[Il punto] Scoppia il caso Sirti, da licenziare un quarto dei dipendenti: lavoratori in sciopero da Palermo a Milano

L’azienda specializzata nella realizzazione e manutenzione di reti di telecomunicazione ha annunciato 833 esuberi. L’azienda: bisogna far fronte alle nuove condizioni di mercato. I sindacati: anche noi vogliamo trasformare l’azienda, ma senza mandare a casa i lavoratori.

Lavoratori della Sirti in sciopero (Ansa)
Lavoratori della Sirti in sciopero (Ansa)

Un nuovo bubbone è scoppiato nel già tormentato mondo del lavoro italiano. La Sirti, azienda nazionale specializzata nella realizzazione e manutenzione di reti di telecomunicazione, ha dichiarato 833 esuberi su un totale di 3.692 dipendenti  con conseguenti licenziamenti collettivi. Una decisione pesante per i lavoratori e i territori interessati.

La decisione della dirigenza aziendale ha subito scatenato la reazione dei dipendenti e delle forze sindacali. Ore di sciopero sono state dichiarate nella sede palermitana di Carini , in Sicilia, si è svolto un sit-in davanti ai cancelli dello stabilimento. Sciopero con sit-in anche ad Ancona davanti allo stabilimento di via Edison, zona Baraccola, e ai cancelli della Sirti di Mazzo di Rho, alle porte di Milano dove sono previste per oggi 4 ore di sciopero con presidio presso i cancelli.

Proteste nel Milanese

Nella sede milanese la manifestazione di protesta dei lavoratori della Sirti è prevista dalle 8 alle 12. L’amministratore delegato – secondo quanto spiega ai giornali Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano – ha mandato “una mail a tutti i dipendenti per convincerli della bontà del piano di trasformazione e chiedere il supporto nel cambiamento . Anche noi vogliamo trasformare l’azienda, ma senza licenziare 833 lavoratori”.

Secondo l’esponente sindacale per altro è “inaccettabile che la Sirti abbia deciso di lasciare a casa proprio quei lavoratori che dovrebbero portare a termine il piano banda ultralarga e intraprendere le attività previste per il 5G”. Tra gli esuberi ci sarebbero infatti anche “quelli che posano la fibra e lavoratori del radiomobile”.

Un quarto dei dipendenti

Si vorrebbe in pratica tagliare un quarto degli attuali dipendenti in tutt’Italia. Questo a causa dell’andamento del mercato che negli ultimi due anni avrebbe ingenerato pesanti perdite a livello finanziario. L’azienda parla, tra l’altro, di un calo di commesse e dell’incidenza del ricorso costante al massimo ribasso delle aste. Cosa che comporterebbe l’utilizzo dei subappalti a scapito dei lavoratori del gruppo.  

Il sindacato – come si legge sul Giorno.it  - teme che i motivi dell’annunciato taglio dei posti di lavoro siano altri. Magari “i  gruppi dirigenti aziendali – dicono i sindacalisti - vorrebbero guadagnare di più utilizzando appalti e subappalti. E in futuro non sono esclusi altri tagli”.

Manifestazione ai cancelli Sirti (Ansa)

Sirti parla invece di “una fase di negoziazione finalizzata all’implementazione di un nuovo assetto organizzativo della propria business-unit Telco Infrastructures”. Questo per mettere in linea il business con le attuali condizioni di mercato e salvaguardare la competitività del gruppo”. Una scelta di trasformazione imposta insomma da una “contrazione del giro d’affari nel settore”. L’azienda – con una nota stampa – si impegna anche a collaborare strettamente “con le organizzazioni sindacali per sviluppare un piano sociale condiviso e minimizzare gli impatti sui dipendenti coinvolti dal progetto”.

Confronto difficile

La scelta della Sirti di tagliare drasticamente il personale sarebbe dovuta insomma all’andamento del mercato che negli ultimi due anni avrebbero ingenerato pesanti perdite a livello finanziario. L’azienda parla di un calo di commesse e dell’incidenza del ricorso costante al massimo ribasso delle aste. Cosa che comporterebbe il continuo ricorso ai subappalti a scapito dei lavoratori del gruppo.  

Si preannuncia però un confronto difficile. "Non vogliamo perdere nemmeno un posto di lavoro", affermano sui media Giuseppe Romano e Francesco Agnello, Rsu della Fiom alla Sirti, ribadendo una posizione pienamente condivisa dalla Fiom-Cgil di Palermo.  "Ci opporremmo con tutte le forze -  dichiarano i segretari della categoria Angela Biondi e Francesco Foti -  Chiediamo un intervento al governo e a tutte le istituzioni, regionali e locali, per la sospensione delle procedure e il mantenimento dei livelli occupazionali".