Aborto negli Usa, la sentenza della Corte Suprema: “Le donne non hanno il diritto di interrompere la gravidanza”. L'Onu: "Colpo terribile"

Cancellata la sentenza “Roe vs Wade”. Per i giudici “la Costituzione non garantisce il diritto, l'autorità spetta agli Stati". Biden: "Congresso trasformi in legge il diritto all'aborto"

TiscaliNews

La Corte Suprema americana ha cancellato la storica sentenza Roe v. Wade che per oltre 50 anni aveva protetto il diritto all'aborto. Ora gli Stati sono liberi di vietare l'interruzione di gravidanza. Si tratta di un "terremoto costituzionale" che avrà conseguenze sugli anni a venire. I tre giudici liberal - Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan - hanno votato contro: "Con dispiacere - per questa Corte, ma soprattutto per i molti milioni di donne americane che oggi hanno perso una fondamentale protezione costituzionale - dissentiamo". La cancellazione della sentenza è stata sostenuta da cinque giudici conservatori, tra cui i tre nominati dall'ex presidente Donald Trump. Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, non si è unito alla maggioranza, facendo presente di non volere il ribaltamento della sentenza Roe v. Wade ma di sostenere la legislazione del Mississipi che vieta gli aborti dopo 15 settimane.

Giudice Alito, "Roe vs Wade sbagliata fin dall'inizio"

"La Roe vs Wade è stata sbagliata fin dall'inizio in modo eclatante". Lo scrive il giudice della Corte Suprema Samuel Alito nel dispositivo con cui è stata annullata la storica sentenza con cui nel 1973 si stabilì il diritto costituzionale all'aborto negli Stati Uniti. "Il suo ragionamento - aggiunge - è stato eccezionalmente debole, e la decisione ha avuto conseguenze dannose". "Ha infiammato il dibattito - continua - e allargato le divisioni".

E sono state immediate le prese di posizione di molti Stati Usa. Il Missouri ha annunciato di essere il "primo" stato a vietare l'aborto dopo la decisione della Corte Suprema. Pochi istanti prima il procuratore generale del Texas, Ken Paxton, aveva preso la parola per dichiarare che lL'aborto sarebbe stato illegale in Texas con effetto immediato. Paxton ha anche sottolineato che le strutture che offrono le interruzioni di gravidanza possono essere considerate "penalmente "responsabili a partire da oggi".

L'Onu: "Colpo terribile ai diritti umani delle donne"

Abolire il diritto ad abortire, afferma l'Onu, è "un colpo terribile ai diritti umani delle donne".

La protesta delle associazioni

Già prima della diffusione della notizia, poco dopo le 10 ora locale, centinaia di persone, in maggioranza donne, si sono riunite per protestare di fronte all'edificio che ospita il massimo organismo giuridico americano. E le principali organizzazioni per la libertà di scelta hanno diffuso un comunicato in cui denunciano "ogni tattica e minaccia di gruppi che usano la distruzione e le violenza come mezzo, non parlano per noi, i nostri sostenitori, le nostre comunità e il nostro movimento", si legge nella dichiarazione di Planned Parenthood, Naral Pro-Choice America e Liberate Abortion Campaign. "Siamo impegnati a proteggere ed espandere l'accesso all'aborto e alla libertà riproduttiva attraverso un attivismo pacifico e non violento", concludono.

Biden: "Congresso trasformi in legge il diritto all'aborto"

Contrariato il presidente Joe Biden, che ha lanciato un appello a Capitol Hill per ripristinare la sentenza 'Roe v. Wade' come legge federale. Il diritto all'aborto e le libertà personali sono in gioco "sulla scheda elettorale" nelle prossime elezioni di Midterm, ha detto Biden invitando gli elettori a mobilitarsi al voto di novembre per eleggere rappresentanti che possano difendere il diritto all'interruzione della gravidanza e le altre libertà individuali. "Ora la palla passa al Congresso", ha detto, promettendo che la sua amministrazione resterà vigile. 

Michelle Obama: "Una decisione orribile, effetti devastanti"

"Ho il cuore spezzato per gli americani che hanno perso il diritto fondamentale di assumere decisioni informate" in merito al loro corpo. Lo afferma Michelle Obama parlando di una "decisione orribile" da parte della Corte Suprema sull'aborto. "Avrà delle conseguenze devastanti", aggiunge.

Pelosi: "Una decisione crudele e scandalosa"

Una decisione "crudele" e "scandalosa". Così la Speaker della Camera negli Usa, la democratica Nancy Pelosi, critica la decisione della Corte Suprema sull'aborto. Alle elezioni di novembre, aggiunge, ci sono in gioco i diritti delle donne.

Hillary Clinton: "Infamia, un passo indietro per i diritti"

Hillary Clinton bolla la decisione della Corte Suprema sull'aborto come un'"infamia", un "passo indietro per i diritti delle donne e i diritti umani". "Molti americani ritengono che la decisione di avere un figlio sia una decisione sacra e dovrebbe rimanere fra la donna e il suo medico".

Trump loda Corte Suprema: "Rispetta la Costituzione"

Donald Trump loda la Corte Suprema sull'aborto. La decisione vuol dire "seguire la Costituzione e restituire i diritti", dice l'ex presidente Usa a Fox. La decisione "funzionerà per tutti", e poi ha aggiunto: "E' la volonta' di Dio".

I vescovi, una giornata storica

"Questa è una giornata storica nella vita del nostro Paese, che suscita pensieri, emozioni e preghiere. Per quasi cinquant'anni l'America ha applicato una legge ingiusta che ha permesso ad alcuni di decidere se altri possono vivere o morire; questa politica ha provocato la morte di decine di milioni di bambini prenati, generazioni a cui è stato negato il diritto di nascere". Così gli arcivescovi José H. Gomez di Los Angeles, presidente della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (Usccb), e William E. Lori di Baltimora, presidente del Comitato per le attività pro-life, sulla sentenza della Corte Suprema Usa sull'aborto.

La situazione in Italia

Il numero di interruzioni volontarie di gravidanza in Italia continua a scendere ed i tassi di abortività sono tra i piu' bassi al mondo. Nel 2020 sono state poco piu' di 66mila, il 9,3% in meno rispetto al 2019 e circa un quarto rispetto al picco massimo di 234mila registrato nel 1983. E cala, seppur lievemente, anche la quota di ginecologi obiettori: oltre il 60%, pero', invoca il diritto a non eseguire aborti. Nel giorno in cui gli Stati Uniti tornano indietro rispetto alla storica sentenza sull'aborto che ha garantito l'interruzione di gravidanza negli Stati, questo e' il quadro 2020 del nostro Paese fotografato dall'ultima Relazione del ministro della Salute al Parlamento.

In Italia l'interruzione volontaria di gravidanza è regolata dalla Legge 194 del 1978 in base alla quale ogni donna può abortire entro i primi 90 giorni (12 settimane) di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari e che, quindi, dipendono dalla volontà della donna. Secondo i dati della Relazione, l'Italia e' tra i Paesi con i piu' bassi tassi di abortivita' al mondo: 5,4 interruzioni ogni mille donne tra i 15 e i 49 anni (-6,7% rispetto al 2019). La fascia di eta' in cui si registrano tassi piu' elevati e' quella compresa tra i 30 e i 34 anni (9,4 per mille).

Sono invece le ragazze piu' giovani, al di sotto dei 20 anni, quelle in cui si e' registrato il calo piu' importante: -18,3%, con un tasso di abortivita' passato dal 3,7 per mille del 2019 al 3 per mille del 2020. Si riducono gli aborti anche nelle cittadine straniere, che tuttavia continuano ad avere tassi di abortivita' piu' alti rispetto alle italiane (12 per mille). Migliorano i tempi di esecuzione delle interruzioni di gravidanza con un aumento della percentuale di interventi effettuati precocemente, quindi a minor rischio complicanze: il 56% e' stato effettuato entro le 8 settimane di gestazione (rispetto al 53,5% del 2019), il 26,5% a 9-10 settimane, il 10,9% a 11-12 settimane e il 6,5% dopo la dodicesima settimana.

Cio' potrebbe essere dovuto a un incremento del ricorso all'aborto farmacologico, che viene adoperato nel 31,9% dei casi rispetto al 24,9% del 2019. "La riduzione del numero di interruzioni osservata negli ultimi anni potrebbe essere in parte riconducibile all'aumento delle vendite dei contraccettivi di emergenza a seguito delle 3 determina Aifa che hanno eliminato l'obbligo di prescrizione medica". Infine, per quel che concerne l'obiezione, nel 2020, la percentuale di ginecologi obiettori su scala nazionale e' scesa al 64,6% rispetto al 67% dell'anno precedente.

Esistono, tuttavia, ampie differenze regionali. Nella provincia autonoma di Bolzano esercita il diritto all'obiezione l'84,5% dei ginecologi, in Abruzzo l'83,8%, in Molise l'82,8%, in Sicilia l'81,6%, in Basilicata l'81,4%. I minori tassi di obiezione tra i ginecologi si riscontrano in Valle d'Aosta (25%). Piu' basso il tasso di obiezione tra gli anestesisti: nel 2020 e' pari al 44,6% in lieve aumento rispetto al 43,5% del 2019, con tassi che variano dal 20% della Valle d'Aosta al 75,9% della Calabria.