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Israele attacca palestinesi in fila per aiuti umanitari uccidendo oltre cento persone. Gli Usa: "Incidente grave"

A sud Gaza City stavano aspettando aiuti alimentari, Hamas riferisce di almeno 760 feriti

Carlo Ferraioli di Carlo Ferraioli   
Israele attacca palestinesi in fila per aiuti umanitari uccidendo oltre cento persone

Il bilancio delle vittime palestinesi uccise dalle forze israeliane mentre aspettavano gli aiuti alimentari a Gaza è salito a 112: ad affermarlo è il ministero della Sanità di Gaza, aggiungendo che almeno 760 palestinesi sono rimasti feriti. Hamas aveva inizialmente denunciato che più di 70 palestinesi erano stati uccisi e 250 feriti in un attacco israeliano contro persone in attesa di aiuti alimentari vicino ad al-Rashid Street, a sud di Gaza City, questa mattina. I morti e i feriti sono stati portati all'ospedale al-Shifa, nel nord di Gaza.

Hamas ha avvertito che gli spari contro i palestinesi in fila per gli aiuti a Gaza potrebbero portare al fallimento dei colloqui per la tregua e per la liberazione degli ostaggi. "I negoziati condotti dalla leadership del movimento non sono un processo aperto a scapito del sangue del nostro popolo", si legge nel comunicato, che 'Reuters' riporta sul suo sito, nel quale si afferma che Israele sarebbe responsabile di qualsiasi fallimento dei colloqui. "Durante l'ingresso dei camion degli aiuti nel nord di Gaza, residenti hanno circondato i camion", di cui i soldati israeliani assicuravano il transito, e "hanno saccheggiato le forniture". Lo ha detto il portavoce militare. "Nell'incidente - dice l'esercito - dozzine di persone sono state calpestate nella calca". Fonti militari riferiscono che i soldati "hanno sparato contro chi aveva accerchiato i camion" e che la folla "si è accalcata in maniera da porre una minaccia per le truppe".

Foto Ansa

"Non preoccupatevi, abbiamo gli israeliano proprio dove li vogliamo"

Il leader di Hamas a Gaza, Yaya Sinwar, torna intanto a farsi vivo con un messaggio recapitato all'inizio del mese da un corriere ad una riunione della leadership di Hamas in esilio a Doha, rassicurando sul fatto che gli attacchi israeliani non stavano eliminando tutti i combattenti. "Non preoccupatevi, abbiamo gli israeliani proprio dove li vogliamo", ha affermato Sinwar, come riporta il 'Wall Street Journal', aggiungendo che il leader di Hamas a Gaza spiegava che le Brigate Al-Qassam stavano andando bene. Secondo fonti del Wsj, Sinwar aggiungeva che un alto numero di vittime civili aumentava la pressione mondiale su Israele per fermare la guerra. Il leader di Hamas, Yahya Sinwar, intendeva condurre la guerra da una base sotterranea fortificata chiamata 'Stanza 6', attrezzata "per soggiorni prolungati con personale militare e linee di comunicazione". Lo hanno fatto sapere fonti dell'intelligence militare israeliana, citate dai media, secondo cui, sotto la progressiva pressione dell'esercito nella Strscia e a Khan Yunis, Sinwar ha lasciato quella base presa dall'Idf ed ora si muove "da un posto all'altro".

È possibile - hanno spiegato - che sia già, o si appresti ad arrivare, in "un'altra struttura sotterranea a Rafah". "La distanza tra noi e lui - hanno aggiunto le fonti - si ridurrà per un suo possibile errore e noi dobbiamo essere lì o nelle vicinanze per riconoscerlo". Una notte di 'inferno israeliano' è stata vissuta dai civili del sud del Libano preso di mira pesantemente da raid aerei di Israele, secondo quanto riferiscono i media di Beirut. Oltre alla 'pioggia di bombe' piovuta sulle cittadine di Kafra e Siddqin, dove sono stati uccisi due anziani, i media riferiscono che "un drone israeliano ha lanciato un missile nella stessa zona per impedire ai soccorsi di raggiungere la posizione precedentemente colpita a Siddqin". "Subito dopo - prosegue il racconto dei corrispondenti dei media libanesi nel sud del Libano - l'artiglieria israeliana ha di nuovo cannoneggiato le aree vicine a Hula", nel settore orientale della linea di demarcazione con Israele, "dove sono caduti 40 proiettili prima che razzi fossero lanciati dal Libano in direzione di postazioni israeliane". A inizio serata, sempre secondo le fonti, "colpi di artiglieria israeliana avevano preso di mira Hula, Taybe e Mays al Jabal".

Amministrazione Biden preoccupata. Il presidente americano: "Esaminiamo versioni contraddittorie su spari verso la folla"

L'amministrazione di Joe Biden è preoccupata che Israele stia facendo preparativi per operazioni di terra nel Libano per la fine della primavera o l'inizio dell'estate. Lo ha riferito la 'Cnn', ripresa dai media israeliani, spiegando che l'eventualità scatterebbe se dovessero fallire i negoziati diplomatici per costringere gli Hezbollah a ritirarsi dal confine con Israele, come prevede la Risoluzione 1701 dell'Onu. Israele - dopo il continuo lancio di razzi dal Libano cominciato lo scorso 8 ottobre - ha più volte denunciato la situazione. Il ministero della Sanità di Hamas ha annunciato che il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è "di oltre 30.000" dall'inizio del conflitto con Israele il 7 ottobre. Almeno 79 persone sono state uccise soltanto la scorsa notte durante gli attacchi israeliani.

"Probabile che non ci sarà" - tra l'altro - un cessate il fuoco temporaneo a Gaza entro lunedì. Lo ha detto il presidente americano, Joe Biden. "Lo so" che gli spari a Gaza complicheranno le trattative per gli ostaggi, ha aggiunto. Joe Biden ha avuto poi una conversazione telefonica con l'emiro del Qatar, con il quale ha parlato delle trattative per il rilascio degli ostaggi. A riportarlo è il giornalista di Axios, Barak Ravid, sottolineando che dopo il colloquio il presidente ha detto ai giornalisti che l'incidente a Gaza complicherà probabilmente le trattative per il rilascio degli ostaggi.

A chi gli chiedeva se si aspettasse un cessate il fuoco per lunedì, Biden però ha anche risposto: "La speranza è l'ultima morire" ma, come detto, "è probabile che non ci sarà". A chi gli chiedeva infine degli spari a Gaza sulla folla in fila per gli aiuti, il presidente ha precisato che gli Stati Uniti stanno esaminando le "versioni contraddittorie" sull'accaduto.

Ben Gvir, ministro della Sicurezza israeliano

Il ministro della Sicurezza israeliano, Ben Gvir: "Fermare aiuti umanitari a Gaza, mette in pericolo i nostri soldati"

La fornitura di aiuti umanitari ai palestinesi facilitata dall'esercito israeliano mette in pericolo i soldati. Lo ha affermato il ministro della Sicurezza nazionale israeliano e leader di destra radicale, Itamar Ben Gvir, riferendosi all'incidente a nord di Gaza dove, secondo Hamas, sono state uccise dai soldati oltre 100 persone in attesa degli aiuti.

Una versione che Israele ha contestato mostrando un video della folla che assalta i camion degli aiuti stessi. "Oggi - ha aggiunto - è stato provato che il trasferimento di aiuti umanitari a Gaza non solo è follia mentre i nostri ostaggi sono trattenuti nella Striscia, ma danneggia anche gli stessi soldati dell'esercito". L'incidente - secondo Ben Gvir - "è un'altra chiara ragione per la quale dobbiamo fermare il trasferimento di questi aiuti".

Carlo Ferraioli di Carlo Ferraioli   
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