Auto di lusso e potenti, spunta un disegno di legge per abolire il superbollo

A promuovere la iniziativa il senatore di Forza Italia Andrea De Bertoldi. Secondo gli oppositori della misura non ci sono state ulteriori entrate per lo Stato e il settore dell’auto è stato penalizzato

Si torna a parlare di eliminazione del superbollo per le supercar
Si torna a parlare di eliminazione del superbollo per le supercar
TiscaliNews

Si torna a parlare con una certa insistenza di abolizione del Superbollo, tanto che i proprietari di supercar sono in fiduciosa attesa. C’è anche chi ha presentato un disegno di legge in Senato. A promuovere  l'iniziativa il senatore di Forza Italia Andrea De Bertoldi.

Come si ricorderà la misura era stata introdotta dal governo Berlusconi per i veicoli di potenza superiore ai 225 kWh. C’era poi stato un inasprimento con l’esecutivo di Mario Monti, che dal 2012 ha ridotto i kWh tassabili. Sull'argomento ci sono sempre state tuttavia polemiche e stigmatizzazioni.

A proposito di questa previsione fiscale, gli oppositori fanno notare infatti che sono state completamente stravolte le attese: non ci sono state ulteriori entrate per lo Stato e il settore dell’auto è stato penalizzato. Sarebbe infatti facilmente verificabile una forte riduzione dell’acquisto di supercar a seguito della misura, con riduzioni importanti per il settore e l’indotto che ci gira intorno.

Va detto che nella nota di accompagnamento  si evidenziano le differenze tra la soluzione di Berlusconi e quella realizzata tramite le modifiche dal governo Monti. Nel 2011 viene introdotta l’addizionale annua della tassa di proprietà delle autovetture per quelle oltre i 225 kWh. Previsti 10 euro di aumento tassa per ogni kWh in più rispetto appunto ai 225 kWh. L’esecutivo Monti a sua volta aumenta dal 1 gennaio 2012 la tassa a 20 euro e riduce la potenza tassabile delle vetture a 185 kWh.

Il meccanismo in ogni caso - ad avviso dei critici - avrebbe prodotto, come si accennava, scarsi risultati. Anzi, avrebbe ottenuto proprio il contrario di quanto ci si aspettava: l’aumento del gettito per l’erario non si sarebbe verificato e il mercato dell'auto ne avrebbe risentito. Secondo il senatore azzurro dal 2012 si sarebbe prodotta una perdita complessiva di 140 milioni di euro. Più nello specifico: “93 milioni di euro di minori entrate di gettito Iva e 13 milioni di superbollo per lo Stato. 19,8 milioni di mancato pagamento del bollo per le regioni”. Per le province “5,2 milioni in meno per mancata Imposta Provinciale di Trascrizione e circa 9 milioni di euro di addizionale sulla Rca”.

Insomma gli intenti riposti nell’applicazione della misura fiscale sarebbero “miseramente crollati”. La soluzione allora, si legge nel Disegno di legge presentato, consiste unicamente nella eliminazione del Superbollo.

“Solo in questo modo – conclude il senatore De Bertoldi – sarà possibile ripristinare una domanda tale da assicurare un ritorno in grado di compensare le sofferenze di un’area industriale d’eccellenza per il nostro Paese e in grado di produrre, sicuramente, molti posti di lavoro”.

La nota di accompagnamento al D.D.L (da Senato.it)

“Onorevoli Senatori. – Il presente disegno di legge ha la finalità di abrogare la norma che prevede l’obbligo del pagamento della tassa automobilistica (cosiddetto super bollo) attraverso l’abrogazione del comma 21 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, che ha introdotto un’addizionale annuale erariale della tassa automobilistica per i veicoli di potenza superiore a 225 kilowattora. Si ricorda al riguardo, come l’addizionale erariale sulla tassa automobilistica era stata introdotta nel 2011, con un importo pari a 10 euro per ogni kW di potenza del veicolo superiore ai 225 kW, con effetto retroattivo e per tutto il parco circolante.

Successivamente, dal 1° gennaio 2012, la sovrattassa è stata innalzata a 20 euro ed estesa alle vetture con potenza superiore a 185 kW. Pertanto la presente iniziativa legislativa si rende necessaria, in quanto le finalità iniziali che avevano generato l’introduzione della suddetta tassa, ovvero di incrementare il gettito erariale nelle casse dello Stato stimato all’epoca in 168 milioni di euro, in realtà hanno prodotto l’effetto contrario, penalizzando fortemente il mercato dell’auto e il suo indotto, ed anche le aspettative d’incasso per l’amministrazione tributaria. Le principali associazioni della filiera automotive evidenziano, a tal fine, come dal 2012 si è determinata una perdita complessiva, tra minori entrate fiscali e mancato introito, di circa 140 milioni di euro, così suddivisa: per lo Stato 93 milioni di euro di minori entrate di gettito IVA e 13 milioni di euro di super bollo; per le regioni 19,8 milioni di euro di mancato pagamento del bollo; per le province 5,2 milioni di euro di mancata IPT (imposta provinciale di trascrizione) e circa 9 milioni di euro di addizionale su RCA (responsabilità civile auto). A determinare ciò che può definirsi un danno erariale, derivante dal super bollo, sono stati una serie di fenomeni non previsti e controproducenti, innescati dall’introduzione di tale imposta, in particolare la forte riduzione delle nuove immatricolazioni di vetture con potenza eccedente i 185 kw. In relazione alle predette considerazioni, risulta pertanto necessario, ad avviso del legislatore, intervenire attraverso la presente iniziativa legislativa, nella convinzione che il super bollo ha fallito nella sua missione e solo eliminandolo si può ripristinare una domanda tale da assicurare un ritorno che compensi le sofferenze di un’area industriale d’eccellenza tipicamente italiana, in grado di generare sicuramente nuovi posti di lavoro.

In attesa delle decisioni che avverranno in ambito europeo relative alle nuove regole sul bollo, che porteranno all’unificazione del bollo auto europeo per i Paese dell’Unione europea, il disegno di legge, attraverso l’abolizione della sovrattassa, rappresenta pertanto un primo passo opportuno, dal punto di vista economico e della domanda interna, auspicato fra l’altro da milioni di automobilisti, anche al fine di fornire al mercato dell’auto un primo segnale di rilancio che possa intervenire per ridurre il carico fiscale sul comparto”.