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Come funziona il Rosatellum e come si vota: vademecum per le urne

51 milioni al voto. La nuova legge elettorale prevede un sistema misto, maggioritario e proporzionale. Le schede saranno due, una per il Senato e una per la Camera

Come funziona il Rosatellum e come si vota: vademecum per le urne
TiscaliNews

Il 25 settembre gli italiani eleggeranno il nuovo Parlamento. Conoscere la legge elettorale e le modalità di voto è di fondamentale importanza per la particolarità della legge elettorale in vigore, il Rosatellum (dal nome del firmatario, Ettore Rosato), che venne applicata per la prima volta nelle elezioni del 2018, andando a sostituire l'Italicum, fino a allora vigente per la Camera, e il Porcellum per il Senato. La legge elettorale avrebbe dovuto essere riscritta a seguito della riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei Parlamentari, ma nella scorsa legislatura non è stato possibile trovare l'unità d'intenti tra le forze politiche. I senatori che verranno eletti saranno 200, contro i 315 uscenti, mentre i deputati non supereranno i 400, 230 in meno rispetto a oggi. 

QUASI 51 MILIONI AL VOTO
Gli elettori chiamati al voto sono 50.869.304, di cui 4.741.790 all'estero. Dei 46.127.514 elettori in Italia il 51,74% sono donne e il restante 48.26% uomini. Del corpo elettorale fanno parte 2.682.094 maggiorenni che per la prima volta, dopo la recente modifica dell'articolo 58 della Costituzione, potranno votare non solo per la Camera dei Deputati, ma anche per eleggere il Senato della Repubblica. Dei giovani elettori le donne sono 1.302.170 e gli uomini 1.379.924.

LA CARICA DEI CANDIDATI
Il dossier del Viminale riporta il numero dei candidati alla Camera dei Deputati: 1.310 nei collegi uninominali, 2.788 nei collegi plurinominali e 95 nella circoscrizione Estero. Per il Senato della Repubblica le candidature sono 693 per i collegi uninominali, 1.418 per i collegi plurinominali, e 41 per la circoscrizione Estero.

COME FUNZIONA LA LEGGE ELETTORALE 
Il Rosatellum si basta su un sistema misto: 5/8 dei parlamentari verranno votati con il sistema proporzionale, la parte rimanente con quello maggioritario. I collegi maggioritari sono 74 per il Senato e 147 per la Camera. Al Senato sono assegnati 122 seggi nei collegi plurinominali con metodo proporzionale, alla Camera 245. Al Senato sono assegnati 4 seggi nella circoscrizione estera, alla Camera 8.

IL SISTEMA MAGGIORITARIO 
Nel caso del sistema maggioritario ogni partito o coalizione designa un solo candidato (per questo i collegi relativi a questo sistema vengono chiamati uninominali) e il suo nome viene riportato in cima ad ogni sezione della scheda elettorale, e all’interno di ogni collegio vince un unico candidato.

In questo caso il gioco delle alleanze tra partiti è fondamentale, dato che i voti delle compagini politiche alleate, ovvero che si uniscono sotto lo stesso candidato, si sommano, e ciò dà chiaramente a quel candidato maggiori possibilità di vincere il collegio.

IL SISTEMA PROPORZIONALE 
Dai 49 collegi plurinominali della Camera (quindi collegati al sistema proporzionale) saranno eletti 245 deputati, dai 26 del Senato 122 senatori. Verranno assegnati proporzionalmente ai voti ricevuti dalle forze politiche di cui fanno parte. Si conteranno letteralmente tutti i voti provenienti da tutte le schede elettorali di tutti i collegi, e a seconda dei risultati finali i 245 deputati e i 122 senatori si distribuiranno in Parlamento proporzionalmente ai voti ricevuti dalle liste che li hanno candidati.

Camera dei Deputati

LE SOGLIE DI SBARRAMENTO
La nuova legge elettorale prevede delle soglie di sbarramento sotto la quale un partito o una coalizione non potranno eleggere i propri rappresentanti: il 3% per i partiti, il 10% per le coalizioni. Perché una coalizione di più partiti acceda come tale al riparto dei seggi deve contenere al proprio interno almeno un partito che ha superato il 3% dei voti. In ogni caso tutti i partiti che superano il 3% dei voti accedono al riparto dei seggi anche se non fanno parte di una coalizione o se fanno parte di una coalizione che non ha superato il 10% dei voti.

COME SI VOTA 
Verranno fornite due schede: una per la Camera dei Deputati e una per il Senato. E saranno comprensive sia della parte uninominale che di quella plurinominale, con il nome del candidato unico in cima al riquadro, mentre nello spazio del voto proporzionale c’è l’elenco dei candidati delle liste plurinominali, tecnicamente bloccate in quanto non è ammesso il voto di preferenza. 

Il voto è valido nel momento in cui la X viene posta sul nome del candidato in cima alla lista o sul logo del partito o di uno dei partiti sotto il nome del candidato nel collegio uninominale. Si possono fare anche entrambe le cose, l’importante è che non si pongano le due X su due liste differenti, oppure una X su un candidato uninominale collegato a una o più liste e un’altra X su una lista non collegata a esso. In questo caso il voto sarebbe nullo. Non è dunque ammesso il cosiddetto voto disgiunto tra proporzionale e maggioritario.

Se si vota solo per una lista il voto si trasferisce automaticamente al candidato uninominale a cui la lista è collegata. Si può votare anche solo per il candidato uninominale. In tale caso il voto verrà ripartito fra tutte le liste che fanno parte della coalizione, proporzionalmente alle preferenze espresse dagli altri elettori.

Senato

TESSERA ELETTORALE, OCCHIO AI TIMBRI
La tessera elettorale si rinnova presso l'ufficio elettorale del comune di residenza. Se gli spazi sono tutti occupati da timbri è meglio pensarci per tempo, per evitare le file dell'ultim'ora. In ogni caso gli uffici comunali predisposti al rilascio delle tessere resteranno aperti dalle ore 9 alle ore 18 oggi e domani 24 settembre e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23.

PER CHI SI TROVA FUORI DAL PROPRIO COMUNE
Il voto in un altro Comune, diverso da quello della propria residenza, è consentito per le persone ricoverate in ospedale e case di cura, per militari, naviganti, componenti dell'Ufficio elettorale di sezione e le forze dell'ordine; inoltre per i rappresentanti di lista, designati dai partiti. Tutti gli altri dovranno raggiungere la propria città e per questo ci sono tariffe di trasporto agevolate.

COME VOTARE ALL'ESTERO
Coloro che per lavoro o studio sono all'estero hanno potuto chiedere la scheda elettorale e votare per corrispondenza.

SERVE DOCUMENTO (ANCHE SCADUTO)
Per votare, oltre alla tessera elettorale, è necessario presentare un documento d'identità, "anche se scaduto", precisano le faq del Viminale. Vale anche una tessera rilasciata da un ordine professionale se è corredata da una fotografia.

IL VOTO ASSISTITO
Per i non vedenti o coloro che hanno disabilità tali da non poter votare da soli (per esempio chi ha l'amputazione delle mani o una paralisi), il voto può essere espresso con l'aiuto di un assistente ma serve un codice speciale sulla tessera elettorale che attesti questa particolare condizione.

NUOVA SCHEDA A CHI SI E' SBAGLIATO
L'elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda stessa, potendo esprimere nuovamente il proprio voto. A tal fine, il presidente gli consegnerà una nuova scheda, inserendo quella sostituita tra le schede deteriorate.