La rivoluzione di Fincantieri, l'ad: ridare dignità agli operai, pagheremo i saldatori come gli ingegneri

Fincantieri, grazie anche alla "Legge Navale", sta completamente ricostruendo la flotta della Marina Militare Italiana

Giuseppe Bono ad di Fincantieri (Ansa)
Giuseppe Bono ad di Fincantieri (Ansa)

Nel bacino del cantiere navale del Muggiano, alla Spezia, si vara il pattugliatore polivalente d'altura "Thaon di Ravel". Tutti gli occhi sono sulla ministra della Difesa Elisabetta Trenta e sul capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l'ammiraglio di squadra Valter Girardelli, il cui incarico scadrà fra pochi giorni, senza che ancora si conosca il nome del successore.

Una nuova flotta

Ma basta spostare lo sguardo e mettere a fuoco la figura di Giuseppe Bono per trovare la vera notizia che, stavolta, va al di là dell'ennesimo varo di Fincantieri che - grazie anche alla "Legge Navale" - sta completamente ricostruendo la flotta della Marina Militare Italiana, che era obsoleta ed ora è destinata ad essere una delle più moderne al mondo. E, come sempre, quando Bono prende la parola pare di entrare nella favola "I vestiti nuovi dell'imperatore", dove un bimbo con l'onestà (anche intellettuale) negli occhi dice che "Il re è nudo".

L'amministratore delegato di Fincantieri ha appena firmato la joint venture con Naval Group, colosso francese della difesa, insieme all'amministratore delegato transalpino Hervé Guillou a bordo della fregata “Federico Martinengo”, ormeggiata presso l’Arsenale della Marina Militare di La Spezia, una FREMM, quasi a simboleggiare la collaborazione fra Italia e Francia e prevede che le due società leader mondiali nella navalmeccanica militare condivideranno best practice;  condurranno congiuntamente attività mirate di Ricerca e Sviluppo;  ottimizzeranno le politiche di acquisti e prepareranno congiuntamente offerte per programmi binazionali e per l’export.

Ufficialmente Bono e Guillou spiegano, con il linguaggio felpato delle diplomazie aziendali internazionali  “Manifestiamo grande soddisfazione per il risultato raggiunto e, soprattutto, desideriamo ringraziare i nostri Governi che negli ultimi mesi hanno lavorato fianco a fianco a noi, e continuano a farlo, per finalizzare un’intesa che assicurerà la protezione degli asset sovrani, favorendo la collaborazione tra i due team. Questo impegno ci permetterà di supportare sempre meglio le nostre Marine, fornire l’adeguato sostegno alle operazioni per l’export comune e gettare concretamente le basi per il consolidamento dell’industria europea della difesa”.

Ma poi, come sempre, il numero uno di Fincantieri traduce tutto questo diplomaticismo nel suo linguaggio comprensibile a tutti, senza testi scritti, ma con la forza della convinzione in ciò che dice e spiega: "Ogni volta che concorrevamo per una commessa internazionale ai primi due posti, alternativamente, arrivavamo noi di Fincantieri e i francesi di Naval Group e allora ci siamo chiesti: perché non collaborare? Dalla prima volta che ci siamo fatti la domanda sono passati cinque anni: io sono calabrese e Guillou è bretone, due teste dure, e ce l'abbiamo fatta".

Troppi ingegneri

Il pensiero di Bono è quello che, da sempre, lo porta ad addentare il mondo, anziché esserne mangiato, unico gruppo italiano che acquista all'estero, governando la globalizzazione anziché subirla: "Ogni anno solo dalle università cinesi escono un milione e mezzo di ingegneri; in tutto l'Occidente ne escono duecentomila, di che stiamo a parlare?".

E l'idea di governare i processi e il futuro torna quando Bono racconta che gli otto cantieri italiani, belli e che fanno un gran lavoro, ma progettati troppo tempo fa per essere realmente efficienti, vanno ristudiati: "Abbiamo messo a disposizione i nostri progetti per ammodernare le strutture e renderle in grado si stare al passo con il mercato mondiale".

La stessa idea torna nel momento in cui Bono affronta il mercato del lavoro tornando su un suo pallino storico, che poi è il problema centrale del nostro Paese.

Il problema della scuola

L'amministratore delegato di Fincantieri da anni spiega che occorre lavorare su una scuola che formi le figure professionali richieste dall'azienda e lui, che ha anche una grande formazione umanistica, batte in continuazione il tasto sulla necessità di saldatori, di operai specializzati, di particolari categorie di ingegneri, "con tutto il rispetto e l'amore per la conservazione dei beni culturali". Bono è talmente convinto da questa battaglia di investirci da anni dialetticamente e concretamente, con progetti specifici.

E anche al varo del nuovo pattugliatore polivalente d'altura torna sul tasto, approfittando dell'intervento della rappresentante sindacale, che elogia il suo lavoro e quello dell'azienda, ma chiedendo nuove assunzioni: "Volentierissimo, signora, ma dobbiamo prima convincere le mamme a fare i figli e poi i figli a fare gli operai. Il fatto che, spesso, non vogliano farlo è dovuto anche all'appiattimento dei salari".

Ingegneri sconcertati

E qui l'amministratore delegato lancia la bomba dialettica; "Perché un saldatore specializzato deve essere pagato meno di un ingegnere?". A tutti gli ingegneri presenti in bacino, che sono molti, passa un brivido dialettico lungo la schiena, ma poi è lo stesso Bono a prevenirli: "Ovviamente non voglio fare arrabbiare tutti i miei ingegneri, che sono un grande patrimonio di questa azienda...".

Ridare centralità agli operai

Ma il concetto è chiaro: Bono vuole ridare centralità agli operai, patrimonio di Fincantieri e patrimonio dell'Italia, rilanciando il settore manifatturiero "senza il quale nessun Paese va da nessuna parte...". E' una rivoluzione copernicana e un grande progetto politico e sociale, nel senso della polis, nel senso più alto che la politica sa avere.

Pronto il rinnovo contrattuale

Intanto, Antonio Apa, segretario dei metalmeccanici Uilm genovesi, che nel progetto di Bono ha sempre creduto, così come negli scenari di politica industriale futuri,  appoggiando la linea aziendale anche nei momenti più difficili e quando era più difficile, sorride sornione: "Sto già preparando la piattaforma per il rinnovo contrattuale dei saldatori specializzati...".