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[Il punto] Arriva il risparmiometro: controlli sui conti correnti per colpire gli evasori. Come funziona

In sostanza l’Agenzia delle Entrate utilizzerà un algoritmo per verificare in automatico la congruità tra i soldi nella disponibilità del cittadino e le tasse effettivamente pagate

Ignazio Dessìdi I. Dessì   
Entra in vigore il risparmiometro
Entra in vigore il risparmiometro

Dopo il redditometro la lotta all’evasione si arricchisce di un nuovo strumento: il cosiddetto risparmiometro. In definitiva il controllo sui conti correnti dei cittadini. Un tentativo ulteriore di scovare chi cerca di scansare le ganasce del fisco. In sostanza l’Agenzia delle Entrate utilizzerà un algoritmo per verificare in automatico la congruità tra i soldi nella disponibilità del cittadino e le tasse effettivamente pagate. A questo proposito il garante per la tutela della privacy aveva già dato il suo lasciapassare ed ora la misura dovrebbe entrare in vigore. Tempi duri per gli evasori dunque. Almeno così si spera. Per i cittadini onesti nessun allarme ingiustificato però. Il direttore dell’Agenzia, Antonino Maggiore, invita infatti a non temere chissà quali problemi perché "nessuno vuole fare la pesca a strascico ma un'analisi mirata per importi molto rilevanti" al fine di individuare evidenti anomalie.

Verifiche selettive 

Ma più nel dettaglio di cosa si parla? In sostanza i conti correnti degli italiani, dopo il via libera dato dal Ministero del Tesoro, potranno essere controllati dal fisco. Cosa importante. Dopo il sì del Garante per la privacy, giunto ad aprile, l’Agenzia delle Entrate, e la Guardia di Finanza potranno così incrociare le informazioni sui movimenti di denaro dei cittadini per appurare eventuali evasioni.  Alla fin fine la svolta c’è, anche se ci si premunisce di spiegare come le verifiche saranno assolutamente selettive, ovvero rivolte ai contribuenti a rischio. Per esempio, a chi ha fatto acquisti rilevanti durante l’anno che non risultano giustificati dal suo tenore di vita.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate Antonino Maggiore

Il ruolo dell'algoritmo

Lo strumento, già sperimentato nel periodo 2013-2014, prende dunque definitivamente il via, e le banche saranno tenute a fornire informazioni sul conto corrente del cittadino. Ma ciò avverrà solo nei casi sospetti. Se per esempio uno lavora da dipendente e deposita mensilmente lo stipendio in un conto corrente che non viene mai toccato, nonostante paghi le bollette, un affitto e così via, il sistema segnalerà l’anomalia e scatterà il controllo fiscale. Sarà un algoritmo a verificare se ci sono stranezze tra quanto dichiarato col 730 o nel Modello Unico e quanto risulta nei risparmi del contribuente. Se verrà rilevato uno scostamento superiore al 20% da un anno all’altro, si avvierà la verifica. Il fine sarà accertare se c’è una giustificazione per quella "stranezza", oppure si tratta di lavoro nero, di evasione fiscale.

La prova del risparmiometro  interesserà tutti i cittadini senza distinzione e non solo riguardo ai conti correnti. Sotto la lente dell’Agenzia delle Entrate potranno finire infatti anche il deposito titoli, le azioni e le obbligazioni, i conti deposito, le polizze assicurative e i fondi pensione, i libretti postali, i buoni fruttiferi e le carte di credito. Il famoso algoritmo raffronterà i dati con il 730 e se verranno rilevate anomalie si procederà al controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Procedura in caso di anomalie

Una volta rilevata la cosiddetta discrepanza è previsto il contradditorio preventivo. In pratica un incontro tra l’interessato, cui sia stata mossa la contestazione, e un funzionario del fisco. In tale sede si potrà dimostrare che i risparmi sul conto non sono frutto di qualche “furbizia”,  producendo magari apposita prova e documentazione. Si potrebbe dimostrare che si tratta, per esempio, di un regalo ricevuto o di una vincita a una lotteria. Se non si riuscirà a giustificare la propria situazione in modo adeguato, il funzionario potrà far scattare l’ulteriore fase dell’accertamento fiscale. Fase che, dopo controlli adeguati, potrebbe concludersi con la dimostrazione dell’illecito e, dunque, con l'inevitabile sanzione.

 

Ignazio Dessìdi I. Dessì   

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