Sostenibilità imprese non solo moda, arriva il Bilancio Integrato

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di Askanews

Milano, 10 ott. (askanews) - Non solo le grandi imprese, quotate o meno, ma anche le medie, dovranno nel giro di due o tre anni adeguarsi all'era del Bilancio Integrato, cioè quella nuova forma di comunicazione aziendale che unisce informazioni economico-finanziarie a quelle riguardanti gli impatti economici, ambientali e sociali dell'attività d'impresa.Ne è convinto Stefano Zambon, docente dell'Università di Ferrara e segretario generale di un nuovo organismo italiano per il business reporting, l'Oibr. "Tutta l'informazione data dalle imprese, ma ormai molto spesso anche da altre organizzazioni che non sono le imprese, va nella direzione di allargare il perimetro. Le solite informazioni finanziarie le conosciamo tutte, il bilancio, però sempre di più, anche per motivi normativi, le imprese stanno cominciando ad allargare questo tipo di informazione verso la sostenibilità e lo sviluppo sostenibile, cioè la capacità di creare valore nel tempo".Un'informativa che dovrà necessariamente essere comprensibile anche al grande pubblico, come evidenziato da Paolo Bacciga, dirigente preposto e responsabile Csr di Fideuram, durante un convegno all Università Cattolica:"Bisogna spiegare in modo non tecnico che il bilancio non è altro che un documento che sintetizza le informazioni e dà, dovrebbe dare, delle prospettive future. Cinque anni fa non si parlava tanto di clima e di rischi finanziari legati al clima. Oggi si comincia a creare un settore di risk management collegato a questi temi quindi noi sappiamo che sono importanti. Chi concede credito, chi investe il proprio denaro, tendenzialmente dovrebbe farlo in aziende che operano bene nel territorio e nell'ambiente".C'è dunque da aspettarsi che gli investimenti in aziende attente alla sostenibilità ambientale, sociale e societaria siano premiati con rendimenti superiori e i bilanci integrati saranno il punto centrale di osservazione.