Il salario minimo si riprende la scena: cosa è e come funziona. Dall'Ue in arrivo un aiutino

Il testo ha ripreso il suo iter in commissione Lavoro e prevede una paga base oraria: solo sei Paesi non ce l'hanno, tra cui l'Italia. In arrivo anche una direttiva

(Foto Ansa)
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di An. L.

Il salario minimo fa ancora parlare di sé. E' tornato in auge dopo diversi anni di dormienza nelle segreterie della Commissione Lavoro. E a ridargli la scena è stato Giuseppe Conte, leader del M5S, partito che due anni fa presentò una legge a firma di Nunzia Catalfo, ex ministra del Lavoro. Per l'ex presidente del Consiglio si tratta di una legge "doverosa e necessaria", soprattutto in tempi di crisi economica prolungata, in cui l'inflazione sta esrodendo gli stipendi degli italiani. 

Sulla misura le posizioni sono divergenti. Ma intanto è necessario dire che la legge è presente in 21 dei 27 Stati dell'Ue, introdotta a seguito di leggi che fissano la paga minima oraria, al di sotto della quale la retribuzione non potrebbe andare. I sei Stati che non la prevedeno, insieme all'Italia, sono la Danimarca, la Svezia, la Finlandia, Cipro e l'Austria: tutti questi Paesi affidano alla contrattazione collettiva la fissazione di quello che è lo stipendio minimo da applicare dal datore di lavoro, a seconda delle categoria di appartenenza. 

Cosa prevede il ddl in discussione

Il relativo ddl, riesumato il 10 maggio scorso quando ha potuto riprendere il suo iter, prevede una retribuzione oraria non inferiore a 9 euro, al lordo degli oneri contributivi e previdenziali. Un grande passo in avanti per i lavoratori e le lavoratrici, costrette spesso ad accettare retribuzioni ben più basse rispetto a quanto auspicato e nonostante i contratti collettivi nazionali. Un accordo comunque ben più basso di altre grandi economie europee: in Germania proprio in questi giorni il Bundestag tedesco ha approvato l'aumento della paga oraria minima a 12 euro

Nel nostro Paese le opinioni a riguardo sono frammentate, compreso all'interno della maggioranza di governo dove si conta più di una voce discorde. Avversato da una parte dei sindacati, il salario minimo appare come una misura adatta a contrastare proprio la perdita di valore d'acquisto, stando alle convinzioni del M5S ma anche di Enrico Letta e, sembra, anche di Leu-Sinistra italiana. Contraria è invece la Lega.

Nella notte l'approvazione della Direttiva Ue

Oltre al pressing dei Pentastellati però a dare una spintarella all'approvazione del testo in tempi rapidi potrebbe essere anche il sì da parte dell'Ue alla direttiva in merito, il cui iter si concluderà presumibilmente nella notte tra il 6 e il 7 giogno. Dopo la plenaria del Parlamento europeo, dalle 19, infatti, è attesa l'intesa tra le istituzioni ovvero Commissione, Parlamento e Consiglio Ue e, stando a quanto si appresende, l'accordo è molto probabile. La direttiva proposta dalla Commissione punta a istituire dei punti fermi per fissare dei salari minimi adeguati ed equi rispettando le condizioni di ciascuno Stato membro. Il testo mira inoltre a rafforzare il ruolo della contrattazione collettiva