Lo spread torna a salire, Beppe Scienza: ecco cosa rischiano senza saperlo i risparmiatori italiani

Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato a 10 anni dell'Italia e quelli della Germania ha toccato valori che non si vedevano da febbraio del 2014

Spread in rialzo, Beppe Scienza: un rischio per i risparmiatori

Si riaffaccia lo spettro dello Spread risalito velocemente sopra quota 200, un livello non più  toccato da febbraio 2014. Alcuni economisti hanno già lanciato l’allarme parlando di “rischio di brutto risveglio per l’Italia”. Pessimismo? Non proprio, considerando che il debito pubblico italiano è arrivato a 2,300 miliardi di euro secondo i dati diffusi da Banca Italia.

Cosa rischiano i risparmiatori italiani? Tiscali.it lo ha chiesto a Beppe Scienza uno degli economisti più attenti alle tematiche economiche delle famiglie. Per Scienza uno dei problemi più grossi deriva dal fatto che spesso “i risparmiatori non hanno consapevolezza di quello che hanno acquistato” ovvero degli strumenti che davvero possiedono “nei fondi comuni e nei fondi pensione” a causa “della totale assenza di trasparenza nel risparmio gestito”. Un aumento dei tassi potrebbe "portare a perdite di valore” importanti “degli investimenti effettuati” e quindi essere una doccia fredda per i risparmiatori inconsapevoli.

Nei casi in cui invece si sia optato per scelte più sicure con rendimenti prossimi allo zero il rischio principale è rappresentato “da un ritorno dell’inflazione”. Per Scienza però non è assolutamente negativo un atteggiamento prudente dei risparmiatori. Rispetto ad acquistare prodotti finanziari difficili da capire “è preferibile il fai da te” anche in strumenti semplici a basso rendimento e basso rischio “come i conti deposito”. Con tassi prossimi allo zero e prospettive incerte non è sbagliato “limitarsi a proteggere il capitale” anche se la cosa può sembrare “deprimente”.