[L'analisi] L'Italia ribelle all'Ue, che fa la Tap e la flat tax, piace molto alla Russia e agli Usa

Com'è che le autorevoli testate economiche americane trovano troppo dura Bruxelles e invitano a dare spazio alla manovra italiana? E perché Roma è più vicina a Putin e Trump? Un po' di dati

[L'analisi] L'Italia ribelle all'Ue, che fa la Tap e la flat tax, piace molto alla Russia e agli Usa
di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

I fondi russi verrano in aiuto dell'Italia sotto tiro dell'Ue e delle agenzie di rating, ma questo porterà a un pericoloso spostamento verso Mosca che gli americani non ci perdoneranno. Nelle ultime settimane questa teoria ha preso piede fra molti commentatori, che seguono con attenzione gli spostamenti di Salvini (con parole al miele nei confronti di Putin) e ancora di più il recente viaggio del premier Conte in Russia. Un viaggio che ha visto l'invito del presidente del Consiglio al premier russo, perché torni a visitare il nostro Paese, e ancora più concretamente la joint venture fra Rosneft al 66,67% e di Eni al 33,33% per progetti congiunti di estrazione e lavorazione di idrocarburi dall’Egitto al Golfo del Messico. Un passo avanti, promettente certo, ma ben lontano da rendere l'Italia un Paese nell'orbita di Mosca. Nella conferenza stampa congiunta, Putin si è limitato a dire che non esistono vincoli politici che impedirebbero al suo Paese di acquistare titoli di Stato italiani, così da tenere a bada le impennate dello spread, come si augurava Salvini nella sua precedente trasferta russa. Ma in realtà Mosca non può diventare il primo "azionista" del nostro debito. Per una ragione molto semplice.

Non hanno i soldi

Putin viene fuori da una recessione economica, combattuta con misure draconiane, inclusa la riforma delle pensioni che ha portato l'età d'accesso a 67 anni, in un Paese che ha un'aspettativa di vita ben più bassa della nostra. Il Pil russo è più o meno pari a quello italiano e inferiore ai valori di Germania e Francia. Ciò che avvicina Italia e Russia è proprio il business degli idrocarburi, perché Mosca produce molto e vende parecchio all'estero, e con gli introiti in valuta dei Paesi compratori investe o accumula in un fondo sovrano. Ma questo fondo ora ha una disponibilità di 67 miliardi, a fronte dei 2.300 miliardi di debito pubblico italiano. Troppo poco. Tuttavia per il ministro Savona, basterebbe che Putin e il suo governo garantissero l'intervento di soccorso se lo spread, i tagli di rating e la poca possibilità di vendere i nostri titoli di Stato diventassero realtà. Ma l'Italia ha un debito pari al 150 per cento del Pil, è la settima economia del pianeta e anche il terzo Paese più indebitato del mondo. Non si tratta di aiutare una piccola repubblica caucasica, e nemmeno di commissariare via Troika un'economia minuta e fragile, come accadde per la Grecia. Dunque si torna al Whatever It Takes, come disse il presidente della Bce, Mario Draghi. Cioè: "Faremo qualsiasi cosa" per assicurare stabilità all'Eurozona, dove ora l'Italia è osservata speciale in quello che sembra uno scontro frontale con i falchi europei e la linea dura confermata da Juncker e Moscovici. Un'Italia apparentemente più lontana dal'Ue, dunque, in buoni rapporti con la Russia. Ma attenzione: per niente più lontana dagli Stati Uniti, anzi.

Trump applaude, la stampa Usa pure

Sorprendendo diversi commentatori e critici del governo Conte, il Wall Street Journal, autorevole testata economica americana si è sbilanciato a favore della contestatissima Manovra italiana, quella che con deficit al 2,4% ha fatto inorridire l'Ue e scatenato i pareri negativi sia di Moody's e Standard & Poor's. Sul Wsj poi ripreso anche da Affari Italiani si legge: "I mandarini di Bruxelles hanno scelto di fare la battaglia sbagliata contro Roma. Sarebbe molto grave che venisse imposta una sanzione pari allo 0,2% ma anche che l'Italia fosse costretta a rinunciare alla flat tax pro crescita". Ma ancora il Wall Street Journal ammette pure: "Decine di miliardi di euro in una nuova spesa sono destinati a elemosine per il welfare e lavori pubblici che l'Italia non può portare a termine senza sprechi e corruzione". Da questa perplessità si salva in ogni caso la flat tax. Ragione per cui anche di recente il presidente Trump ha parlato bene dell'Italia e del governo Conte. Altro plauso alla Manovra italiana, con critica all'eccesso di sospetti e severità di Bruxelles, è arrivato da Bloomberg. Agli americani la flat tax come misura di rilancio dell'economia piace, e ancora di più tengono al completamento della Tap che in queste ore mette sulla graticola l'esecutivo giallo-verde.

Quanto conta la Tap

Il motivo è semplice: il gasdotto che dall'Azerbaigian porterebbe gli idrocarburi fino alla Puglia, ridimensionerebbe gli affari russi in questo settore, dato che Mosca esporta moltissimo petrolio e gas naturale nei Paesi Ue sempre più carenti di queste fonti energetiche. Gli Usa entrerebbero nel business, metterebbero in secondo piano il progetto South Stream russo e non dimenticano che il gasdotto sboccherebbe in Italia, non in Francia o Germania, che negli Stati Uniti sovranisti di Trump godono di pochissima simpatia. Il paradosso, dunque, è il maggior gradimento dell'Italia sia in Usa che in Russia, nel suo momento di freddezza antagonista nei confronti dell'Ue. Scrive Bloomberg: "I leader europei hanno criticato duramente l’Italia per i suoi piani di aumentare le spese con l’obiettivo di stimolare la crescita e aiutare i poveri. Quello che non riescono a riconoscere è che un piccolo stimolo potrebbe essere proprio quello di cui l’economia italiana ha bisogno". Aggiunge il Financial Times: "L'Unione europea dovrebbe stare attenta a non giocare il gioco dei populisti italiani dando l’impressione che un governo regolarmente eletto non possa perseguire le politiche economiche di sua scelta". Uno scenario molto più sfumato di quello che certi commentatori, preoccupati per l'uscita italiana dall'Ue e un'implosione dei nostri conti, hanno frettolosamente dipinto.