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Sciopero Mirafiori, migliaia a Torino per chiedere a Stellantis di tornare a produrre in Italia. Contestato il sindaco

Cgil, Cisl e Uil insieme dopo 15 anni. Urla e fischi a Lo Russso per il selfie con Tavares. Delegazioni da tutta Italia per il rilancio dell'automotive italiana. Il ministro Urso ieri aveva polemizzato con la multinazionale guidata dagli Agnelli: "Non si produce in Polonia una macchina che si chiama Milan o: la legge lo vieta"

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Sciopero Mirafiori, migliaia a Torino per chiedere a Stellantis di tornare a produrre in Italia...
Un'immagine del corteo a Torino (Ansa)

Il primo sciopero di tutti i metalmeccanici che vede, dopo quindici anni, i sindacati tutti uniti insieme a studenti e altre categorie. "Siamo 12.000 in piazza a Torino per chiedere il rilancio di Mirafiori", è lo slogan della manifestazione indetta per focalizzare l'attenzione di Stellantis sulla produzione in Italia e in particolare nella fabbrica torinese. Il messaggio è rivolto però a tutto l'automotive. 

In piazza delegazioni provenienti da tutta Italia e dagli altri stabilimenti del gruppo. Hanno i loro striscioni alcune aziende in crisi come Lear, Te Connectivity, Del Grosso, rioferisce il Fatto quotidiano. Ci sono il governatore del Piemonte, Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo. Per loro qualche contestazione. “Scegli il selfie. Con lui o con noi?” gli urlano alcuni manifestanti, facendo riferimento allo scatto che Cirio e Lo Russo hanno fatto con l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares.

Ma la manifestazione arriva anche nei giorni in cui già c'è stata una grande mobilitazione per la sicurezza sui luoghi di lavoro che, a seguito della tragedia di Suviana, ha visto Cisl e Uil protestare a Firenze giovedì e La Cisl con uno stop di 4 ore in un contesto diverso. Su Mirafiori il fronte sindacale si unisce di nuovo, sottolineando che "governo e Stellantis devono parlarsi e trovare una sintesi, condivisa da istituzioni, sindacati e associazioni produttive per rilanciare il sito di Mirafiori", dopo gli annunci di esternalizzazione di diverse produzioni in Paesi con un costo del lavoro più basso. 

"La risposta alla grande crisi del comparto: Stellantis produca in Italia"

"La manifestazione di oggi è la grande reazione della città alla crisi che sta vivendo. Come già successo in passato, Torino dà il meglio di sé nei momenti di difficoltà, dando prova di grande unità e coesione", hanno detto i segretari generali di Cisl Torino e Piemonte, Domenico Lo Bianco e Luca Caretti, in corteo oggi a Torino. "Questa battaglia comune per il futuro di Mirafiori e di tutta l'industria dell'auto, che lega tra loro mondi diversi - affermano - è una battaglia di tutti come dimostra la straordinaria partecipazione di lavoratori, imprenditori, istituzioni, corpi sociali, personaggi della cultura e dello spettacolo, studenti e semplici cittadini. Insieme si può lottare e sconfiggere il declino", continuano i sindacalisti.

La polemica di Urso: non si può produrre all'estero una macchina che si chiama Milano

E' di ieri la polemica innescata dal ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, che rivolgendosi al l’Alfa Romeo Milano, la nuova compatta che verrà prodotta in Polonia, ha detto che “un'auto chiamata Milano non si può produrre in Polonia. Questo lo vieta la legge italiana che nel 2003 ha definito l’Italian Sounding, una legge che prevede che non bisogna dare indicazioni che inducano in errore il consumatore”, ha tuonato Urso. “Sarebbero indicazioni fallaci legate in maniera esplicita alle indicazioni geografiche. Quindi un’auto chiamata Milano si deve produrre in Italia, altrimenti si dà un’indicazione fallace che non è consentita dalla legge italiana”, ha aggiunto il ministro.

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