Tiscali.it
SEGUICI

[La storia] Anche al Sud si realizzano le favole, i dipendenti rilevano l’azienda: dal fallimento a 20 milioni di fatturato

Anche nel Mezzogiorno c'è chi si mette “il mondo sulle spalle”. I 51 lavoratori della Wbo Italcables in Campania hanno impegnato tutto quello che avevano per acquistare la loro azienda avviata al fallimento. “E’ stato come lanciarsi col paracadute”, dicono. “Dormivamo nello stabilimento perché temevamo ci rubassero i macchinari”. Adesso l’impresa è solida. Una bella storia da raccontare.

Ignazio Dessìdi Ignazio Dessì   
I dipendenti Wbo Italcables
I dipendenti Wbo Italcables

Mettersi “Il Mondo sulle spalle”, affrontare di persona i rischi imprenditoriali e, soprattutto, farcela. Nei giorni scorsi la Rai ha ricordato con una fiction, protagonisti Beppe Fiorello e Sara Zanier, la vicenda di Enzo Muscia che con grandi sacrifici ha rilevato l’azienda dove lavorava, la A Novo di Saronno, avviata al fallimento, riuscendo a ridare un lavoro anche ai suoi ex colleghi. La storia di Muscia tuttavia non è unica. In Italia esistono anche altre belle esperienze del genere che meritano di essere conosciute. Come quella della Wbo Italcables di Caivano, in provincia di Napoli. Una storia da raccontare, anche perché maturata nel profondo Sud, quello dove – ad avviso di molti – manca la mentalità imprenditoriale e la voglia di rischiare.  Bene, a Caivano, davanti alla decisione di chiudere l’attività,  i 51 ex dipendenti si sono costituiti in cooperativa impegnando tutti i risparmi per acquistare  l’azienda.

E la loro scommessa è stata vincente: adesso l'impresa è solida, ed è passata dalla soglia del fallimento a circa 20 milioni di fatturato. Una bella soddisfazione per chi rischiava di perdere il posto di lavoro e trovarsi in mezzo a una strada. Una bella rivalsa, se vogliamo, anche riguardo a chi sosteneva l’inesistenza delle condizioni per tenere aperta l’attività.

La scommessa

La Wbo Italcables nasce dalle ceneri dell’Italcables e produce trefolo e filo per cemento armato precompresso.  Il peso della scelta compiuta lo spiega bene il direttore dello stabilimento rilevato dalla cooperativa, Raimondo Liberatore. Confessa che è stato come lanciarsi col paracadute. “Abbiamo acquistato lo stabilimento – racconta - pagando l'ultima rata nel novembre dello scorso anno. Per farlo abbiamo impegnato tutto quello che avevamo, ovvero la mobilità, presa in un'unica soluzione anticipata, e l'abbiamo investita nel capitale sociale della cooperativa".

Lo stabilimento Wbo Italcables

Una scelta non facile fatta in un momento terribile. “Trovarsi senza lavoro è stato durissimo, dormivamo dentro la fabbrica perché avevamo paura che ci rubassero i macchinari”, rivela l’elettricista Pasquale Crespa

Oggi quella ditta con un piede nel baratro è rinata, gestita da 51 coraggiosi che si sono caricati sulle spalle le sorti della loro azienda, “costituendosi in cooperativa”, come ricorda il presidente Matteo Potenzieri.

L'azienda

Eppure la sorte dello stabilimento  campano sembrava segnata. Nato per volere della Redaelli Tecna negli anni settanta fu assorbito dalla Italcables nel 2008, proprietaria di altri due stabilimenti, uno a Sarezzo in provincia di Brescia ed uno a Cepagatti in provincia di Pescara. La Italcables qualche anno prima era stata acquistata dalla multinazionale portoghese Companhia Previdente, che nel 2009 si viene a trovare però in mezzo a una grossa crisi di liquidità. Si arriva così alla decisione di chiudere prima Sarezzo e poi Cepagatti. E nel 2013 arriva inesorabilmente il momento del dramma anche per la Italcables di Caivano, ma i lavoratori della sede rifiutano di arrendersi alla scomparsa della loro fabbrica: decidono di lottare con le unghie e con i denti, di acquistarla.

Lo stabilimento Wbo Italcables

La scelta

Fanno una scelta non facile, di quelle che tolgono il sonno la notte, perché “c’era il rischio di perdere tutto in pochi mesi”, come spiega il caposquadra Antonio Oliva. Ma la disperazione, a volte, libera energie insospettate, trasforma le persone in eroi, in protagonisti vincenti.

Così il workers buyout (dipendenti che rilevano appunto la fabbrica in cui lavorano. Questo per altro il significato della sigla Wbo) va in porto. Sfruttando una legge del 2013 che dà la prelazione ai dipendenti di imprese in crisi, i fantastici 51 impegnano le loro risorse e le loro vite nel futuro della loro fabbrica, e vincono. A dispetto delle decisioni dei vecchi proprietari e delle loro stesse paure, la favola si realizza. "Riprendere a lavorare è stato un sogno – spiega Oliva - e continua ad essere un sogno. Anche se siamo consapevoli di non poter commettere errori”. La strada adesso è meno irta ma l’attenzione di tutti è massima. “Sentivamo di essere competitivi e bravi nel nostro lavoro e con tanti sacrifici anche economici stiamo trovando la quadra", racconta il caposquadra, orgoglioso come tutti i suoi colleghi di aver raggiunto un risultato esemplare come quello della Wbo Italcables, azienda di Caivano, nel Mezzogiorno d’Italia.

 

Ignazio Dessìdi Ignazio Dessì   

I più recenti

Mermec al G7 Trasporti, 'sostegno per le ferrovie in Ucraina'
Mermec al G7 Trasporti, 'sostegno per le ferrovie in Ucraina'
Abi, a marzo giù i tassi, media mutui casa scende al 3,79%
Abi, a marzo giù i tassi, media mutui casa scende al 3,79%
Lavoro, Sbarra: unità e coesione per porre fine alla carneficina
Lavoro, Sbarra: unità e coesione per porre fine alla carneficina
Lavoro, Sbarra: sbagliato rialzare bandiera anacronistica art. 18
Lavoro, Sbarra: sbagliato rialzare bandiera anacronistica art. 18

Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Carlo Di Cicco

Giornalista e scrittore, è stato vice direttore dell'Osservatore Romano sino al...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Carlo Ferraioli

Mi sono sempre speso nella scrittura e nell'organizzazione di comunicati stampa...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...