Melania in pressing su Trump: “Concedi la vittoria a Biden”. Per lui primo giorno da presidente: tappe per la Casa Bianca

Dopo l'annuncio della vittoria, questi sono i passi che lo porteranno a insediarsi alla presidenza Usa per i prossimi 4 anni a partire dal 20 gennaio 2021, il giorno del giuramento. In arrivo un'ondata di decreti per cancellare l'eredità di Trump

TiscaliNews

Mentre la moglie Melania e i colleghi di partito hanno un bel da fare nel cercare di convincere Donald Trump a fare la chiamata di rito al nuovo presidente degli Usa, Joe Biden inizia a prepararsi al passaggio di consegne con il suo recalcitrante predecessore affinando la lista del futuro governo e preparando la task force anti-virus che dovrebbe essere pronta già da domani. Una ripartenza ostacolata da Trump che per ora non ha nessuna intenzione di riconoscere la sconfitta e insiste sulla battaglia contro i "voti illegali" arrivati dopo l'Election day.

Melania e George W. Bush

Come rivela la Cnn, ci sarebbe proprio Melania Trump in pressing sul marito Donald affinché conceda la vittoria a Biden. Secondo indiscrezioni a cercare di convincere il presidente a fare il grande passo della concessione sarebbe anche Jared Kushner, il consigliere marito della figlia Ivanka. Intanto il suo predecessore repubblicano, George W. Bush, cerca di dare il buon esempio e si congratula con Biden: "L'ho ringraziato per il messaggio patriottico di ieri sera. Ho chiamato anche Kamala Harris per congratularmi per la sua storica elezione. Anche se abbiamo delle differenze politiche, so che Joe Biden è una brava persona e si è conquistato l'opportunità di guidare e unire il paese", afferma George W. Bush in una nota diffusa dopo le due conversazioni telefoniche. L'ex presidente si congratula anche con "Donald Trump e i suoi sostenitori per la campagna elettorale condotta. Ha ottenuto oltre 70 milioni di voti, uno straordinario traguardo politico".

L'America è una, basta nemici

Biden tira comunque dritto per la sua strada e oggi si è messo subito all'opera con il suo staff, dopo la messa domenicale nella chiesetta vicino casa e la visita alle tombe della sua prima moglie Neilia e della loro figlia Naomi, morte in un tragico incidente d'auto, nonché del figlio Beau, fulminato da un cancro nel 2015. Nel suo discorso della vittoria a Wilmington non ha soltanto lanciato un appello all'unità e alla riconciliazione ma ha anche elencato le priorità del suo governo. A partire dalla nomina lunedì di una task force di esperti per varare il piano contro la pandemia sin dal giorno del suo insediamento. La vice campaign manager Kate Bedingfield ha fatto sapere che sarà guidata dall'ex 'surgeon general' Vivek Murthy e dall'ex capo della Food and Drug Administration (Fda) David Kessler.

Economia, clima e sanità

In cima all'agenda ci sono poi la ripresa dell'economia, la sanità, la giustizia razziale. E il clima. I media americani hanno anticipato che Biden, una volta insediato alla Casa Bianca il 20 gennaio, ha in programma di firmare immediatamente una serie di ordini esecutivi per rovesciare alcune delle decisioni chiave del suo predecessore. Tra i primi il rientro degli Usa nell'accordo di Parigi sul clima e nell'Organizzazione mondiale della sanità. Abolirà poi il bando sull'immigrazione dai Paesi musulmani e ripristinerà il programma proteggere i Dreamer. Insomma, cancellerà gran parte dell'agenda di Trump. Come tutti i presidenti appena insediati, Biden vuole dare subito un segnale forte per "restituire l'anima" ad un Paese che ha conquistato con un voto popolare senza precedenti, e che si sta rivelando superiore alle attese: oltre 75 milioni di preferenze, oltre 4 milioni in più di Trump.

Un Paese diviso

Ma sulla sua strada restano due grossi ostacoli: da un lato i repubblicani, proiettati a mantenere il controllo del Senato e ad aumentare la minoranza alla Camera; dall'altro la sinistra del partito dem, che teme un governo troppo moderato. La giovane pasionaria Alexandria Ocasio-Cortez ha già lanciato il suo avvertimento sul rischio di perdere malamente le elezioni di Midterm del 2022. Per questo Biden nel suo messaggio da vincitore ha puntato sull'unità e sulla collaborazione bipartisan, rivolgendosi chiaramente al Grand Old Party.

Le prossime tappe verso la Casa Bianca

Dopo l'annuncio della vittoria, queste sono le tappe che porteranno Joe Biden ad insediarsi alla Casa Bianca per i prossimi quattro anni a partire dal 20 gennaio 2021, il giorno del giuramento:

8 dicembre, deadline per risolvere le dispute

Entro questa data dovranno essere concluse le eventuali controversie, a partire da quelle sul voto per posta poste dalla campagna di Trump. Il termine vale anche per l'eventuale riconteggio dei voti nei singoli Stati, per le cause nei tribunali e per l'eventuale ricorso alla Corte Suprema.

14 dicembre, l'elezione di Biden

Spetta al collegio elettorale formato da 538 grandi elettori. Ogni candidato, Stato per Stato, ha scelto quali grandi elettori dovranno rappresentarlo nel collegio. Questi si incontreranno ciascuno nel proprio Stato e voteranno per il candidato che li ha scelti. I grandi elettori che lo tradiscono (caso raro) vengono chiamati "elettori infedeli".

3 gennaio, al via il nuovo Congresso

 Il 117esimo Congresso debutterà prima del presidente: Camera dei Rappresentanti (a maggioranza dem) e Senato (probabilmente ancora a maggioranza repubblicana) si insedieranno il 3 gennaio 2021 a mezzogiorno.

Dicembre/gennaio, la transizione

E' il processo per il trasferimento formale dei poteri dal presidente uscente al presidente eletto, al netto delle intemperanze di Trump. Questo processo avviene solitamente tra la proclamazione del nuovo presidente e l'Inauguration Day, data dell'insediamento alla Casa Bianca. Se ne occupano i 'transition team' dei due candidati.

20 gennaio, Il giuramento

E' l'Inauguration Day. Biden inizierà il suo mandato presidenziale il 20 gennaio 2021, con la cerimonia del giuramento a Capitol Hill, sede del Congresso americano, in genere alla presenza degli ex presidenti. La domanda ovviamente è: Trump ci sarà?