Copenaghen, arrestato il killer è un danese di 22 anni. Prima dell'attacco postato inno alla jihad su Facebook

Copenaghen, arrestato il killer è un danese di 22 anni. Prima dell'attacco postato inno alla jihad su Facebook
TiscaliNews

La polizia danese ha confermato questa mattina l'arresto di due persone avvenuto in relazione al doppio attentato a Copenaghen. Secondo la polizia danese i due arrestati sono sospettati di aver aiutato l'autore degli attacchi contro il centro culturale di Copenaghen dove si svolgeva un dibattito sulla strage di Charlie Hebdo e poi contro una sinagoga. Il legale di uno dei dei sospettati, Michael Juul Eriksen, ha detto all'emittente pubblica DR che i due sono stati accusati di aver dato rifugio all'attentatore e di averlo aiutato a sbarazzarsi dell'arma. Il killer, un giovane danese di origine araba, 22 anni, Omar Abdel Hamid El-Hussein, ha ucciso ieri due persone nei due attacchi. Ore dopo è stato ucciso in uno scontro a fuoco con una squadra antiterrorismo.

Il killer ucciso - Intanto è stato completato l'identikit del giovane di 22 anni: si tratterebbe di Omar Abdel Hamid El-Hussein, danese di origini arabe, con precedenti penali e già noto all'intelligence, autore degli assalti di Copenaghen.  Il ragazzo potrebbe essersi ispirato tragicamente alle stragi di Parigi e alla propaganda anti-occidentale dell'Isis, senza avere però un passato da "foreign fighter". Il giorno dopo il doppio attentato ad un convegno sulla libertà espressione e ad una sinagoga nella capitale danese, che ha provocato due morti tra i civili e cinque agenti feriti, l'attenzione degli inquirenti si concentra sulle modalità ed il movente del killer, identificato come Omar Abdel Hamid El-Hussein, e soprattutto se abbia agito o meno da solo.

L'identikit - Da anni, riferiscono i media danesi e Le Figaro, il ragazzo si era legato ad alcune bande 'radicalizzate' di Copenaghen. Secondo diverse fonti apparteneva al gruppo La Raza, una gang attiva nella periferia della capitale danese; secondo altre legato anche ad un'altra banda, i Brothas. I suoi precedenti non sembrano eclatanti, ma neppure trascurabili, a conti fatti. Nel novembre del 2013, Omar Abdel Hamid El-Hussein, era stato messo sotto inchiesta dalla polizia per l'accoltellamento di un giovane in un treno di periferia, un gesto senza moventi appaurati. Arrestato due mesi più tardi era stato condannato a due anni di carcere ma era uscito dal carcere nel dicembre scorso. Il giovane era noto anche ai servizi di intelligence. Secondo Jen Madsen, dei servizi segreti danese, sentito da Le Monde, l'uomo "puo' essere stato ispirato dalla propaganda militante dello Stato Islamico e da altre organizzazioni terroristiche".

Effetto emulazione Charli Hebdo - Un cane sciolto, ma, sembra, con una rete di complici e sodali (quanto organizzati e in che modo - ancora tutto da vedere); un obiettivo altamente mediatico e spettacolare. E, ancora, l'ombra della satira sull'Islam, le polemiche, le incomprensioni, la distanza tuttora abissale tra occidente e mondo musulmano, dentro l'Europa. Nei fatti di Copenaghen, via via che si precisa l'identità dell'attentore, l'ombra del caso Charlie Hebdo si proietta in modo particolarmente sinistro. Un inquietante effetto 'emulazione' che potrebbe diffondersi a macchia di leopardo dentro società sempre più multiculturali, complesse, ricche - ammesso sia una ricchezza - di nicchie e sacche di emarginazione, risentimento e sentimenti identitari potenzialmente esplosivi.

Prima dell'attacco video con inno a jihad pubblicato su Facebook - Circa 45 minuti dall'attacco contro il centro culturale Krudttonden, sul profilo del presunto killer, Omar Abdel Hamid El-Hussein era comparso un video con un inno alla jihad, in cui si recitano versi del Corano, che hanno come filo conduttore la lotta agli infedeli. Lo si legge sull'edizione online del giornale danese Ekstra Bladet. Il video, a cui El-Hussein non prende parte, è firmato da un ignoto 'Musulmano orgoglioso' ed era stato postato il 5 febbraio su un canale di Youtube.