Strutture ricettive inesistenti: come difendersi dalle truffe che rovinano le vacanze

Il turista truffato ha i mezzi per far valere i propri diritti

Strutture ricettive inesistenti: come difendersi dalle truffe che rovinano le vacanze
Foto Ansa
TiscaliNews

La vacanza per tanti è il momento più atteso dell’anno. Gli unici giorni in cui milioni di persone assaggiano un pizzico di libertà lontano dalla routine del lavoro. Ma anche questo “magico” momento può essere rovinato dall’imprevisto. Tra i pericoli più comuni ci sono quelli legati alle truffe sulle case vacanze e hotel: strutture che non esistono o che offrono un servizio scadente ben lontano da quanto promesso. Cosa fare in questi casi? La buona notizia è che il turista truffato ha i mezzi per difendersi. Ecco come

La normativa esistente prevede che quando c’è un inadempimento o un’inesatta esecuzione non di scarsa importanza delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico, è possibile chiedere, oltre ed al di là della risoluzione del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilità dell’occasione perduta. La legge dunque tutela la “magia” della vacanza.

La Cassazione, per esempio, ha stabilito che se un albergo non è nelle condizioni in cui è stato pubblicizzato sul catalogo e le fotografie non rendono l’effettiva situazione della struttura, al turista è dovuto il risarcimento del danno da parte del tour operator che ha organizzato il soggiorno.

Il risarcimento comprende non solo eventuali danni di natura economica (come, ad esempio, le spese sostenute per il soggiorno in un’altra struttura) ma anche il danno morale, per aver mandato in fumo la vacanza.

Come deve agire il cliente truffato o insoddisfatto? In caso di truffa (struttura inesistente) la via ovviamente è scontata: presentare una denuncia

Se invece la struttura esiste ma non soddisfa quanto promesso le possibilità sono diverse. La prima è quella di rivolgersi in prima battuta al venditore del viaggio (tour operator, agenzia) o alla struttura stessa (in caso si prenotazione diretta) predisponendo un apposito reclamo con la richiesta del rimborso e del risarcimento.

La richiesta va inviata a mezzo di raccomandata a/r o altro mezzo idoneo a fornire la prova dell’avvenuto ricevimento (ad esempio, una Pec).

Il reclamo deve essere, però, tempestivo: può essere presentato anche in corso di viaggio e, comunque, nel termine di dieci giorni dal rientro dalla vacanza rovinata.

In caso di contestazione del reclamo presentato da parte dell’intermediario o della struttura ricettiva l’unica via percorribile è quella dell’azione legale tramite un proprio avvocato o attraverso la richiesta di supporto a un’associazione dei consumatori.