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Il massacro dell'Isis a Barcellona, furgone sulla folla: è strage alla Rambla. Catturati due terroristi, l'autista è in fuga

Almeno tredici i morti e 80 i feriti fra i quali 15 in gravi condizioni. Ansia per i turisti italiani che potrebbero essere coinvolti

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Pomeriggio di terrore a Barcellona, una delle città più amate dai turisti di tutto il mondo, soprattutto italiani. Verso le 17 un furgone bianco è piombato sulla folla che passeggiava sulla Rambla, nel cuore della capitale catalana, facendo una strage. Almeno 13 morti e 80 feriti, 15 dei quali gravi, in un massacro che l'Isis ha rivendicato in serata attraverso la sua 'agenzia' Amaq.
 
Dopo i ripetuti attentati che hanno insanguinato l'Europa negli ultimi anni, quello di Barcellona è il primo attacco islamista a colpire la Spagna dalle stragi dei treni di Madrid del 2004, firmate da Al Qada, che fecero 191 morti. 

Due terroristi arrestati, autista killer in fuga

Un uomo di origine maghrebina è stato arrestato. Si chiama Driss Oukabir anche se resta il mistero. E' lui che ha noleggiato il furgone usato nella strage della Rambla ma non è il conducente che è ancora in fuga. In serata però il "vero" Driss Oukabir Soprano si è presentato al commissariato di Ripoll (Girona), dove risiede, denunciando il furto dei suoi documenti. La polizia aveva diffuso la sua identità e la sua foto come colui che ha affittato il furgone usato nell'attentato. Il sindaco della località ha confermato l'identità dell'uomo. Gli agenti stanno cercando di chiarire perché Oukabir non abbia denunciato prima il furto e sospettano che il terrorista sia il fratello minore di Driss, Moussa, che gli avrebbe rubato i documenti. A tarda sera la polizia catalana ha confermato di avere effettuato i due arresti, precisando che uno dei due è marocchino e l'altro è nato a Melilla. Uno dei due è stato catturato ad Alcanar e l'altro a Ripoll - ha spiegato in conferenza stampa il maggiore Josep Lluís Trapero dei Mossos d'Esquadra - aggiungendo che l'arresto a Ripoll è avvenuto circa due ore dopo l'attentato.

Furgone a zig-zag per fare più morti possibili

Secondo le prime ricostruzioni il furgone bianco è piombato sulla Rambla dalla parte di Plaza Catalunya ed ha falciato la folla a passeggio sul viale più famoso di Barcellona seguendo una traiettoria a zig-zag per fare più morti possibili. "Puntava e inseguiva la gente", ha raccontato un testimone italiano. Sulla Rambla è stato panico immediato. La gente urlava, correva disperata, cercava di togliersi dalla traiettoria del terrorista. La corsa omicida del furgone è proseguita per circa 700 metri. Poi all'altezza del teatro del Liceo è andato a sbattere contro un'edicola. Il terrorista è balzato a terra e si è dato alla fuga.

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Panico fra i turisti: si teme per gli italiani

Fra gli scampati alla strage, nei loro rifugi precari, sono stati altri momenti di ansia e di panico. Nella fuga verso la salvezza, molti hanno perso amici e parenti. Tutti cercavano di avere notizie e di avvertire le famiglie. Intanto le ambulanze trasportavano morti e feriti negli ospedali della città. Fra i feriti "ci sono anche bambini", ha avvertito la tv pubblica Rtve. Le autorità catalane in serata hanno confermato un bilancio provvisorio di 13 morti e 80 feriti, senza rendere nota ancora la loro nazionalità. Fra di loro ci sono certamente cittadini stranieri. La Rambla, un 17 agosto, è la mecca dei turisti di tutto il mondo che ogni estate affollano la metropoli catalana. Sono in corso le verifiche per stabilire il coinvolgimento di italiani, ma la Farnesina ha avvertito che c'è il rischio che ci siano connazionali tra le vittime, non si sa ancora se tra i morti o i feriti. Per informazioni ha attivato il numero +39 06 36225. 

Barcellona, la zona dell'incidente (Ansa)

Colpo durissimo per Barcellona e segnale preoccupante per tutta la Spagna

L'attentato di Barcellona è un colpo durissimo per una città e per un paese in pieno boom turistico. Un'industria, la prima della Spagna, che ha aiutato il Paese negli ultimi tre anni - approfittando anche della crisi di paesi della sponda sud del Mediterraneo attaccati dal terrorismo - a uscire dal tunnel della crisi. Ed è anche un segnale preoccupante per tutti.
Nessuno può ritenersi immune. Da due anni la Spagna aveva innalzato al livello quattro, il penultimo più alto, l'allerta terrorismo islamico. E le misure di sorveglianza. La sua polizia inoltre è una delle più efficaci in Europa nella lotta alla piovra jihadista, con oltre 200 arresti dal 2015.
Negli ultimi anni sono stati sventati in extremis attentati jihadisti a Madrid e Barcellona. Ma la strage di oggi non ha potuto essere evitata. Gli inquirenti ritengono non si tratti come in altri attentati analoghi con auto o camion lanciati sulla folla dell'azione di un 'lupo solitario'. Ma di un attentato organizzato da una cellula. I terroristi disponevano di un secondo furgone, noleggiato e ritrovato a Vic, alle pendici dei Pirenei, che doveva servire per la fuga.

La strage ricompatta la politica spagnola

Davanti alla strage di Barcellona, la politica spagnola ha ritrovato la compattezza dei tempi della lotta contro il terrorismo dell'Eta. Tutti i leader hanno avuto parole di dura condanna. Re Felipe VI ha parlato di "assassini, semplici criminali che non riusciranno a terrorizzarci". Il premier Mariano Rajoy ha interrotto le vacanze per volare a Barcellona, dopo una lunga telefonata con il presidente secessionista catalano Carles Puiogdemont. I due uomini sono impegnati in una lotta all'ultimo sangue in vista del referendum catalano sull'indipendenza del primo ottobre. Ma il dramma di Barcellona ora, per una Spagna sotto shock, passa prima di tutto.

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