Ape social? Adesso c'è un modo più conveniente per lasciare il lavoro 5 anni prima: si chiama RITA

Chi versa a un fondo di previdenza integrativa può utilizzare questa misura. Bisogna avere però certi requisiti

Lasciare il lavoro prima con la previdenza integrativa
Lasciare il lavoro prima con la previdenza integrativa
TiscaliNews

Come lasciare il lavoro almeno 5 anni prima e avere una sorta di pensione anticipata? La risposta è semplice: attraverso la Rita (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), ovvero la possibilità per chi ha forme di previdenza integrativa di riscuotere una rendita fino a raggiungere la pensione. Una previsione – come spiega il Corriere della Sera - nata sulla base della circolare Covip (Commissione vigilanza sui fondi pensione) che ha regolato dettagliatamente questo nuovo strumento di flessibilità nato con la Legge di Bilancio 2018. Sull’argomento la Fondazione consulenti del lavoro con Mefop (Società del Tesoro per lo sviluppo della previdenza integrativa) ha elaborato un apposito vademecum.

Ma vediamo nei particolari.

La misura è accessibile a tutti i lavoratori dipendenti, anche a quelli pubblici. Occorrono due condizioni: 1) la cessazione del lavoro e la distanza dalla pensione di vecchiaia non superiore a 5 anni (in pratica avere almeno 61 anni e 7 mesi che diventeranno 62 dal primo gennaio 2019 e più di 20 anni di contributi); 2) essere inoccupati da oltre 2 anni ed essere lontani dalla pensione meno di 10 anni (in pratica avere almeno 56 anni e 7 mesi che diventeranno 57 dal 2019. Per tutt’e due le fattispecie servono almeno 5 anni di versamento al fondo.

I vantaggi

Lo strumento di cui si parla dovrebbe essere vantaggioso da un punto di vista fiscale e convenire maggiormente rispetto all’Ape volontaria. Infatti con questo strumento il lavoro può essere lasciato a massimo 3 anni e 7 mesi prima dal momento della pensione di vecchiaia e il costo è superiore. L’Ape infatti è nient’altro che un prestito fatto dalle banche e rimborsato con trattenute mensili sulla pensione per 20 anni.

Lavoratore anziano

Secondo le informazioni disponibili la Rita gode di un regime fiscale agevolato. Subirà una ritenuta del 15 per cento con una riduzione dello 0,30 per cento per ogni anno oltre il quindicesimo di partecipazione al fondo, fino a un’aliquota minima del 9 per cento.

I limiti

Ovviamente quella che sembra a prima vista una grossa agevolazione, presenta anche dei limiti. In primo luogo si tratta di usare dei fondi che sono comunque appannaggio del lavoratore. Dunque può essere utilizzata da chi ha accumulato nel fondo molti contributi perché in questo caso il tesoretto può essere capiente per l’erogazione di una rendita anticipata per molti anni. Forse per questo il vademecum riporta esempi con un montante di 100mila euro.

In teoria si può concentrare su questo strumento anche chi non è mai stato iscritto a un fondo. Lo può fare iscrivendosi dal 2018 e conferendo al fondo anche il Tfr accantonato in modo da costituirsi una provvista adeguata. Ovviamente non è difficile prevedere che la Rita verrà utilizzata in particolare dai lavoratori che possono vantare carriere di lunga durata con versamenti adeguati.