Commissione Ue in alto mare: Conte guida il fronte contro l'asse Parigi-Berlino. E spunta il nome di una donna

Il premier ancora a Bruxelles per il vertice dal quale uscirà il nome del successore di Juncker. Tramontata l'ipotesi del socialista Timmermans, si fa spazio il nome di Ursula Von der Leyen

Conte parla con i giornalisti a Bruxelles
di An. Loi

Un'altra giornata campale a Bruxelles, dove anche all'ordine del giorno ci sono le nomine per le poltrone di peso dell'Unione europea, i cosiddetti "top jobs" europei. La fumata nera di ieri ancora aleggia mentre il nome di Frans Timmermans sembra sfumare dopo che l'Italia, che si è aggregata ai Paesi di Visegrad e agli altri dell'Est Europa (in totale 11), si è messa di traverso. Il pacchetto del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sostenuto dall'asse franco-tedesco (più Spagna e Olanda) insomma non è piaciuto. Insieme al socialista olandese, gli altri nomi proposti sono quelli della popolare bulgara Mariya Gabriel ad Alta Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza, del liberale belga Charles Michel al Consiglio europeo e del capolista popolare tedesco Manfred Weber alla presidenza del Parlamento europeo. La riunione convocata da Tusk per le 11 di oggi dirà quali di questi nomi resterà in campo.

Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, intanto sta giocando la sua partita su due fronti: quello delle nomine dell'esecutivo e degli altri organismi Ue e quello della procedura d'infrazione contro l'Italia per debito eccessivo, contro cui si è mosso ieri anche il presidente della Repubblica. "Non c'è nessuno motivo per cui verso l'Italia debba essere avviata una proceduta di infrazione", ha detto Mattarella. E' chiaro che sul tavolo odierno ci sarà un tema dichiarato e un tema ombra che aleggerà sulla trattattiva per i top jobs: vedremo chi la spunterà. 

Le richieste dell'Italia

"L'Italia rivendica un portfolio economico di peso ma soprattutto di partecipare alla decisione finale" sulle nomine di vertice, ha detto il presidente del Consiglio al suo arrivo a Bruxelles. "A me piacerebbe un presidente della Commissione donna", ha spiegato facendo capire che il nome di Timmermans si allontana sempre più. "Abbiamo ottenuto il risultato" di bloccare ieri la nomina di Frans Timmermans alla Commissione "sulla base di un'intensa attività diplomatica: occorrevano almeno otto Paesi per creare un blocco, ma è scorretto dire che abbiamo fatto strategia o asse con i Paesi di Visegrad - precisa Conte -. L'Italia ha fatto asse con altri dieci Paesi con cui abbiamo sensibilità diverse: tra di loro c'è Visegrad ma non c'è un'alleanza precostituita", ha detto chiarendo il quadro.

Una donna alla guida della Commissione?

E allora vediamo chi sono le donne che potrebbero ricoprire la carica che fu di Jean-Claude Juncker. In pole position troviamo la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. La liberale danese però non è particolarmente grata all'Italia, viste le contrapposizioni sulle questioni bancarie. Nome insistente è anche quello della bulgara Kristalina Georgieva, ceo della Banca Mondiale, a cui si aggiunge la ex presidente lituana Dalia Grybauskaite. Ma più recentemente si è fatto spazio il nome dell'attuale ministra della Difesa tedesca Ursula Von der Leyen. Quest'ultima, esponente della Cdu (il partito di Angela Merkel) già ministra del Lavoro e della Famiglia, ha dichiarato di essere disposta ad accettare l'incarico di presidente della Commissione Ue qualora le venisse offerto.

Un'altra donna potente rischia invece di uscirne screditata. Angela Merkel ha prestato il fianco alle critiche di chi, insistentemente, si schiera contro l'asse franco-tedesco (in questo caso insieme a Olanda e Spagna) che appare spesso fastidioso perché capace di rompere gli equilibri interni all'Ue. La colpa di Merkel in questo caso è di non aver preparato il terreno nel Ppe per sostenere la candidatura del socialista Timmermans. Nelle prossime ore si saprà di più, tenedo conto del fatto che dovesse arrivare un'altra fumata nera, mercoledì si terrà l'assemblea dell'Europarlamento che dovrà scegliere lo speaker. E questa scelta diventerà determinante per le altre nomine, compresa quella alla presidenza della Commissione.