanno rinunciato al vecchio vizio di ergersi a poliziotti del mondo, con il diritto di fissare le regole del gioco che tutti gli altri devono rispettare.

Colpita l'azienda cinese leader nelle nuove tecnologie 

Huawei non è però una azienda cinese qualunque e questo spiega i timori dei mercati. Assieme ad Alibaba è la punta di diamante della tecnologia cinese, fronte sul quale si sta ormai giocando la “guerra” tra Stati Uniti e Cina per la supremazia mondiale. Un gigante che prevede di vendere 200 milioni di smartphone solo nel 2018 e che investe 15-20 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Investimenti che le hanno consentito in pochissimo tempo di diventare leader nella nuova tecnologia di comunicazione 5G.

I due sogni di Pechino 

Ma per capire perché Huawei sia fondamentale per l’esito della “guerra” tra Cina e Stati Uniti bisogna andare oltre. L’azienda fondata da Reng Zhengfei è il braccio operativo per realizzare due grandi sogni di Pechino: liberarsi dalla dipendenza dagli Stati Uniti nella produzione dei microchip più avanzati e battere i rivali nell’intelligenza artificiale, la vera rivoluzione tecnologica in corso.

Reng Zhengfei, fondatore di Huawei

Le conquiste di Huawei

Unica tra le società cinesi, Huawei riesce già a produrre i proprio microprocessori grazie a HiSilicon, azienda controllata di semiconduttori con sede a Shenzhen. E i suoi modelli di smartphone più recenti incorporano funzionalità di intelligenza artificiale al livello di quelle dei concorrenti americani. Risultato che in questo secondo ambito lascia adirttura ipotizzare un sorpasso dei cinesi grazie alla maggiore disponibilità di dati (la Cina può contare su una popolazione di 1,4 miliardi ) vero e proprio carburante per lo sviluppo delle tecnologie di intelligenza artificiale. 

Il tentativo di azzoppare il Dragone 

Huawei, che rappresenta l’unione di due caratteri che insieme significano “la Cina può realizzare” è lo strumento più importante di Pechino per battere i nemici americani. La decisione di Washington di colpirla non è altro dunque che un tentativo di azzoppare il Dragone per evitare (o quantomeno ritardare) il temuto sorpasso come potenza leader del mondo.

Michael Pontrellidi Michael Pontrelli   
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