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Superbonus 2022, dalle norme anti truffe alle misure anti-speculazione: ecco cosa cambia

Con la firma del ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, i nuovi tetti per i prezzi degli interventi del superbonus che potranno essere al massimo il 20% più alti di quelli precedenti dell'Ecobonus in considerazione dell'aumento delle materie prime.

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Foto ansa

Saranno operative già dalla prossima settimana le novità che il governo conta di introdurre per consentire, da una parte il pieno riavvio dell'operazione Superbonus, dall'altro una limitazione alla possibilità di frodi. Arrivano invece da subito, con la firma del ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, i nuovi tetti per i prezzi degli interventi del superbonus che potranno essere al massimo il 20% più alti di quelli precedenti dell'Ecobonus in considerazione dell'aumento delle materie prime.

Nuovi tetti ai prezzi

Per tutti i costi non previsti nel decreto si farà riferimento ai i prezziari predisposti dalle Regioni e dalle Province autonome o ai listini delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura competenti o ai prezziari della casa editrice Dei. Per queste voci, al fine di evitare speculazioni, sarà comunque indispensabile sarà comunque indispensabile l’asseverazione della congruità della spesa da parte di un tecnico abilitato. Tra l'altro va segnalato che il ministro ha accolto le richieste che arrivavano dalle imprese di non considerare le nuove soglie omnicomprensive per tener conto dell'eterogeneità dei possibili intervento: sono così esclusi l'Iva, gli oneri professionali e i costi di posa in opera.

In attesa del nuovo decreto

Le altre novità invece non arriveranno più per emendamento dal decreto Milleproroghe, come prospettato nei giorni scorsi. Il meccanismo avrebbe richiesto i tempi lunghi di conversione del decreto per l'entrata in vigore. Così il governo ha deciso di introdurre le modifiche all'attuale normativa con il prossimo decreto, in arrivo prima della fine settimana. Giovedì o al massimo Venerdì. Sarà lo stesso provvedimento contro il caro energia con il quale si conta di alleggerire le bollette.

Le norme anti truffe

Le ultime ipotesi confermano le line di intervento anticipate dal ministro dell'Economia, Daniele Franco. Ogni operazione sarà tracciata dall'inizio alla fine. Per questo è in arrivo un codice identificativo, di fatto una sorta di bollino che accompagnerà le diverse cessioni, che consentirà di risalire a tutta la filiera. Uno stratagemma che, insieme all'asseverazione, al visto di conformità sull'adeguatezza dei prezzi e al controllo preventivo dell'Agenzia delle Entrate (che ha cinque giorni di tempo per rispondere), consentirà di evitare il meccanismo di truffe miliardario che ha interessato anche altri bonus, come quello per le facciate.

Fino a 3 cessioni

Si allargano poi le maglie per consentire la cessione del credito più volte, mentre ora la norma ha ristretto il tutto ad una sola possibile cessione. La nuova soglia prevede invece la possibilità di tre passaggi di mano, ma solo se questi avvengono attraverso canali certificati, sicuri, come quelli bancari.

Calare la fibrillazione politica

L'imminente arrivo delle novità sembra anche aver fatto calare la fibrillazione politica. Il leader della Lega Matteo Salvini stempera i toni usati dal ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti che invitava a spendere meno per i superbonus e più per le filiere industriali. "Il superbonus è uno strumento assolutamente efficace, stiamo lavorando per rinnovarlo" dice. "Giorgetti dice che non basta il superbonus - aggiunge - Ovvio che non basta, però è fondamentale andare avanti sulla via del superbonus per aiutare gli italiani e un settore come l'edilizia". A parlare della necessità di non frenare un settore importante per l'economia sono del resto il segretario del Pd, Enrico Letta e rappresentanti di M5s e Forza Italia.

I nodi aperti

Qualche nodo rimane aperto e brucia sulla pelle delle banche, che hanno ovviamente bloccate le cessioni. "In caso di frodi - afferma in audizione in parlamento il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini - dovrà rispondere esclusivamente il cedente originario, beneficiario della detrazione o impresa che ha operato lo sconto in fattura, assieme agli eventuali soggetti che abbiano concorso alla realizzazione dell'operazione fraudolenta. Nessuna conseguenza deve pertanto ricadere sull'acquirente in buona fede". Come dire non lasciate le banche con il cerino in mano. Ma su questo, al momento, non sono in arrivo norme.

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