Veronafiere, Bussi e Delaini: Vinitaly dalla storia al futuro

Veronafiere, Bussi e Delaini: Vinitaly dalla storia al futuro
di Askanews

Roma, 3 apr. (askanews) - Ci sono Stefania Sandrelli, Federica Pellegrini, Gianni Morandi, Jerry Galà, Diego Abatantuono, Sting, Fabio Testi, Andy Luotto, Katia Ricciarelli, Omar Pedrini e tanti altri artisti nel libro realizzato a quattro mani da due giornalisti: Lucio Bussi e Carlo Alberto Delaini che è l'attuale capo ufficio stampa di Veronafiere, col titolo "Vinitaly dalla storia al futuro", che sarà presentato a Verona domenica 9 aprile in occasione del Vinitaly, la rassegna sul vino, che abbraccia ormai anche la filiera dell'olio e l'agroalimentare con Sol&Agrifood, e che termina il 12 aprile. In oltre 500 fotografie il volume ripercorre mezzo secolo di storia del vino, con i suoi protagonisti, gli appassionati enologi, i wine-lovers e tutti coloro che si sono avvicinati a questo mondo dai mille risvolti.Un volume di oltre 300 pagine con un'ampia rassegna fotografica, che celebra 50 anni di storia del Salone del vino, e che ripercorre in sei capitoli la storia di questa eccezionale intuizione che ogni anno celebra a Verona il mondo del vino, e tutte le sue ampie ramificazioni: dal commercio con l'estero, al business internazionale, all'enoturismo, al design delle etichette e dei tappi delle bottiglie, al packaging più in generale. Nel libro di Bussi e Delaini c'è anche tutto il mondo politico e istituzionale: lo scorso anno infatti in occasione del cinquantenario di Vinitaly il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inaugurato la manifestazione, prima volta in 50 anni di un Capo dello Stato che taglia il nastro della rassegna. E l'allora premier Matteo Renzi è stato presente a un incontro moderato dal direttore di Repubblica, Mario Calabresi, con jack Ma, patron di Alibaba, il colosso cinese dell'e-commerce.Bussi e Delaini si soffermano sulla prima uscita sul mondo con China Wine a Shanghai, era il 1998, seguirono negli anni gli eventi in America, Asia e Russia. Col tempo, rilevano i due autori, Vinitaly diventa il simbolo dell'Italia nel mondo, lo si legge nel capitolo dedicato agli anni 2010-2015. Proprio nel 2010 infatti c'è la prima visita di un presidente della Repubblica al Vinitaly: è Giorgio Napolitano. Altri due capitoli infine sono curati da due giornaliste: Anna Di Martino e Marisa Fumagalli, che ripercorrono i corrispondenti 50 anni del mondo enologico nazionale e l'evoluzione della società italiana, come dire costume e vino. Inoltre, il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani in una intervista realizzata da Paolo Massobrio, guarda al futuro di Vinitaly ormai diventato strumento riconosciuto dal governo delle attività di promozione del vino italiano nel mondo.Completano il volume aneddoti e ricordi di 50 operatori del settore, produttori, enologi oltre alle testimonianze di come il Vinitaly ha contribuito a cambiare la percezione del vino in Italia e nel mondo visto dall'Italia con Cesare Pillon, e dall'estero con il giornalista Burton Anderson e con Marvin R. Shanken direttore ed editore di Wine Spectator.Chiude il libro, un racconto inedito "Nomen Omen" di Gesuino Nèmus, vincitore del premio letterario Campiello 2016 con il romanzo "La teologia del Cinghiale" edito da Elliot.