Licenziamenti e Cig: sindacati e governo distanti. A rischio 1 milione di posti. Conte: "Cinque miliardi pronti”

Si è concluso stanotte senza "un nulla di fatto" il confronto tra Cgil, Cisl, Uil e il Governo. Licenziamenti individuali e collettivi: cosa può succedere ora. Per la Fondazione studi dei consulenti del lavoro “circa un milione di posti potrebbero sfumare”. Il premier annuncia: “Rifinanziamo con 5 miliardi un ulteriore ciclo della cassa integrazione”

I leader di Cgil, Cisl e Uil dopo l'incontro col governo (Ansa)
I leader di Cgil, Cisl e Uil dopo l'incontro col governo (Ansa)
TiscaliNews

Da una parte c’è chi parla di un milione di posti di lavoro che rischiano di “sfumare”. Gli imprenditori vogliono licenziare, i sindacati cercano di impedirlo. L'esecutivo cerca a sua volta di rinforzare gli ammortizzatori sociali. Ma la situazione di crisi generalizzata non è semplice da affrontare, e le parti in campo hanno difficoltà a trovare soluzioni reciprocamente accettabili.  Così si è concluso stanotte senza "un nulla di fatto" il confronto tra Cgil, Cisl, Uil e il Governo, con la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ed il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, sulla proroga della cassa integrazione ed il blocco dei licenziamenti. "Molto distanti", affermano i sindacati, le posizioni espresse dalle parti. Dopo alcune ore di trattativa, Cgil, Cisl e Uil hanno "valutato insufficiente la proposta del Governo" ed hanno "proposto una soluzione in cui le ulteriori 18 settimane di cassa integrazione annunciate e il blocco dei licenziamenti devono camminare di pari passo".

La ministra del Lavoro Catalfo (Ansa)

I sindacati chiedono l’attivazione di un tavolo a Palazzo Chigi

Cgil, Cisl e Uil "ritengono necessaria e utile a questo punto una convocazione da parte del presidente del Consiglio e attendono l'avvio, in tempi brevissimi, di un tavolo a Palazzo Chigi" sulla questione della proroga della cig Covid e del blocco dei licenziamenti e in generale sulla riforma degli ammortizzatori sociali, sulle politiche attive del lavoro, sulla manovra economica e sui fondi europei. In particolare, sulla proposta avanzata dai sindacati di far procedere le ulteriori 18 settimane di cig e il blocco dei licenziamenti di pari passo, "la ministra Catalfo e il ministro Gualtieri - riferiscono - hanno rinviato al presidente del Consiglio e al Governo nella sua interezza una decisione al proposito".

La proroga Cig

Da considerare che si attende il decreto ad hoc che il governo deve ancora fare per estendere la Cig fino a dicembre. In tal modo si consentirà di fruire della cassa integrazione alle imprese e ai lavoratori che hanno già utilizzato anche le altre 18 settimane del decreto agosto, in modo che non restino scoperti dopo la metà di novembre. Per il sindacato però non basta. Finito il blocco del 2020, i licenziamenti sarebbero autorizzati per tutti, tranne che per le aziende che usufruiranno delle nuove settimane di cig Covid nel 2021.

Licenziamenti

Il blocco dei licenziamenti sarà dunque prorogato fino alla fine di questo  dicembre 2020. Quelli individuali, finché l'impresa usufruisce della cassa Covid, sono vietati. Ma le settimane di Cig si avviano all'esaurimento entro l'anno, e ciò significa che dopo le aziende potrebbero cominciare a licenziare.

A questo proposito si sarebbe parlato - come anticipato dal Messaggero - anche di una singolare novità: il datore di lavoro intenzionato a licenziare per motivi economici potrebbe dover pagare una specie di tassa sul licenziamento. Una ipotesi che dovrà ovviamente passare il confronto sia con i sindacati che con Confindustria.

La richiesta del sindacato

Cgil, Cisl e Uil chiedono la proroga del blocco dei licenziamenti fino alla fine dell'emergenza coronavirus. Confindustria afferma che  il blocco è ormai insostenibile. C’è chi sostiene quindi che potrebbe essere mantenuto il blocco per i licenziamenti collettivi, almeno fino a quando saranno prorogate le settimane di cassa integrazione, ma potrebbero essere consentiti i licenziamenti individuali. Presupponendo in questo caso il suddetto contributo aggiuntivo per il datore di lavoro, che dovrebbe andare ad alimentare un fondo per le politiche attive. 

Un milione di posti di lavoro in bilico

Intanto la Fondazione studi dei consulenti del lavoro lancia l’allarme: "Circa un milione di posti di lavoro" potrebbero sfumare, nell'arco di tutto il 2020, nelle piccole e medie imprese (Pmi), perché le conseguenze della crisi Covid, insieme allo sblocco dei licenziamenti, son destinate a "presentare per l'occupazione un conto più pesante delle stime effettuate ad inizio pandemia".

Conte: “Cinque miliardi per nuova Cig”

"I contraccolpi della crisi sono ancora forti e non è possibile, in questa fase, dismettere la rete di protezione disposta sin dall'inizio della crisi in favore dei lavoratori e delle imprese. È per questa ragione che rifinanziamo con 5 miliardi un nuovo e ulteriore ciclo della cassa integrazione, prevedendo la gratuità della cassa integrazione per le imprese che hanno registrato perdite oltre una soglia predeterminata", afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento alla Camera dei Deputati per l'informativa sull'ultimo dpcm.